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Cause pensione e invalidità gratuite: chi ne ha diritto


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2018



Esenzione dal contributo unificato ed esenzione dal pagamento delle spese legali nelle cause di previdenza e assistenza obbligatoria: come e quando.

La legge prevede alcune agevolazioni in materia di spese legali per chi ha un reddito basso e deve affrontare una causa di previdenza e assistenza. In particolare:

  • le cause di previdenza e assistenza obbligatorie, come le cause individuali di lavoro e riguardanti rapporti di pubblico impiego, sono esenti da contributo unificato se il ricorrente è titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef, non superiore ad una determinata soglia.
  • nei giudizi promossi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali (per esempio invalidità civile, accompagnamento ecc.), in caso di perdita della causa (tecnicamente “soccombenza”) il ricorrente è esente dalla condanna al pagamento delle spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice, quando risulti titolare, nell’anno precedente a quello della pronuncia, di un reddito imponibile ai fini Irpef non superiore a una determinata soglia.

Le due agevolazioni, esenzione dal contributo unificato ed esenzione dal pagamento delle spese legali, hanno natura e presupposti differenti, ma vengono spesso confuse. La distinzione è rilevante ai fini non solo della verifica dei requisiti ma anche ai fini della documentazione da presentare per accedere al beneficio. Resta fermo che le due agevolazioni sono cumulabili.

Vediamo cosa sono e come funzionano l’esenzione dal contributo unificato e l’esenzione dal pagamento delle spese legali nelle cause di previdenza e assistenza.

Cause di previdenza e assistenza: esenzione dal contributo unificato

Nei processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, il ricorrente non deve pagare il contributo unificato, se è titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef inferiore a tre volte l’importo previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato [1].

In particolare, il reddito, compreso quello dei familiari conviventi, come da ultima dichiarazione dei redditi presentata, non deve essere superiore a 34.585,23 euro.

Documenti da presentare per esenzione contributo unificato

Al fine di beneficiare dell’esenzione dal contributo unificato, il ricorrente deve allegare al ricorso un’apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui dichiara, sotto la propria responsabilità:

– che il proprio reddito, compreso quello dei familiari conviventi, come da ultima dichiarazione reddituale presentata relativa all’anno per il quale è scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi)  non è superiore al triplo dell’importo previsto dall’art. 76 DPR, elevato a € 34.585,23;

– che si impegna a comunicare, finché il processo non diventi definitivo, eventuali variazioni di reddito;

– la composizione del proprio nucleo familiare.

Il ricorrente deve anche allegare copia della carta di identità.

Prestazioni previdenza e assistenza: esenzione dalle spese legali

Nei giudizi promossi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali, la parte soccombente non può essere condannata al pagamento delle spese, competenze ed onorari, quando risulti titolare, nell’anno precedente a quello della pronuncia, di un reddito imponibile ai fini Irpef, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore a due volte l’importo del reddito stabilito per beneficiare del patrocinio a spese dello Stato [2].

Più precisamente il reddito non deve essere superiore a 11.528,41 euro.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante. La soglia reddituale complessiva di accesso resta individuata nella somma dei singoli redditi dei conviventi, compreso l’istante, ma il limite di reddito 11.528,41 euro è elevato di euro 1.032,91 per ogni familiare convivente.

L’esenzione dal pagamento delle spese legali vale solo per i giudizi aventi ad oggetto prestazioni previdenziali e assistenziali e non anche per le cause di lavoro (alle quali si applica, invece, l’esenzione dal contributo unificato).

Non si applica l’esenzione dal contributo unificato se il ricorrente viene condannato per lite temeraria in quanto il giudice accerta che ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.

Documenti da presentare per esenzione spese legali

Anche in questo caso, il ricorrente deve formulare apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione nelle conclusioni dell’atto introduttivo in cui dichiara, sotto la propria responsabilità, il reddito proprio e quello del nucleo familiare e si impegna a comunicare entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno a far tempo dalla data di presentazione dell’istanza, e fino a quando il procedimento non sia definito, le eventuali variazioni dei limiti di reddito verificatesi nell’anno precedente, rilevanti ai fini della concessione del beneficio.

Il ricorrente deve anche allegare copia della carta di identità.

note

[1] Art. 9, c. 1bis, DPR 115/2002.

[2] Art. 152 disp. att. c.p.c.

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