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Lo sai che? Accertamento recapitato al defunto e non agli eredi

Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2018

L’Inps ha mandato a mia madre ormai già deceduta da due settimane al suo domicilio un avviso di accertamento per mancato pagamento dei contributi per lavoro domestico con le relative sanzioni a suo carico. Avendo l’ INPS notificato la cartella in modo non corretto e cioè al defunto e non agli eredi impersonalmente al loro domicilio è preferibile tacere attendendo una nuova comunicazione da parte dell’Ente o sono obbligata a rispondere comunicando il decesso di mia madre e chiedendo un nuovo calcolo del conteggio?

La legge (cioè, per la precisione, la legge n. 289 del 2002, poi modificata dal decreto legge n. 112 del2008, convertito in legge n. 133 del 2008) ha previsto l’obbligo per le anagrafi comunali di trasmettere online all’Inps le comunicazioni di decesso entro il termine di due giorni dal verificarsidel decesso stesso.

Lo stesso obbligo di comunicazione all’Inps degli avvenuti decessi è stato poi previsto dalla legge n.190 del 2014 anche a carico dei medici necroscopi (cioè dei medici che accertano l’avvenutodecesso) e sempre entro il termine di quarantotto ore dal decesso.

A seguito della segnalazione del decesso da parte delle anagrafi comunali e/o del mediconecroscopo, l’Inps provvede ad aggiornare il proprio data base apportando tutte le opportune variazioni.

Questo vuol dire che l’Inps dovrebbe essere già al corrente del decesso della madre della lettrice e che è quindi probabile che, verificata l’anomalia della notifica avvenuta nei confronti di persona già deceduta nelmomento del recapito della notifica, provveda ad una nuova notifica nei confronti degli eredi collettivamente ed impersonalmente (nuova notifica che può avvenire, senza incorrere nella prescrizione dei contributi dovuti, entro il termine di anni cinque dal momento in cui gli stessidovevano essere versati).

Tuttavia, poiché sono sempre possibili disguidi nella trasmissione e ricezione delle comunicazioni telematiche e/o ritardi da parte dell’Inps nell’aggiornamento dei propri data base, il consiglio alla lettrice se sua madre era titolare di pensione erogata dall’Inps è:

– di provvedere comunque a segnalare all’Inps l’avvenuto decesso per evitare, fatte salve altre eventuali responsabilità nei ritardi dell’aggiornamento del data base Inps, possibili risvolti penali (percezione indebita della pensione da parte di un parente delegato o attraverso prelievo dal conto del defunto di ratei pensionistici erogati dopo la morte);

– contemporaneamente di richiedere con raccomandata a.r. all’Inps l’annullamento in autotutela dell’avviso di addebito intestato e recapitato alla madre (da quel che è indicato nel quesito, infatti, l’atto che è stato recapitato sembra sia proprio un avviso di addebito); si suggerisce questo perché il termine per fare ricorso al giudice del lavoro è già scaduto (il termine per impugnare l’avviso di addebito è infatti di quaranta giorni dalla notificazione nel caso di contestazioni nel merito della pretesa avanzata dall’ente creditore).

Anche nel caso in cui la madre della lettrice non fosse stata titolare di pensione Inps, il consiglio è comunque di comunicare il suo decesso e di richiedere con raccomandata a.r. all’Inps l’annullamento in autotutela dell’avviso di addebito in quanto, diversamente, l’Inps potrebbe agire nei confronti degli eredi anchesulla base dell’avviso di addebito intestato alla madre in quanto atto diventato definitivo e non più contestabile in quanto non impugnato dinanzi al giudice del lavoro nei termini di legge.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte


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