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Chi paga la sostituta della bandate?

23 febbraio 2018


Chi paga la sostituta della bandate?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2018



Mia madre ha avuto alle sue dipendenze una badante che conviveva con lei in casa. Ho da poco appreso che nei mesi in cui mia madre è stata ricoverata in ospedale, la badante si faceva sostituire da una sua amica, pagandole le sostituzioni. La badante è poi stata licenziata dopo che mia madre è stata trasferita in una RSA. La sostituta sostiene che la badante non le abbia pagato un mese intero di sostituzione. C’è il rischio che pretenda la somma da mia madre o da me?

Il rapporto di lavoro è un rapporto giuridico che coinvolge due parti, il lavoratore e il datore di lavoro, legate dal raggiungimento di importanti obiettivi comuni. Il primo ambisce a portare a termine i propri compiti per essere adeguatamente remunerato, il secondo a realizzare i profitti necessari al benessere della propria impresa. Il contemperamento dei due interessi porta al corretto svolgimento dell’attività economica.

Il lavoratore, nell’esercizio delle sue mansioni, è tenuto al rispetto delle indicazioni e direttive impartite dal proprio datore di lavoro, il quale ha il dovere di vigilare,personalmente o delegando un suo sostituto, che il tutto venga svolto con la massima diligenza.

Nel caso specifico, la badante è tenuta a svolgere i propri compiti di assistenza nei riguardi dell’anziano, in casa o in struttura sanitaria, ricevendo la retribuzione stabilita dai contratti collettivi.

Il rapporto lavorativo, per un corretto svolgimento, richiede il rispetto di alcune regole ben precise da parte del dipendente. Il lavoratore ha obbligo di tenere un comportamento idoneo ad eseguire la prestazione, secondo quanto richiesto dall’imprenditore, con quella diligenza richiesta “dalla natura della prestazione dovuta, dall’interesse dell’impresa e da quello superiore della produzione nazionale” (ex art 2104, 1° comma, c.c.), ossia deve fare in modo di portare a termine il suo compito con la massima perizia. Accanto all’obbligo di diligenza, il lavoratore ha, inoltre, l’obbligo di fedeltà e di obbedienza nei confronti del datore di lavoro (ai sensi dell’art. 2105 c.c.), deve cioè rispettare le richieste e non rivelare informazioni riservate, essenziali per l’esercizio dell’impresa, nonché l’obbligo di conformarsi alle direttive dallo stesso impartite (ex art 2104, 2° comma, c.c.). L’inosservanza di tali doveri da parte del lavoratore determina, quindi, l’esercizio del potere disciplinare da parte del datore di lavoro.

La badante, facendosi sostituire da una sua amica senza dire nulla ai propri datori di lavoro, è contravvenuta agli obblighi di diligenza, fedeltà ed obbedienza anche perché una eventuale sostituzione non può avvenire in questo modo ma necessita di una contrattualizzazione secondo i dettami della legge vigente.

La sostituta non può pretendere nulla dal lettore perché totalmente estraneo al rapporto di lavoro esistente.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente:

– La sostituta della badante non può pretendere dal lettore (o da sua madre) alcun pagamento per mancanza assoluta di rapporto giuridico tra le parti.

– La badante “ufficiale”, facendosi sostituire senza comunicarlo al datore di lavoro, ha commesso un’inosservanza grave dei principi fondanti il rapporto.

– Lavorare in nero, senza contratto e senza alcuna tutela, come ha fatto la badante sostituta, fidandosi di una sua amica e magari spinta anche dal bisogno, spesso implica il rischio di non ricevere il pagamento per le prestazioni lavorative svolte.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Rossella Blaiotta

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