Diritto e Fisco | Articoli

Assunzione a tempo indeterminato: come avere la precedenza

26 febbraio 2018


Assunzione a tempo indeterminato: come avere la precedenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 febbraio 2018



Come “prenotare” la propria assunzione a tempo indeterminato dopo un’assunzione a tempo determinato: la lettera scritta da inoltrare al datore di lavoro.

Diversi mesi fa hai iniziato a lavorare in un’azienda con un contratto a termine e ora, avendo saputo informalmente che il datore ha intenzione di assumere nuovi dipendenti, vorresti “prenotare” il tuo posto a tempo indeterminato, esercitando il diritto di precedenza che la legge ti riconosce. È irragionevole – pensi – che possano essere assunte nuove persone quando già ce ne sono di altre, all’interno della medesima ditta, con le qualifiche richieste, che potrebbero aumentare il proprio orario di lavoro e, nello stesso tempo, rispondere alle esigenze della produzione. Ma è obbligatorio per l’azienda dare priorità a chi è già assunto oppure si tratta di una semplice facoltà? Può un datore di lavoro, che ha già presso di sé diversi lavoratori dipendenti a termine assumerne uno esterno a tempo indeterminato? In questo articolo ti spiegheremo come fare per difenderti, cosa stabilisce la normativa al riguardo (aggiornata alle recenti modifiche del Job Act) e, in definitiva come avere la precedenza in una assunzione a tempo indeterminato.

Cos’è il diritto di precedenza del lavoratore a termine?

Esercitando il diritto di precedenza, il lavoratore che era stato assunto con un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato “prenota” un posto di lavoro a tempo indeterminato.

Come funziona il diritto di precedenza del lavoratore a tempo determinato

Per comprendere come funziona il diritto di precedenza nelle assunzioni partiamo dal testo di legge che, in proposito, risale a epoca recente: una norma attuativa del Job Act approvata nel 2015 stabilisce quello che viene chiamato «Diritto di precedenza» [1]. Salvo che i contratti collettivi (Ccnl) dispongano diversamente, il lavoratore che ha lavorato per più di sei mesi con la stessa azienda (a prescindere dal numero di contratti di lavoro: potrebbe essere lo stesso o diversi contratti a termine reiterati) ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, sempre che si tratti di mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine precedenti.

Esistono tre diversi tipi di diritto di precedenza:

  • quello per la generalità dei lavoratori assunti a tempo determinato;
  • quello per le lavoratrici che hanno fruito del congedo di maternità durante l’esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro;
  • quello dei lavoratori assunti a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali.

Nel caso delle lavoratrici, il congedo di maternità concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza. Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.

Il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali.

Il contratto o la lettera di assunzioni devono necessariamente indicare, al dipendente, il suo diritto di precedenza. L’intenzione del lavoratore di esercitare il diritto di precedenza va manifestata per iscritto al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (entro tre mesi nel caso per i lavoratori stagionali). Il diritto di precedenza cessa una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

A quali condizioni spetta il diritto di precedenza?

Da quanto abbiamo appena visto, il diritto di precedenza scatta solo se la nuova assunzione:

  • è effettuata dal medesimo datore di lavoro entro 12 mesi;
  • è a tempo indeterminato;
  • riguarda le «mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine», e quindi non mansioni simili o «equivalenti» e, meglio ancora, non si deve trattare solamente di mansioni di «pari livello e categoria legale».

Gli obblighi del datore di lavoro sul diritto di precedenza nell’assunzione

Il contratto di lavoro a termine è nullo (e quindi si commuta in uno a tempo indeterminato) se, all’interno di esso, non è indicato il tempo di durata e quindi la scadenza del contratto stesso (salvo per i contratti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni).

Una copia del contratto con l’apposizione del termine deve essere consegnata al dipendente e da quest’ultimo firmata (senza la sottoscrizione del lavoratore il contratto si considera a tempo indeterminato).

All’interno del contratto medesimo va inserita la clausola in cui viene informato il dipendente del proprio diritto di precedenza e dell’obbligo per l’azienda di rispettarlo. La clausola può essere del seguente tenore: «la scrivente società si impegna a rispettare il suo eventuale diritto di precedenza» oppure «la scrivente società si impegna a rispettare quanto previsto dall’articolo 24 del Dlgs 15 giugno 2015, n. 81».

Il dipendente può esercitare il diritto di precedenza anche se il datore di lavoro non ne ha fatto menzione nella lettera di assunzione o nel contratto a termine.

L’azienda non può eludere il diritto di precedenza rinnovando più contratti di lavoro a termine di durata limitata: per l’esercizio del diritto di precedenza, infatti, si tiene sempre conto di una durata minima di sei mesi presso la stessa realtà, a prescindere dal numero di contratti reiterati. Se non c’è un’anzianità lavorativa di almeno 6 mesi e 1 giorno, il diritto di precedenza non può essere esercitato.

Come far valere il diritto di precedenza nell’assunzione

Il dipendente che vuol far valere il proprio diritto di precedenza nell’assunzione a tempo indeterminato deve presentare una richiesta scritta al datore. La richiesta non deve essere motivata, ma va inviata entro 6 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro o anche durante l’esecuzione dello stesso (se non è cessato).

Dopo aver esercitato il diritto di precedenza devo essere assunto?

L’azienda non ha l’obbligo di assumere il dipendente non appena inviata la lettera con l’esercizio del diritto di precedenza, ma è tenuta a farlo solo se intende assumere nuovo personale a tempo indeterminato nei 12 mesi successivi rispetto alla data di cessazione del rapporto con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine. Questo significa che il datore di lavoro potrebbe “eludere” il diritto di precedenza eseguendo altre assunzioni a termine o posticipandole dopo 12 mesi dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro.

Sono un dirigente: mi spetta il diritto di precedenza nell’assunzione?

La legge [2] escludere i dirigenti dal diritto di precedenza (a differenza di quanto avviene per operai, impiegati e quadri). Ad essi infatti no si applica il contratto a termine “ordinario”. Il contratto a termine dei dirigenti non può avere durata superiore a 5 anni (il dirigente può però recedere dopo 3 anni).

Sono un lavoratore in missione: mi spetta il diritto di precedenza nell’assunzione?

Il diritto di precedenza nelle assunzioni no spetta neanche nel caso di somministrazione di lavoro. A stabilirlo è la legge stessa [3].

L’assunzione dell’apprendista non viola il diritto di precedenza

Il Ministero del Lavoro [4] ha chiarito, nel rispondere a un interpello, che non viola il diritto di precedenza dei lavoratori già in forza presso un’azienda e assunti a tempo determinato, la “stabilizzazione” di un apprendista al termine del periodo di apprendistato non trattandosi di nuova assunzione.

note

[1] Art. 24 d.lgs. n. 81/2015. 

[2] Art. 29 d.lgs. n. 81/2015. 

[3] Art. 34 co. 2, d.lgs. n. 81/2015. 

[4] Min. Lavoro nota n. 2/2017.

Art. 24 d.lgs. n. 81/2015: Diritti di precedenza

1. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.

2. Per le lavoratrici, il congedo di maternità di cui al Capo III del decreto legislativo n. 151 del 2001, e successive modificazioni, usufruito nell’esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro, concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al comma 1. Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto, alle stesse condizioni di cui al comma 1, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.

3. Il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali.

4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell’atto scritto di cui all’articolo 19, comma 4, e può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

Art. 29 d.lgs. n. 81/2015: Esclusioni e discipline specifiche

1. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente capo, in quanto già disciplinati da specifiche normative:

a) ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 25 e 27, i rapporti instaurati ai sensi dell’articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991;

b) i rapporti di lavoro tra i datori di lavoro dell’agricoltura e gli operai a tempo determinato, così come definiti dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375;

c) i richiami in servizio del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

2. Sono, altresì, esclusi dal campo di applicazione del presente capo:

a) i contratti di lavoro a tempo determinato con i dirigenti, che non possono avere una durata superiore a cinque anni, salvo il diritto del dirigente di recedere a norma dell’articolo 2118 del codice civile una volta trascorso un triennio;

b) i rapporti per l’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, nel settore del turismo e dei pubblici esercizi, nei casi individuati dai contratti collettivi, fermo l’obbligo di comunicare l’instaurazione del rapporto di lavoro entro il giorno antecedente;

c) i contratti a tempo determinato stipulati con il personale docente ed ATA per il conferimento delle supplenze e con il personale sanitario, anche dirigente, del Servizio sanitario nazionale;

d) i contratti a tempo determinato stipulati ai sensi della legge 30 dicembre 2010, n. 240.

3. Al personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzione musicale di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 19, commi da 1 a 3, e 21.

4. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

Art. 34 d.lgs. n. 81/2015: Disciplina dei rapporti di lavoro

1. In caso di assunzione a tempo indeterminato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina prevista per il rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Nel contratto di lavoro è determinata l’indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie, corrisposta dal somministratore al lavoratore per i periodi nei quali egli rimane in attesa di essere inviato in missione, nella misura prevista dal contratto collettivo applicabile al somministratore e comunque non inferiore all’importo fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. L’indennità di disponibilità è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto collettivo.

2. In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina di cui al capo III per quanto compatibile, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli 19, commi 1, 2 e 3, 21, 23 e 24. Il termine inizialmente posto al contratto di lavoro può in ogni caso essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore.

3. Il lavoratore somministrato non è computato nell’organico dell’utilizzatore ai fini dell’applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi, il lavoratore somministrato è computato nella quota di riserva di cui all’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

4. Le disposizioni di cui all’articolo 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 non trovano applicazione nel caso di cessazione della somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, cui si applica l’articolo 3 della legge n. 604 del 1966.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI