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Incidenti stradali: responsabile chi non prevede le imprudenze altrui?

25 febbraio 2018


Incidenti stradali: responsabile chi non prevede le imprudenze altrui?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2018



Si applica il concorso di colpa se l’automobilista, anche quando ha la precedenza, non rallenta all’incrocio pur avendo visto una macchina non fermarsi allo stop.

Potrà sembrarti a prima vista strano – e forse un po’ ingiusto – ma per essere risarciti dopo un incidente stradale non basta dimostrare di aver ragione – ossia di aver rispettato le regole del codice della strada quando l’altro conducente le ha invece violate – ma bisogna anche provare di aver fatto di tutto per evitare lo scontro. Significa che se un incidente è prevedibile scatta il concorso di colpa. A tanto è arrivata più volte la Cassazione che, sulla scorta di una lettura molto rigorosa del codice civile, ha più volte stabilito: in caso di incidenti stradali è responsabile chi non prevede le imprudenze altrui. Non è probabilmente un principio semplice da capire su due piedi, per cui è necessario fare un esempio concreto.

Immagina di trovarti a un incrocio. Hai la precedenza e pertanto fili dritto pur avendo visto provenire, dall’altra strada, un’auto sparata a tutta velocità, tanto da dimostrare l’intenzione di volerti precedere e passare senza rispettare lo stop. Che fai? Una persona diligente si fermerebbe anche se ha tutto il diritto ad attraversare l’incrocio per prima. Questo non solo per la propria sicurezza ma anche per quella degli altri: ammesso che non ti freghi nulla dell’altro conducente che fa lo spavaldo, in macchina con lui potrebbero esserci dei passeggeri “innocenti”, così come dallo scontro potrebbero derivarne di ulteriori a catena, con aggiunta di feriti.

In sintesi: ciascun automobilista deve preservare la sicurezza stradale: sia la propria che quella degli altri.

È questa la ragione per cui, in caso di incidenti stradali, è responsabile chi non prevede l’imprudenza altrui.

Tornando all’esempio di poc’anzi, immagina di attraversare ugualmente la strada, incurante dell’altra auto, volendo dimostrare al conducente che hai diritto di precedenza. I due mezzi si scontrano. Tu gli fai rilevare che venivi da destra. Lui però sostiene che avresti comunque dovuto fermarti visto che c’era già la sua macchina ad occupare l’incrocio. Chi di voi ha ragione?

In questi casi, le assicurazioni verosimilmente applicheranno un concorso di colpa riducendo la misura del risarcimento, a te che venivi da destra, nella misura del 50%.

La Cassazione ha chiarito che il conducente di un veicolo con la precedenza, nell’impegnare un incrocio, deve comunque essere prudente e diligente nell’eseguire in sicurezza la manovra di attraversamento. Come dire: chi viene da destra non è sollevato dall’obbligo di guardare la strada e di rallentare se vede sopraggiungere altre macchine. Allo stesso modo, anche chi procede da sinistra deve prestare attenzione e non può far affidamento sul fatto che i veicoli con la precedenza siano a loro volta obbligati a rallentare. Insomma, in un caso del genere si può parlare di un concorso di colpa di entrambi i conducenti. Del resto il codice civile è molto chiaro: in assenza di prove sull’esclusiva responsabilità di uno solo dei conducente, la responsabilità dello scontro si presume a carico di entrambi i conducenti.

Pensare che ogni automobilista è responsabile anche per le condotte illeciti altrui fa rabbrividire. E infatti la Cassazione ha precisato che tale responsabilità sussiste solo se l’imprudenza degli altri è prevedibile [3]. In quest’ottica non è imprevedibile il comportamento di un pedone che, nelle vicinanze di un bar, decida di attraversare anche in assenza di strisce pedonali o di un semaforo: dunque il conducente di un auto deve tenere tale eventualità in considerazione, prestando sempre particolare attenzione e moderando la velocità [4].

note

[1] Cass. sent. n. 27299/17.

[2] Art. 2054 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 6366/17.

[4] Cass. sent. n. 39474/17.

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