Diritto e Fisco | Editoriale

Fac-simile fattura

5 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2018



A cosa serve e cosa deve contenere il documento fiscale utilizzato da chi possiede una partita Iva, con un utile modello pronto da compilare

Che siate imprenditori o semplici consumatori, non c’è dubbio che la fattura rappresenti uno dei documenti fiscali nei quali ci si imbatte con maggiore frequenza. Ma sapreste dire quali dati deve contenere una fattura? O cos’è una fattura accompagnatoria o una fattura elettronica? In questo articolo spieghiamo proprio cos’è la fattura (nelle sue varie tipologie), come si compila, fornendo infine un fac-simile di fattura utilizzabile anche da chi è alle prime armi con le operazioni di fatturazione.

Cos’è la fattura?

La fattura è un documento fiscale che deve essere preparato ed emesso obbligatoriamente da chi è in possesso di una partita Iva nel momento in cui, nell’ambito dell’attività lavorativa, vende dei beni o effettua una prestazione di servizi (ad esempio una consulenza o una visita medica) [1]. In pratica la fattura è quel documento che un imprenditore o un professionista deve consegnare a chi compra la sua merce o i suoi servizi e nel quale devono essere riportate sia le caratteristiche di ciò che viene venduto, sia il prezzo pagato dal cliente. Lo scopo principale della fattura, oltre alla certificazione dell’operazione ai fini fiscali, è quindi quello di provare il fatto che è avvenuta la vendita di un bene o di un servizio, e che chi ha venduto ha il diritto di riscuotere il prezzo della vendita.

Fattura differita e fattura immediata: quali sono le differenze?

Una prima distinzione molto importante tra le varie tipologie di fatture è quella tra fattura immediata e fattura differita. La differenza è semplice: la fattura immediata è emessa nel momento stesso in cui viene venduto il prodotto o effettuato il servizio, ad esempio in luogo dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale [2]. Un esempio di fattura immediata è quella rilasciata dal negoziante al quale ne avremo fatto specifica richiesta nel momento stesso in cui acquistiamo dei prodotti presso il suo negozio. La fattura differita, invece, è emessa in un momento successivo alla consegna del prodotto o all’effettuazione della prestazione, non oltre però il giorno 15 del mese successivo. Un caso ricorrente in cui si utilizza la fattura differita è quello di acquisti fatti on-line quando alla consegna del pacco ci viene consegnato solo il documento di trasporto da firmare, mentre la fattura ci viene inviata tramite e-mail qualche giorno dopo.

Cosa deve contenere e come si compila una fattura?

La fattura deve essere compilata seguendo delle precise linee guida. Ogni fattura deve infatti contenere obbligatoriamente determinati dati che sono quelli riportati di seguito:

  1. la data (giorno, mese ed anno in cui viene emessa) e il numero progressivo attribuito (che deve ripartire da uno all’inizio di ogni anno), ad es. “n. 1, n. 2” oppure “n. 1/2018, n. 2/2018”;
  2. i dati dell’emittente (chi vende i beni o i servizi), vale a dire  il nominativo o la ragione sociale (se si tratta di una società), l’indirizzo della sede dell’attività, il numero di partita Iva e il codice fiscale;
  3. i dati del compratore, cioè il nominativo o la ragione sociale, l’indirizzo, la partita Iva (se acquista nell’ambito della sua attività di impresa) o il codice fiscale;
  4. gli estremi del documento di trasporto, vale a dire la data e il numero progressivo del DDT, ma solo se si tratta di fattura differita o comunque è presente anche un documento di trasporto;
  5. la natura, qualità e quantità dei beni ceduti: ovviamente la descrizione degli articoli venduti deve essere molto sintetica, ma allo stesso tempo deve permettere di capire con precisione quali sono i beni venduti, anche attraverso l’utilizzo di codici identificativi;
  6. il prezzo unitario dei singoli beni e il prezzo complessivo: il prezzo complessivo si ottiene moltiplicando il prezzo di ogni singolo bene per le quantità vendute;
  7. gli eventuali sconti, che devono risultare nel prezzo complessivo;
  8. le aliquote Iva per ogni tipologia di bene o servizio (attualmente in Italia sono del 4%, 10% e 22% a seconda della categoria del bene);
  9.  il totale dell’imponibile (cioè il totale dei prezzi al netto dell’Iva) e il totale dell’Iva (con indicazione separata per aliquota Iva, solo se sono presenti aliquote diverse);
  10. il totale complessivo, dato dalla somma del totale dell’imponibile e del totale Iva. Questo sarà il prezzo che il compratore dovrà pagare.

Tutti gli importi della base imponibile e dell’Iva devono essere arrotondati per eccesso se il terzo decimale è maggiore di 5 e per difetto se minore di 5. Ad es. 2,745 si arrotonda in 2,75 oppure 2,743 si arrotonda a 2,74.
La fattura deve essere emessa in due esemplari: un originale, che va consegnato o spedito al cliente, e una copia che invece deve essere conservata dall’emittente (per un periodo non inferiore a 10 anni).

Fattura accompagnatoria o ddt?

Abbiamo detto che nel caso di emissione di una fattura differita, al momento della consegna della merce, deve essere consegnato e fatto firmare al cliente il documento di trasporto (ddt, che dal 1996 ha sostituito la bolla di accompagnamento) [3], che nient’altro è se non un documento che serve ad indicare quantità e tipologia della merce consegnata, modalità di consegna, venditore e compratore. Inoltre proprio la firma del cliente sul ddt varrà come ricevuta di consegna della merce. Utilizzando il documento di trasporto, il venditore una volta ricevuta indietro la copia firmata, potrà compilare la fattura riportando anche gli estremi del ddt. Vi è però un’altra possibilità che semplifica le operazioni, vale a dire la compilazione della fattura accompagnatoria. La fattura accompagnatoria è in pratica una fattura con tutti gli elementi necessari per ogni fattura riportati nel paragrafo precedente con in più i dati tipici del ddt, quindi la data e l’ora della consegna della merce, il numero e l’aspetto esteriore dei colli, l’indirizzo di consegna della merce (solo se diverso da quello di fatturazione). Come il documento di trasporto, anche la fattura accompagnatoria va firmata dal cliente alla ricezione della merce. In questo modo con un solo documento si assolvono tutti gli obblighi fiscali relativi sia al trasporto della merce che alla fatturazione.

Fattura: si può emettere senza partita Iva?

La fattura può essere emessa soltanto da chi è titolare di una partita Iva. Chi non ne possiede una e svolge prestazioni di lavoro occasionali entro determinati limiti, può però emettere invece della fattura una ricevuta per prestazione occasionale. Diverso è invece il discorso riguardo al soggetto che riceve la fattura, cioè il compratore. Se infatti è vero che nella maggior parte dei casi le fatture vengono emesse tra soggetti entrambi titolari di partita Iva, può ben succedere che sia  un privato a richiederla, ad esempio per ottenere dei rimborsi o detrazioni. In questi casi la fattura deve essere emessa obbligatoriamente dal venditore quando è richiesta dal cliente (titolare o non di partita Iva). Attenzione però: se avete bisogno di una fattura, dovete farne richiesta al venditore nel momento in cui avviene la vendita o il pagamento. Se infatti per il vostro acquisto vi sarà già stato consegnato lo scontrino fiscale, a quel punto il venditore potrà rifiutarsi di rilasciare anche la fattura.

Cos’è e quando va emessa la fattura elettronica?

Dal 1° Gennaio 2019 scatterà l’obbligo per tutti i possessori di partita Iva (tranne per chi rientra nel regime forfettario o nel regime dei minimi) di effettuare la fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi. In pratica i titolari di partita Iva dovranno trasmettere attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazioni di servizi effettuate e ricevute a cadenza mensile. Questa operazione sarà compiuta nella maggior parte dei casi da ragionieri e commercialisti di fiducia, anche se ogni imprenditore o professionista potrà farlo autonomamente. Una copia delle fatture informatiche dovrà comunque essere messa a disposizione dei consumatori in formato cartaceo o elettronico. Inoltre la trasmissione on-line della fattura elettronica all’Agenzia delle Entrate assolve a tutti gli obblighi di conservazione (dunque non sarà più necessario conservare una copia delle fatture per almeno 10 anni) [4] . La fatturazione elettronica non va confusa con la trasmissione via E-mail delle fatture, che è operazione che avviene regolarmente ormai da diversi anni e che ha solo lo scopo di trasmettere l’originale della fattura al cliente, che sarà tenuto a stamparla e conservarla.

Fac-simile fattura

FATTURA
Data documento 15/02/2018
Documento n. 03
Rif. DDT n. 02 del 01/02/2018 [inserire gli estremi del documento di trasporto, se presente]
– [Intestazione del venditore]
Società Alfa s.r.l.
Via ………, n°……….
00100 Roma
p.iva 012345678901
C.F. XXXXXXXXXXXXXX
– Destinatario [i dati del destinatario sono solitamente riportati in alto a destra]
Sig. Tizio de Caio
Via ………, n°……….
00100 Roma
p.iva 012345678901
C.F. XXXXXXXXXXXXXX
– [Inserire i dati della merce venduta, meglio se sotto forma di tabella]
Descrizione merce o servizio              Quantità       Prezzo     Sconti      Importo      IVA
Computer desktop ASAS Z1234X              01               500,00         –             500,00       22%
Stampante Samsing E9876K                    01               150,00        10%        135,00       22%
Mouse Illogitech FRT236                         02                 20,00         –               40,00       22%
Tot. Imponibile: 675,00
Imposta: 148,50
TOTALE EURO: 823,50

La fattura deve essere compilata seguendo delle precise linee guida. Ogni fattura deve infatti contenere obbligatoriamente determinati dati che riportiamo in questo articolo.

note

[1] Art. 21 D.P.R. n.633/1972.
[2] Art. 3 D.P.R. n.696/1996.
[3] D.P.R. n.549/1996.
[4] D.Lgs. n.127/2015.

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