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Multe fino a 200 euro per chi è senza biglietto

19 Aprile 2017
Multe fino a 200 euro per chi è senza biglietto

È un sistema urgente per la lotta all’evasione della manovra-bis. Ma ci sono anche: la Tassa sulla fortuna, la Tassa Airbnb e le assunzioni con gli “sponsor”.

S’inasprisce la lotta contro chi non paga il biglietto sui mezzi pubblici: bus, metro, filobus e così via: sono in arrivo multe fino a 200 euro per chi viene trovato senza ticket.

Secondo il testo della manovra-bis, gli utenti devono “munirsi di valido titolo di viaggio”, convalidandolo all’inizio e a ogni singola uscita, laddove prevista, nonché a conservare il titolo “per la durata del percorso e a esibirlo su richiesta degli agenti accertatori”.

La convalida deve essere “effettuata, in conformità alle apposite prescrizioni previste dal gestore, in occasione di ogni singolo accesso ai mezzi di trasporto utilizzati”. I trasgressori saranno puniti con una “sanzione pecuniaria da definirsi con legge regionale”, ovvero, nell’assenza, “pari a sessanta volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro”.

Le prove saranno fornite dalle telecamere presenti sui mezzi di trasporto o sulle banchine.

La prevenzione, l’accertamento e la contestazione delle violazioni può essere affidata, da parte dei gestori dei servizi di trasporto pubblico, “anche a soggetti non appartenenti agli organici del gestore, qualificabili come agenti accertatori”.

Tassa sulla Fortuna e Tassa Airbnb

Altre novità riguardano la Tassa sulla fortuna, che dovrebbe passare dal 6 al 12% (prevista per le vincite superiori a 500 euro) e la cosiddetta Tassa Airbnb: saranno infatti gli intermediari, e cioè le agenzie o i siti appunto come AirBnB, a dover comunicare i contratti all’Agenzia delle Entrate e a trattenere una cedolare secca del 21% da versare allo Stato, operando dunque da sostituto d’imposta.

Le assunzioni con gli “sponsor”

Un’ulteriore novità riguarda infine i comuni, che avranno la possibilità effettuare assunzioni a termine di tipo stagionale, ricorrendo a degli “sponsor”, ovvero soggetti privati con in quali bisognerà stringere degli accordi. Si tratta, naturalmente, di assunzioni finalizzate a servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari, da mettere in campo con una natura concorsuale e a evidenza pubblica.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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