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Lo sai che? Quale visto per lavorare in Australia?

Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2018

Il permesso obbligatorio per trasferirsi come dipendente o come imprenditore cambia a seconda dell’età e del tempo di permanenza. Ecco come e chi può ottenerlo.

È diventata, soprattutto per i giovani, la nuova America. Una meta da raggiungere per cambiare vita, dove trovare un lavoro più o meno definitivo. L’Australia affascina per le opportunità che offre e per la sua capacità di accogliere, seppur con delle regole piuttosto rigide, chiunque abbia voglia di fare, senza distinzioni. Per lavorare in Australia, però, il visto è obbligatorio. Non è possibile bussare alle porte della terra dei canguri a mani vuote, con la sola volontà di darsi da fare. Non esiste una sola tipologia di visto: questo cambia a seconda dell’età, del Paese di provenienza e del motivo dell’ingresso (lavoro, turismo, soggiorno). Vediamo, allora, quale visto viene richiesto per lavorare in Australia, come richiederlo e chi lo può ottenere.

Visto per lavorare in Australia: come ottenerlo?

Per ottenere un visto per lavorare in Australia è necessario fare richiesta solo ed esclusivamente online e non per via cartacea, come fino a qualche anno fa. C’è una procedura da seguire, chiamata eVisa, creata per rendere le domande più semplici e veloci.

Il primo passo da compiere è creare il proprio account sul sito dell’immigrazione australiana (border.gov.au). È quello che si chiama l’IMMIAccount. Occorre inserire i dati personali, un indirizzo di posta elettronica e i dati del passaporto. A questo punto, il sito fornirà all’utente il Visa Finder, uno strumento per capire qual è il visto più adatto alle sue esigenze.

Individuato il tipo di visto (per lavoro temporaneo o permanente), sarà possibile iniziare con la richiesta seguendo le istruzioni del sito e pagare la relativa tariffa online con carta di credito o carta ricaricabile.

Lavorare in Australia: quali tipi di visto?

Come accennato, non esiste un solo tipo di visto per lavorare in Australia: chiederne uno o un altro dipende dall’età e dal tempo che si vuole rimanere. C’è da premettere che questa materia è oggetto di frequenti cambiamenti da parte del Governo di Canberra.

Lavorare in Australia: il visto Working Holiday Visa

Questo visto di lavoro e di vacanza, noto anche come 417, è tra i più richiesti per lavorare in Australia. È consigliato a chi vuole fare un’esperienza in questo Paese autofinanziandosi durante il soggiorno senza intaccare troppo i propri risparmi.

Occorrono questi requisiti:

  • avere tra 18 e 31 anni;
  • avere un passaporto di determinati Paesi, tra cui l’Italia.

Il visto Working Holiday Visa consente di:

  • lavorare a tempo pieno o part time per tutto l’anno;
  • lavorare presso lo stesso datore per non più di 6 mesi (tranne in qualche caso, come il lavoro in area regional che consente di restare fino a 12 mesi nello stesso posto);
  • studiare in Australia per un massimo di 17 settimane (poco più di 4 mesi);
  • frequentare dei corsi di inglese.

Il visto è rinnovabile solo se l’interessato ha fatto durante il primo anno almeno 88 giorni di lavoro retribuito nel settore primario in quelle che vengono denominate aree regional.

Lavorare in Australia: il visto Temporary Skills Shortage (Tss)

Questo visto ha sostituito il vecchio 457 e consente di lavorare in Australia a breve, a medio o a lungo termine grazie ad un contratto. È il sistema conosciuto come sponsorship su due liste (aggiornate ogni sei mesi) che comprendono i diversi mestieri:

  • la lista Stsol (short skilled occupation list) relativa a circa 270 professioni che permettono di ottenere uno sponsor per 2 anni rinnovabile per altri 2 anni senza, tuttavia, portare alla residenza permanente, per la quale sono necessari altri visti;
  • la lista Mltssl (medium and long term strategic skills list) relativa alle circa 180 professioni più richieste. È possibile, attraverso questa lista, richiedere un visto per lavorare in Australia per 4 anni ed arrivare alla residenza permanente dopo, però, aver dimostrato di avere almeno 3 anni di esperienza nel settore.

Per ottenere uno sponsor e, quindi, avere questo tipo di visto per lavorare in Australia, servono questi requisiti:

  • una certificazione linguistica di inglese con adeguato punteggio;
  • avere al massimo 50 anni.

Lavorare in Australia: il visto Permanent Visa

La Permanent Visa, cioè la residenza stabile per chi vuole lavorare in Australia, comprende diversi tipi di visti permanenti. Nello specifico:

  • il visto Ens (Employer Nomination Scheme 186). Porta da un visto di sponsor a una permanenza stabile. Vengono richieste:
    • un’età massima di 45 anni;
    • 3 anni di esperienza in un settore incluso nella lista Mltssl;
    • una valutazione delle proprie capacità lavorative da parte di un ente australiano:
    • una certificazione linguistica Ielts con punteggio minimo di 6 oppure una certificazione equivalente.
  • il visto Rsms (Regional sponsored migration scheme 187). Consente di lavorare nelle cosiddette aree regionali riconosciute come tali in Australia. Comprende più professioni rispetto alle liste Mltssl. Vengono richieste anche questo caso:
    • un’età massima di 45 anni;
    • 3 anni di esperienza nel settore in cui si vuole lavorare;
    • una certificazione linguistica Ielts con punteggio minimo di 6 oppure una certificazione equivalente.

Per alcune professioni (ad esempio lo chef, il meccanico o l’idraulico) non è necessario dimostrare le proprie capacità.

Lavorare in Australia: altri visti utili

Ci sono almeno altri 4 visti che possono essere utili a chi vuole lavorare in Australia:

  • il visto Spouse Visa. Viene rilasciato a chi dimostra di avere vissuto per almeno un anno con il fidanzato o la fidanzata australiano o residente in Australia oppure a chi è sposato/a con una persona australiana o residente in Paese. Il visto può essere ottenuto nell’arco di 1 mese dalla data di richiesta. Diventerà definitivo dopo una convivenza di almeno 2 anni;
  • il visto Migration Skills Visa: viene rilasciato a chi accumula un certo punteggio in base all’età, alla storia familiare, all’esperienza lavorativa, al livello di inglese, ecc;
  • il visto Family Reunion Visa: consente il ricongiungimento familiare permanente di chi ha parenti (genitori o figli) che vivono stabilmente in Australia, purché il richiedente goda di buona salute;
  • il visto Business Owners Visa: viene rilasciato a chi vuole aprire un’azienda o investire in un’attività in territorio australiano come principale azionista.

Visto per lavorare in Australia: quanto costa?

Il prezzo del visto per lavorare in Australia cambia a seconda del tempo che si intende restare nel Paese:

  • se si chiede un visto temporaneo (il Working and Holiday Visa), il costo è di 440 dollari australiani (circa 280 euro);

se si chiede una Permanent Residence, cioè una residenza permanente, si arriva a qualche migliaio di dollari australiani.


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