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Condominio e spese manutenzione ascensore

23 febbraio 2018


Condominio e spese manutenzione ascensore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2018



 Come si ripartiscono le spese sulla manutenzione o sostituzione dell’ascensore in condomino?

La giurisprudenza che si è pronunciata su questo tema ha avuto modo di precisare (anticipando quello che poi la riforma del condominio avrebbe reso legge) che le spese relative alla manutenzione e ricostruzione (o sostituzione) dell’ascensore già esistente devono essere ripartite sulla base deicriteri stabiliti dall’articolo 1124 del codice civile.

Da ultimo è stata la Corte di Cassazione con sentenza n. 20.713 del 04/09/2017 (ma anche, in precedenza, con sentenza n. 3.264 del 17 febbraio 2005) a ribadire il principio secondo il quale se sitratta di spese relative alla manutenzione o sostituzione di un ascensore che già esiste, allora la ripartizione delle relative spese deve seguire i criteri stabiliti dall’articolo 1124 del codice civile e non quelli fissati dall’articolo 1123 dello stesso codice civile.

Un criterio differente rispetto a quello stabilito dall’articolo 1124 del codice civile è applicabile solo se previsto in un regolamento condominiale di tipo contrattuale (cioè in un regolamento approvato da tutti i condomini, nessuno escluso).

Il criterio di ripartizione indicato (cioè quello stabilito dall’articolo 1124 del codice civile nel testo che risulta modificato a seguito della legge 220 dell’11 dicembre 2012, in vigore dal 18 giugno 2013) è applicabile se la sostituzione dell’ascensore è necessitata dall’obbligo di messa a norma dello stesso e/o dalla necessità di effettuare riparazioni e/o dalla opportunità di migliorare la fruibilità dell’impianto.

Quindi, sostanzialmente, la spesa dovrà essere ripartita per metà in base al valore millesimale delle singole unità immobiliari e per metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.

Il criterio di ripartizione della spesa previsto dall’articolo 1123 del codice civile (cioè ripartizione in misura proporzionale al valore millesimale della proprietà dei singoli condomini) si applicherebbe solo se si installasse un ascensore in un edificio che ne fosse stato in precedenza privo e, quindi, solo nel caso di installazione “ex novo” di un ascensore fino ad allora non esistente nello stabile (si tratterebbe, in tal caso, di una innovazione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte


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