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Corrispondenza tra chiesto e pronunciato: che significa?

25 febbraio 2018


Corrispondenza tra chiesto e pronunciato: che significa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2018



Se il giudice riconosce più di quello che è stato chiesto, la sentenza è nulla e può essere appellata.

Se sei approdato in questa pagina è perché hai certamente sentito (forse in bocca al tuo avvocato) la frase corrispondenza tra chiesto e pronunciato e vuoi sapere che significa. Si tratta di una regola tipica del processo civile è enunciata dal codice di procedura [1] e che è alla base di tutte le cause, a prescindere dal tipo di materia per la quale si controverte. La norma dice che «Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa (…)» ma chi non è un tecnico del diritto potrebbe non comprendere quali implicazioni ha. Per capire quindi cosa vuol dire corrispondenza tra chiesto e pronunciato (alcuni dicono anche «corrispondenza tra chiesto e giudicato»), ricorriamo al solito esempio pratico.

 

Immagina di aver iniziato una causa contro un tuo debitore; in particolare chiedi al tribunale di condannarlo a pagarti 100mila euro come risarcimento per un danno che ti ha ingiustamente provocato. Nel corso del giudizio vengono sentiti i testimoni ed espletata una consulenza tecnica. Proprio da ciò il magistrato si accorge che, in realtà, avresti diritto a un risarcimento di 200mila euro. Qui il dubbio: sebbene tu non lo abbia chiesto, il giudice potrà condannare la controparte (il cosiddetto «convenuto») al pagamento di questa maggiore somma? La risposta è negativa. La legge infatti stabilisce che il giudice si deve pronunciare solo su ciò che gli è stato chiesto e non oltre i limiti di tale domanda. Questo significa, in buona sostanza, che se hai chiesto 100mila euro di condanna al tuo debitore, anche se il tribunale ritiene che hai diritto a qualcosa in più non potrà accordartelo e dovrà riconoscerti solo l’importo che hai indicato nell’atto di citazione. Ecco cosa significa corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Significa che il giudice è vincolato a pronunciarsi solo su ciò che gli è stato richiesto e non può andare oltre. Perché? Perché compito della giurisdizione civile è solo quello di dare risposte alle domande poste dalle parti. A differenza del penale, infatti, qui non si persegue un interesse pubblico (la punizione del colpevole), ma un interesse privato e solo i cittadini sanno ciò che è meglio o peggio per loro: il giudice non si può sostituire ad essi in questa valutazione.

Sono sicuro che, a questo punto, starai già pensando che, per evitare un problema di questo tipo, è meglio “sparare alto”, ossia pretendere un risarcimento molto elevato, in modo tale da non trovarsi poi pregiudicati. Questo però è un comportamento sconsigliabile: innanzitutto perché se si eccede nella richiesta e il giudice dovesse rigettarla anche solo in parte, potrebbe compensare le spese processuali. Ci spieghiamo meglio. Immaginiamo che una persona chieda 200mila euro di risarcimento e il magistrato ne dovesse accordare solo 100; in tal caso si avrebbe quella che tecnicamente si chiama soccombenza parziale, ossia l’attore – pur avendo vinto la causa – non ha ottenuto tutto ciò che chiedeva. Il tribunale potrebbe allora non riconoscergli il diritto al rimborso delle spese processuali e disporre che ciascuna parte paghi da sé il proprio avvocato. Eccedere con la pretesa può dunque impedire di recuperare i costi legali del giudizio.

Dall’altro lato, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato non è sempre così lineare e potenzialmente prevedibile come nell’esempio della condanna al pagamento di una somma di denaro. Anche qui ci aiuterà un ulteriore esempio.

Immaginiamo che una persona rivendichi la titolarità di una strada occupata dal vicino; quest’ultimo invece afferma che il sentiero rientra nella sua proprietà. Il giudice si accorge che la domanda dell’attore è infondata poiché la proprietà è effettivamente del vicino, tuttavia – a ben vedere – l’attore poteva vantare una servitù di passaggio, cosa che però non ha fatto. Non avendo l’interessato chiesto esplicitamente l’accertamento della servitù (perché ha preferito puntare tutto sulla proprietà), il magistrato non potrà accordargliela.

Di solito, per evitare i problemi della necessaria corrispondenza tra chiesto e giudicato, gli avvocati, all’interno dell’atto di citazione, nell’indicare la somma richiesta precisano una formula di questo tenore «… Si chiede di condannare il convenuto al pagamento della somma di euro…. o in quella maggiore o minore che verrà accertata nel corso del giudizio”. Non tutti i giudici, però, sono d’accordo a dare significato a tale formula, spesso ritenuta più di stile che di sostanza.

Che succede se il giudice va oltre il richiesto? In questo caso si ha un vizio della sentenza e questa è nulla. La nullità può essere fatta valere in appello [2].

Ultima sfaccettatura della corrispondenza tra chiesto e pronunciato riguarda l’effetto opposto: il giudice deve esprimersi su tutto ciò che gli è stato chiesto (salvo che un motivo assorba in sé anche tutti gli altri). Facciamo un esempio. Se una persona richiede un risarcimento di 10mila euro a titolo di danni patrimoniali e 20mila euro per danni morali, il magistrato non può limitarsi a riconoscere solo i primi senza nulla dire sui secondi o spiegare le ragioni del rigetto. Se il giudice si pronuncia solo nei confronti di alcune parti o non decide su alcuni dei capi della domanda o sulle eccezioni (come definite dalle parti al momento della precisazione delle conclusioni) o, comunque, se omette il provvedimento necessario per la definizione della questione, si rientra nell’ipotesi di omessa pronuncia, che non ricorre invece nell’ipotesi in cui risultino assorbite nella decisione le domande alternative e subordinate alla principale.

note

[1] Art. 112 cod. proc. civ.

[2] Il vizio può essere di due tipi: ultra petita (cioè in linea con la domanda ma con contenuto che supera quanto richiesto) oppure extra petita (evidenziante un sostanziale mutamento del petitum o della causa petendi).

Autore immagine: 123rf com

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