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Mantenimento: non spetta ai figli che non vogliono lavorare

11 Dicembre 2012
Mantenimento: non spetta ai figli che non vogliono lavorare

Il genitore è esonerato dal mantenimento del figlio maggiorenne che, per propria colpa, non raggiunge l’indipendenza economica.

Non esiste un termine prefissato entro il al quale i genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli: il mantenimento, in generale, deve essere assicurato finché il figlio non raggiunge l’indipendenza economica.

Ma il dovere di mantenimento può cessare anche prima, in alcuni casi ben delineati dalla Cassazione [1]. Nel mirino della Suprema Corte [1] ci sono i figli “bamboccioni” cioè quelli oziosi, incapaci o troppo presuntuosi.

Secondo i giudici, infatti, l’obbligo del mantenimento può cessare nel caso in cui il figlio, malgrado i genitori gli abbiano assicurato le condizioni necessarie per concludere gli studi e conseguire un titolo indispensabile all’accesso alla professione auspicata, si sia posto nelle tre seguenti condizioni:

1 – non abbia saputo trarne profitto, per inescusabile trascuratezza: è, per esempio, il caso del giovane che perda tempo senza preoccuparsi di cercare lavoro;

2- non abbia saputo trarne profitto per libera (ma discutibile) scelta delle opportunità offertegli: è, per esempio, il caso del giovane che ritenga qualsiasi tipo di lavoro inferiore alla propria qualifica o non meritevole della sua attenzione o incompatibile con il suo carattere;

3- oppure non sia stato in grado di raggiungere l’autosufficienza economica per propria colpa: è, per esempio, il caso del giovane che venga puntualmente licenziato per incapacità lavorativa o comportamenti comunque colpevoli.

 

 


note

[1] Cass. sent. n. 1830 del 26.01.2011. Cfr. anche Cass. sent. n. 407 del 11 gennaio 2007; Cass. sent. n. 1146 del 19 gennaio 2007.


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