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Lo sai che? Recesso dal contratto telefonico: come richiederlo

Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

Cambiare compagnia telefonica è semplice e veloce: basta scegliere il nuovo operatore, e dare la disdetta dal contratto telefonico.

Ogni giorno riceviamo tutti numerosissimi messaggi da parte delle compagnie telefoniche, che ci invitano a cambiare operatore e passare ad un altro gestore di telefonia, in particolare per quanto riguarda la telefonia mobile. Sebbene per molte persone queste continue proposte possano essere a volte fastidiose, o eccessive, a seconda dei casi però possono anche avere risvolti interessanti, perchè magari vengono prospettati piani telefonici maggiormente vicini alle esigenze dell’utente, sia dal punto di vista economico – desiderando ottenere un risparmio tariffario – che per quanto riguarda il profilo dei servizi offerti (più messaggi o chiamate, numero maggiore di giga byte, connessione a internet). Cambiare compagnia telefonica comporta quindi che il consumatore effettui una disdetta in relazione al contratto in essere col proprio gestore telefonico, esercitando il diritto al recesso riconosciuto per legge. Bisogna però distinguere i casi in cui si decide di recedere dal contratto telefonico in essere per attivare un altro contratto con un differente gestore di telefonia a seconda del momento in cui si decide di recedere, in quanto i tempi di disdetta rispetto a quelli di attivazione comportano delle differenze per quanto riguarda la disdetta stessa. Vediamo quindi cosa succede in queste situazioni, come si inoltra una disdetta telefonica e come richiedere il recesso dal contratto telefonico.

Recesso dal contratto telefonico: cosa significa

Il recesso dal contratto telefonico, che viene chiamato anche con il nome di disdetta telefonica, non è altro che l’esercizio di un diritto dei consumatori-utenti, che decidano di voler cambiare operatore telefonico o di voler ad ogni modo fare cessare un contratto di telefonia in essere. Le motivazioni per le quali si scelga di non proseguire più il rapporto contrattuale con un determinato operatore non hanno alcuna rilevanza per la legge, né per i consumatori stessi, i quali non sono tenuti a dover rendere ragione di quale sia il motivo per il quale hanno effettuato quella determinata scelta (si pensi al cambio di numero, al passaggio da una sim ad un’altra con disattivazione di quella precedente, o a chi opta per avere solamente una linea di telefonia mobile e non più un numero di rete fissa). La disdetta dal contratto telefonico deve essere effettuata con specifiche modalità, ma assume contorni differenti a seconda che sia esercitata nell’immediatezza – o quasi – della sottoscrizione del contratto stesso, oppure che intervenga in un momento successivo, in particolare per quanto riguarda eventuali costi di disattivazione che possano essere richiesti al consumatore al momento della richiesta di recesso dal contratto telefonico.

Recesso e attivazione nuova linea

Se si sceglie di recedere dal contratto telefonico in essere per attivare poi un nuovo contratto con un altro operatore, bisognerà anzitutto mandare la disdetta al proprio gestore. Per richiedere il recesso, di conseguenza, occorrerà comunicare a quest’ultimo che si vuole recedere dal contratto, attraverso la modalità che l’utente ritiene più comoda tra quelle possibili.

Chiedere la disdetta dal contratto telefonico è abbastanza semplice e veloce, e può farsi per iscritto o a voce. Il consumatore infatti può scegliere se rivolgersi ai numeri verdi messi a disposizione dalle compagnie telefoniche e chiamare i relativi numeri telefonici di assistenza, oppure mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno al proprio operatore. La raccomandata dovrà contenere il modulo di disdetta debitamente compilato, e che viene messo a disposizione dalle singole compagnie telefoniche nei rispettivi portali internet, dove è liberamente scaricabile. Se il contratto non prevedeva particolari condizioni o clausole sul comodato d’uso, salvi eventuali costi derivanti dalla disattivazione e preventivati nel contratto sottoscritto a suo tempo non ci sono altri costi. Se invece il contratto prevedeva alcune ipotesi particolari, come ad esempio la concessione di un dispositivo telefonico in comodato d’uso, o in leasing magari, occorrerà in questi casi provvedere alla restituzione dei dispositivi stessi, se non si vuole incorrere nel pagamento di eventuali penali.

Recesso immediato dal contratto telefonico

Quanto abbiamo finora visto riguarda i casi in cui il consumatore abbia in essere da tempo un contratto con una determinata compagnia telefonica, dalla quale voglia staccarsi per sottoscrivere un nuovo piano presso un altro operatore. Non sempre però le tempistiche sono queste, in quanto può anche succedere che si cambi idea nei primissimi giorni dopo la sottoscrizione del contratto. I motivi possono essere i più diversi, da una mancata soddisfazione del servizio in generale a problemi di copertura della rete, o perchè nel frattempo e proprio in concomitanza con l’attivazione del servizio è stata trovata un’offerta più vantaggiosa o più vicina alle proprie necessità. In questi casi, la situazione è diversa perchè si tratta di un’ ipotesi di diritto al ripensamento, che il consumatore può esercitare senza dover peraltro fornire alcuna motivazione circa le ragioni che lo spingono a voler disdire il contratto telefonico sottoscritto in precedenza. In queste ipotesi, basterà inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno la disdetta al proprio gestore telefonico. È possibile farlo scrivendo una lettera nella quale si richieda il il recesso dal contratto, specificando in maniera chiara che si intende esercitare tale diritto al recesso, oppure a seconda della compagnia telefonica di riferimento utilizzare l’eventuale apposito modulo, che anche in questi casi viene messo a disposizione sul portale internet del gestore telefonico. Al modulo compilato e sottoscritto, o alla lettera di disdetta, occorre allegare una copia del proprio documento di identità in corso di validità.

Recesso dal contratto telefonico: costi

Disdire il proprio contratto telefonico può comportare dover versare alcune somme, relative ai costi di disattivazione del servizio, che cambiano a seconda del tipo di contratto sottoscritto, dei servizi previsti e del gestore con cui è stato stipulato. Bisogna però considerare che questi costi non vanno sostenuti nei casi in cui – oltre al diritto di ripensamento che abbiamo visto qui sopra – si decida di recedere dal contratto per eventuali inadempienze del gestore telefonico, si sia in prossimità della naturale scadenza del rapporto contrattuale oppure ci siano state variazioni contrattuali in corso d’opera.

note

Autore immagine: Pixabay.


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