Diritto e Fisco | Editoriale

Immagine sfruttata senza consenso: il risarcimento danni

3 marzo 2018 | Autore:


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Senza il benestare dell’interessato non è consentito pubblicare una sua foto. L’indennizzo: presupposti e caratteristiche.

Il diritto sulla nostra immagine è notoriamente tutelato. È una questione di privacy e non è certo possibile che qualcuno possa sfruttare il nostro bel viso senza il relativo consenso e magari ricavandoci anche un vantaggio economico. Per questa ragione se qualcuna pubblica una nostra immagine senza il nostro benestare abbiamo tutto il diritto di fargliela rimuovere ed anche di agire nei riguardi del responsabile per ottenere il risarcimento del danno. Queste conclusioni sono state recentemente raggiunte dal Tribunale di Pordenone, la cui interessante sentenza è importante commentare: ed allora se la nostra immagine viene pubblicata e sfruttata economicamente senza il nostro consenso, abbiamo diritto al risarcimento dei danni? Andiamo insieme a scoprirlo.

La tutela dell’immagine: la legge

La legge afferma chiaramente che l’immagine di una persona non può essere divulgata e tanto meno commercializzata, senza il consenso della stessa [1]. Fa eccezione a questa regola, il caso del personaggio noto (ad esempio un attore) o quello della persona che ricopre un ufficio pubblico (ad esempio, il politico), la cui immagine può essere riprodotta senza il suo bene stare, ma nel rispetto del decoro, dell’onore e della reputazione della medesima [2]. Se nonostante la mancanza di consenso, l’immagine di una persona viene ugualmente pubblicata, il titolare ha diritto di richiederne la rimozione e di vedersi riconosciuto il risarcimento del danno [3]. Ma in che misura scatta questo diritto in capo al soggetto indebitamente riprodotto? Il risarcimento, se previsto dalla legge, scatta in tutti i casi o bisogna dimostrare in concreto di aver subito un pregiudizio economico dalla pubblicazione abusiva della propria immagine?

Risarcimento danni per immagine pubblicata senza consenso

Abbiamo visto che la pubblicazione senza l’autorizzazione dell’interessato rappresenta una palese violazione della legge in materia. Abbiamo, altresì, verificato che è prevista la possibilità di avere un risarcimento da colui che ha divulgato la nostra foto senza alcun consenso. Resta, quindi da stabilire se in tutti i casi scatta il risarcimento o se invece e necessario provare di aver subito concretamente un danno. Ebbene a proposito di questo dubbio, è intervenuta proprio la sentenza citata all’inizio di questo articolo. Il Tribunale di Pordenone [4] ha affermato che:

  • il risarcimento è dovuto a prescindere dalla violazione del decoro, dell’onore e della reputazione del soggetto interessato. È sufficiente la pubblicazione senza il consenso della persona riprodotta indebitamente;
  • sì tratta di risarcimento di un danno non patrimoniale, la cui natura si evince dalla legge e trova riconoscimento in essa [5], così come peraltro confermato dalla Suprema Corte di Cassazione [6].

Risarcimento danni per immagine pubblicata: come si calcola?

Ebbene, alla luce di quanto sopra premesso, il Tribunale citato in premessa prosegue dicendo che per quantificare il danno, esso va…. individuato nel pregiudizio economico di cui la persona abbia risentito per effetto della pubblicazione….e in virtù di ciò….deve essere adeguatamente provato dal danneggiato; allorché invece non possano essere provate le specifiche voci di danno, l’interessato potrà chiedere il pagamento di una somma commisurata al compenso che avrebbe tratto dalla cessione volontaria dell’immagine, da valutarsi in via equitativa, in considerazione della notorietà del soggetto raffigurato, del vantaggio conseguito dal soggetto che si è avvantaggiato della pubblicazione e di tutte le altre circostanze ricorrenti in concreto…. Queste affermazioni sono state condivise dalla Corte di Appello di Lecce [7], secondo la qualeavendo un valore economico l’immagine di qualsiasi persona, lo sfruttamento non autorizzato di essa da parte di terzi provoca palesemente un danno, per cui è certo dovuto, pur se esso non può essere provato nel suo preciso ammontare; per cui la sua liquidazione deve avvenire in via forfettaria sulla base quanto meno del cd. prezzo del consenso, anche con valutazione equitativa [8]

Il valore commerciale di un’immagine

Quello che sembrano dirci i giudici qui esaminati sembra essere proprio questo: poiché la nostra immagine ha un valore e questo non è stato stabilito da un contratto (visto che la pubblicazione è avvenuta senza il nostro consenso), se essa è stata sfruttata economicamente, abbiamo tutto il diritto ad avere un risarcimento equitativamente stabilito in base a vari fattori: la nostra notorietà, il vantaggio economico ricavato dalla controparte, in che modo e all’interno di quale pubblicazione complessiva è stata inserita e sfruttata la nostra immagine. Si tratta ovviamente di un compito che svolgeranno i magistrati investiti dell’azione legale. Nel caso esaminato dal Tribunale di Pordenone è stato ad esempio previsto un indennizzo di 10.000 euro a favore della vittima dell’abuso.

note

[1] Art. 96 L. 633/1941.

[2] Art. 97 L. 633/1941.

[3] Art. 10 cod. civ.

[4] Trib di Pordenone sent. n. 634/2017.

[5] Art. 2059 cod. civ.

[6] Cass. civ. sent. n. 12433/2008.

[7] Cort. di App. di Lecce sent. n. 280/2015.

[8] Art. 1226 cod. civ.

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