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Ape sociale, come presentare la domanda

26 Feb 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Feb 2018



Scade il 31 marzo 2018 il termine per presentare la domanda di anticipo pensionistico a carico dello Stato.

Il tempo stringe per i lavoratori appartenenti alle categorie tutelate che vogliono fruire della possibilità di pensionarsi con 3 anni e 7 mesi di anticipo: l’Inps, con una recente circolare, ha difatti ricordato che il termine per presentare le domande di Ape sociale scade il 31 marzo 2018 [1]. Sarà comunque possibile, dopo questa data, presentare la domanda entro il 15 luglio 2018, oppure, tardivamente, entro il 30 novembre 2018 ma, in quest’ultimo caso, potrà essere accolta solo se vi sono risorse residue.

Per poter presentare la domanda nel 2018, ad ogni modo, è necessario che il requisito contributivo (30 anni o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne), assieme agli altri requisiti richiesti per le specifiche categorie di beneficiari dell’Ape social, siano maturati entro il 31 dicembre 2018. Chi matura i requisiti nel 2019 deve invece attendere l’emanazione di un successivo intervento legislativo.

Ma procediamo per ordine e vediamo, in merito all’Ape sociale, come presentare la domanda e quali sono tutti gli adempimenti necessari e le scadenze.

Chi ha diritto all’Ape sociale

Ricordiamo che l’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi (in pratica, per chi matura la pensione di vecchiaia dal 2019 il requisito di accesso si sposta a 63 anni e 5 mesi, anche se sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I lavoratori devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi.

Domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale

Il primo passo per ottenere l’anticipo pensionistico a carico dello Stato è inviare domanda all’Inps di certificazione del diritto all’Ape sociale. Questa domanda può essere inviata tramite patronato, o direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’Inps, se possiede le credenziali di accesso (codice Pin dispositivo, carta nazionale dei servizi o identità unica digitale Spid di secondo livello).

Eseguito l’accesso al portale, bisogna seguire il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; bisogna poi cliccare su “Nuova domanda” nella colonna di sinistra.

La domanda di certificazione dei requisiti, per chi matura i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018, può essere inviata entro il 31 marzo 2018, oppure entro il 15 luglio 2018. Come abbiamo detto, possono essere prese in considerazione anche le domande pervenute dopo queste date, purché entro il 30 novembre 2018, ma solo se vi sono risorse residue.

Certificazione dell’Inps del diritto a pensione

Una volta ricevute le domande di certificazione dei requisiti, l’Inps deve verificare, in base al numero dei richiedenti e dal perfezionamento o meno delle condizioni richieste (non tutti i requisiti, comunque, devono essere perfezionati alla domanda di certificazione, in quanto alcuni possono essere certificati dall’Inps in prospettiva, come il possesso degli anni di contributi richiesti per la categoria di appartenenza), quali sono i beneficiari dell’anticipo pensionistico. Ai beneficiari è inviata una comunicazione dall’istituto in cui sono certificati i requisiti per l’Ape social.

L’Inps, in particolare, comunicherà agli interessati l’esito dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio:

  • entro il 30 giugno per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 1° marzo;
  • entro il 15 ottobre 2018 per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2018;
  • entro il 31 dicembre per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 30 novembre.

Domanda di Ape sociale

Una volta certificati i requisiti, gli interessati possono inviare la domanda di Ape sociale, utilizzando sempre gli stessi mezzi, patronato o sito web dell’Inps. Nello specifico, per presentare la domanda di anticipo pensionistico, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso: “Altre prestazioni/Anticipo pensione/Ape sociale”.

Esiste anche la possibilità, per chi possiede già tutti i requisiti per l’Ape sociale, di inviare la domanda di certificazione del diritto all’anticipo assieme alla domanda di pensione vera e propria. Per l’ok al trattamento e la sua liquidazione, però, si deve sempre aspettare la risposta dell’Inps.

Quando viene pagata l’Ape sociale

Per le nuove categorie di beneficiari dell’Ape sociale (caregiver che assistono parenti o affini di 2° grado, nuove categorie di addetti ai lavori usuranti, nuove categorie di disoccupati), che abbiano presentato sia la domanda di verifica delle condizioni sia quella di accesso al beneficio entro il 31 marzo 2018,  l’anticipo pensionistico avrà decorrenza, in deroga al regime stabilito per il 2018, dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento di tutti i requisiti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa. Il trattamento non potrà in ogni caso avere decorrenza anteriore al 1° febbraio 2018.

Questo, perché coloro che rientrano nelle citate categorie non hanno potuto, in precedenza, presentare la domanda di verifica delle condizioni di accesso, nonché la domanda di accesso all’agevolazione completa di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria.

note

[1] Inps Circ. 34/2018.


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1 Commento

  1. Buongiorno, mi chiamo Accardi Giuseppe Ugo , sono stato licenziato da poste italiane per provvedimenti disciplinari nel 2013 . Tramite patronato ho fatto richiesta di ape social il 31/3/2018 , non ho mai chiesto indennità di disoccupazione perché ad oggi è giacente un ricorso in Cassazione per il reintegro e gli avvocati mi hanno sconsigliato di richiedere detta indennità . Nei giorni scorsi mi sono recato all’INPS per vedere se la richiesta fosse corretta , l’impiegato mi risponde che sarò scartato perché non ho preso la naspi . Mi chiedo se tutto ciò è corretto , e se si , come devo vivere visto che ho 63 anni e nessuno mi assume ? In alternativa mi resta solo il suicidio o andare a rubare ( ma non sono capace ) . Scusate . Buongiorno

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