HOME Articoli

Lo sai che? Professionisti pensionati: sgravio fiscale sulle pensioni

Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2018

È notizia di questi giorni che lo Stato ha sistemato i suoi rapporti finanziari con l’INPS cancellando 88,8 miliardi di debiti iscritti nel rendiconto 2015 dell’Istituto. A fine 2015, infatti, l’INPS presentava un debito nei confronti del bilancio dello Stato pari a 88,8 miliardi corrispondente alla somma delle anticipazioni ricevute negli anni.  

La normativa vigente stabilisce il principio dell’equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali.
Il bilancio dello Stato non può, quindi, coprire con trasferimenti a carico della fiscalità generale la differenza tra uscite per prestazioni ed entrate contributive.
Però nelle norme è presente, dalla fine degli anni ’80, il principio per cui una quota parte di ciascuna mensilità di pensione erogata va considerata assistenza.

Definire la quota di assistenza incorporata nelle pensioni è però complesso

Di fatto, si è seguito un approccio convenzionale per cui ogni anno viene stabilito, su base forfettaria, un ammontare di risorse trasferito a fondo perduto all’INPS per l’assistenza (si veda la relazione n. 6 “Rapporti finanziari tra bilancio dell’INPS e bilancio dello Stato” del 3/8/2017 dell’Ufficio parlamentare di Bilancio).

Il 51,34% dei pensionati, circa 8,3 milioni, percepiscono una pensione assistenziale

Per 4 milioni si tratta di prestazioni assistenziali pure mentre per altri 4,2 milioni di soggetti si tratta di integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali. È quanto emerge dalla relazione de Centro Studi Itinerari previdenziali presentata alla Camera. «Il numero delle pensioni assistite rispetto al totale è molto alto e non riflette la situazione economica generale del Paese», si legge nel dossier, che calcola come il «costo totale dei trattamenti assistenziali per il 2015 ammonta a 103 miliardi, completamente a carico della fiscalità generale».
Dunque interviene lo Stato che ripiana il debito assistenziale generando ovviamente debito pubblico che scarica sui propri cittadini, compresi i professionisti.
Ora è accaduto che con la privatizzazione i professionisti hanno rinunciato a ogni intervento dello Stato.
Però i professionisti, pur non beneficiandone, sono chiamati a ripianare la quota assistenziale delle pensioni erogate dall’INPS a tutti gli altri cittadini e questo senza averne beneficio alcuno.
Sono, quindi, i professionisti creditori nei confronti dello Stato e quindi hanno tutto il diritto a chiedere quantomeno uno sgravio fiscale sulle pensioni erogate dalle Casse di previdenza.
Diversamente saremo di fronte ad una evidente disparità di trattamento in danno dei professionisti.

—-

Fonte: Diritto e Giustizia


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. il professionista è un cittadino come lo è un operaio. come regola lo Stato dovrebbe armonizzare il sistema per accordare la qualità del sostegno delle spese per la relativa esistenza in generale almeno alla sufficienza non condannando i paria nel sistema. Altrimenti lo Stato è statico immobile come un totem e aspetta vittime sacrificali per la loro appartenenza nella classe denominata inferiore secondo il Dio denaro.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI