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Lo sai che? Genitore incapace di intendere e volere: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 22 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 febbraio 2018

Il tempo passa, mamme e papà invecchiano, in alcuni casi subentrano patologie psichiche gravi. Come possono comportarsi i figli?

Tutti i figli vorrebbero vedere i propri genitori sani, forti e vigorosi come un tempo. Come quando ci rincorrevano per sgridarci, ci accompagnavano a scuola o dal medico, ci caricavano in macchina con la forza di sette uragani, urlando e placandoci a suon di (sane) punizioni. Tutti vorremmo averli sempre come punto di riferimento, come fari illuminati di energia e vita. Vorremmo poggiarci sulle loro spalle e nei loro abbracci, come abbiamo sempre fatto fin da bambini. Purtroppo arriva un momento della vita in cui i ruoli si ribaltano. In cui vediamo la giovinezza di mamma e papà sfiorire. E capiamo che d’ora in avanti saremo a noi a prenderci cura di loro. Nelle giornate buie, capricciose, nella malattia fisica o mentale, nelle difficoltà quotidiane. Dobbiamo essere noi a prenderli per mano e dare loro la forza di non arrendersi. L’avanzare dell’età infatti può portare con sé l’insorgere di malattie fisiche e mentali. E possiamo ritrovarci da un momento all’altro genitori non più autonomi e indipendenti, incapaci di intendere e volere: che possiamo fare?

Chi sono le persone incapaci?

Prima di capire che fare nel caso di genitori incapaci di intendere e volere, cerchiamo di analizzare cosa significhi per legge questo concetto.

Tutti noi al compimento esatto dei 18 anni (la tanto agognata maggiore età) acquisiamo per legge quella che si chiama capacità d’agire: cioè la capacità di compiere atti di natura giuridica e amministrativa, essendo da questo momento pienamente responsabili delle nostre azioni civili, amministrative e penali di fronte alla legge. Fino ad allora (finché siamo minorenni) veniamo invece considerati incapaci d’agire. Ecco perché quei poveretti dei nostri genitori (o qualsiasi tutore legale) devono sobbarcarsi la responsabilità dei guai in cui ci infiliamo a piedi pari. E compiono per noi tutti quegli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, essendo per legge i nostri legali rappresentanti.

Ecco il succo dell’incapacità di intendere e volere: quella situazione giuridica che porta un individuo a non essere considerato dalla legge in grado di compiere per sé atti di amministrazione ordinaria e straordinaria (totalmente o in parte), perché inconsapevole delle proprie azioni.

Non solo i minorenni sono considerati incapaci. Anche una persona maggiorenne può essere dichiarata incapace di intendere e volere: quando subentrano gravi patologie mentali (transitorie o permanenti) – in giovane età come in vecchiaia – che comportano una grave riduzione o totale mancanza di consapevolezza delle proprie azioni.

Ecco perché dobbiamo mettere in conto che anche i nostri genitori possano un giorno ritrovarsi in questa situazione. E noi possiamo essere chiamati in causa.

Incapacità di intendere e volere: cosa comporta?

Cosa succede dal punto di vista giuridico a una persona incapace di intendere e volere?

  • Innanzitutto non può compiere atti di ordinaria o straordinaria amministrazione (contratti, prestiti, testamenti, donazioni, ecc). Serve qualcuno che la assista o lo faccia al posto suo
  • Non può essere punito per reati penali, se compiuti nel momento in cui era incapace di intendere e volere [1]
  • Gli atti compiuti da questa persona, nel momento in cui è considerata incapace di intendere e volere possono essere annullati, su istanza della persona o degli eredi

Quando un genitore è incapace di intendere e volere?

In parte abbiamo già risposto a questa domanda. Quando lo scorrere del tempo fa invecchiare nostra madre e nostro padre, possono insorgere patologie mentali permanenti, che li rendono incapaci. Oppure può succedere qualcosa che li rende anche solo temporaneamente incapaci di intendere e volere.

Si può quindi essere totalmente incapaci o parzialmente incapaci. A seconda dell’uno o dell’altro caso si può essere dichiarati interdetti o inabilitati.

Interdizione

Quando una persona è totalmente incapace di intendere e volere può essere dichiarata interdetta. In questo modo giuridicamente ritorna allo stato di minorenne. Esattamente come il bambino o il ragazzo di minore d’età ha un proprio rappresentante legale (genitore o tutore) che cura i suoi interessi, così l’interdetto maggiorenne dovrà avere un proprio tutore legale, che rappresenterà la persona in tutti i suoi atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

Inabilitazione

Quando invece una persona è solo parzialmente incapace di intendere e volere, allora si può procedere alla dichiarazione di inabilitazione. In una situazione di questo tipo l’inabilitato può continuare a svolgere da solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre ha bisogno di una persona, chiamata curatore, che lo assista in quelli di straordinaria amministrazione (ad esempio quelli che comprendono l’aspetto patrimoniale della persona).

Ovviamente non lo decide la persona stessa se sta diventando di incapace di intendere e volere, e nemmeno i suoi familiari. Deve essere il Tribunale a farlo e a seguire tutti gli aspetti e gli atti che verranno firmati.

Genitore incapace di intendere e volere: che fare?

Mia madre ha 86 anni e le è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer.

Mio padre soffre di demenza senile.

Mio padre è stato colpito da un grave ictus che gli ha causato danni celebrali permanenti.

Purtroppo sono tutti esempi di come in avanzata età i genitori possano essere colpiti da patologie e infermità che ne limitino o azzerino la capacità di intendere e volere. Ovviamente, arrivati a questo punto, non sono più in grado di badare a se stessi. Cosa possiamo fare?

Obbligo di prendersi cura dei propri genitori

Innanzitutto non scordiamoci che proprio come i genitori hanno precisi doveri nei confronti dei figli, così i figli hanno i loro obblighi di responsabilità verso i propri genitori. Oltre al rispetto, ogni figlio ha anche il dovere di aiutare materialmente ed economicamente il genitore nel momento del bisogno.

Dovere che si rivela indispensabile proprio con l’avanzare dell’età, quando mamma e papà sono anziani, deboli e non più autosufficienti. Proprio in questo momento dobbiamo tirare fuori tutto l’amore che loro ci hanno insegnato, che abbiamo custodito, in attesa che loro ne avessero bisogno, e restituirglielo. Troppi figli invece se ne dimenticano e voltano lo sguardo di fronte alle richieste di aiuto, violando gli obblighi di assistenza familiare.

E se questo non vi convince sappiate che, il vostro rifiuto di curare e trovare soluzioni idonee per i vostri genitori anziani o incapaci di intendere e volere può costarvi il reato di abbandono di persona incapace e rischiate fino a 5 anni di reclusione [3].

Chiedere la nomina di un amministratore di sostegno  

Supponiamo che vostro padre o vostra madre non siano totalmente incapaci. Magari lo siano solo parzialmente o temporaneamente e non vogliate ricorrere alla richiesta inabilitazione o interdizione. Potete fare richiesta di un amministratore di sostegno: una persona che aiuti il genitore parzialmente incapace a curare i propri interessi. È una sorta di assistente alla persona.

La richiesta va presentata e depositata nella cancelleria del Giudice tutelare del luogo in cui il genitore abita e deve essere motivata. Va cioè spiegato il motivo per cui si ha bisogno dell’amministratore di sostegno. Chi può presentare la richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno? Possono farlo:

  • Il/la coniuge o il/la convivente
  • I parenti fino al quarto grado (tra cui anche i figli) e dagli affini fino al secondo grado
  • Il pubblico ministero
  • Il curatore o tutore (qualora si voglia chiedere la revoca dell’interdizione o inabilitazione)
  • I servizi sociali

La procedura è gratuita, ma potete farvi aiutare da un avvocato per portarla a termine. Ovviamente tutto deve essere autorizzato dal giudice tutelare del Tribunale, che emette un decreto di nomina dell’amministratore. Questo può essere scelto tra i familiari stretti (quindi anche tu figlio) o la persona che il genitore aveva designato in caso di futura incapacità.

Chiedere l’interdizione

A volte invece la condizione di incapacità è grave e permanente. Lo è ad esempio quando la patologia fisica e mentale ha completamente azzerato le funzioni psichiche di vostra madre o vostro padre. In pratica non è più in grado di intendere e volere, di compiere nessun tipo di azione consapevolmente. Dal pagare una bolletta al gestire i soldi sul conto fino agli interessi più grandi. Potrebbe anche fare parecchi danni. È qui che potete chiederne l’interdizione.

L’interdizione (così come tutte le altre faccende legate all’incapacità) non si può decidere da soli. Si deve richiede [4] con un istanza al Giudice tutelare. E possono richiederla la persona interdetta, il coniuge o convivente, i familiari entro il quarto grado (tra cui anche i figli) dagli affini entro il secondo grado.

Una volta dichiarata dal giudice l’interdizione si potrà procedere alla nomina, sempre da parte dei giudice, del tutore legale: la persona che sarà responsabile legalmente per il genitore incapace e che compirà in sua vece tutte le operazioni e gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

Ovviamente i figli possono chiedere al Giudice di essere nominati tutori.

Chiedere l’inabilitazione

Stessa procedura di istanza al giudice tutelare vale anche nel caso di richiesta di inabilitazione. Quando cioè il genitore ha un’incapacità parziale, che lo rende comunque ancora in grado di compiere i normali atti della vita quotidiana e di ordinaria amministrazione. È un’incapacità non così grave come quella che comporta l’interdizione. Ciò di cui avrà bisogno in questo caso il genitore incapace è la figura del curatore: una persona che lo assista negli atti di straordinaria amministrazione.

Anche qui, dopo la dichiarazione di inabilitazione, il giudice passerà alla nomina del curatore, che potrà anche uno dei figli.

note

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art. 428 cod. civ.

[3] Art. 591 cod. pen.

[4] Art. 417 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay 


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