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Lo sai che? Invalidità civile: chi può chiederla?

Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

Cos’è l’invalidità civile? Quali sono le percentuali di invalidità? Chi può richiederla? Quali sono le agevolazioni? Come ottenerla?

La legge italiana assicura sostegno alle persone che, a causa della loro patologia, non possono svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana. Per questi soggetti, l’ordinamento prevede delle agevolazioni che possano fungere da contrappeso allo stato invalidante cui sono costretti. Tanto premesso, vediamo chi può richiedere l’invalidità civile.

Invalidità civile: cos’è?

Prima ancora di scoprire chi può richiedere l’invalidità civile, spendiamo qualche parola su cosa sia l’invalidità civile.

L’invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. L’invalidità viene definita civile quando non deriva da cause di servizio, di guerra, di lavoro.

Invalidità civile: a chi spetta?

Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella dette fascia (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e dell’indennità di accompagnamento, quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età.

Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

In particolare, la legge [1] dice che «si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazione congenita e/o acquisita (comprendenti) gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi [] insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età».

Invalidità civile: cosa spetta?

I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico.

La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Schematicamente, quindi, possiamo così sintetizzare:

  1. invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima): prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche;
  2. invalidità pari o superiore al 46%: iscrizione al collocamento mirato;
  3. invalidità pari o superiore al 50%: congedo straordinario per cure (se previsto dal Ccnl);
  4. invalidità pari o superiore al 67%: esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.
  5. invalidità pari o superiore al  74%: assegno mensile di assistenza;
  6. invalidità pari al 100%: pensione d’inabilità.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Invalidità civile: come ottenerla?

L’invalidità civile viene valutata ed, eventualmente, riconosciuta da apposita commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali [3], stabilisce il grado di invalidità relativamente alla patologia della persona.

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante.

Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente  il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’Inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.


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