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Pensione anticipata per disoccupati

27 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2018



Anticipo pensionistico e pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori privi di occupazione, chi ne ha diritto.

Confermata anche per l’anno 2018 la pensione a 63 anni, oppure con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, per i disoccupati di lungo corso; da quest’anno, peraltro, possono fruire del primo beneficio anche i lavoratori a termine cessati dall’impiego.

Le domande per i due benefici, ossia l’Ape sociale, nel primo caso (ossia l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, che consiste in un assegno, pari alla futura pensione, liquidato a partire da 63 anni e 5 mesi di età), e la pensione anticipata precoci, nel secondo caso, scadono però a breve: la domanda di Ape social, in particolare, deve essere inoltrata entro il 31 marzo 2018, oppure, tardivamente, entro il 15 luglio 2018, mentre la domanda di pensione anticipata precoci entro il 1° marzo 2018. È in ogni caso possibile, per entrambe le agevolazioni, presentare le domande sino al 30 novembre 2018, ma in questo caso i benefici pensionistici saranno riconosciuti solo se vi saranno risorse residue.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come funziona la pensione anticipata per disoccupati, sia nel caso in cui possano beneficiare dell’Ape sociale, sia della pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi.

Pensione anticipata precoci per disoccupati

Ricordiamo che la pensione anticipata per i lavoratori precoci, con soli 41 anni di contributi (anziché 42 anni e 10 mesi, requisito richiesto attualmente per la pensione anticipata ordinaria per i lavoratori, o 41 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici), può essere ottenuta, innanzitutto, soltanto coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età, se iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 ed appartenenti a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Per quanto riguarda i disoccupati, in particolare, possono accedere al beneficio coloro che hanno perso involontariamente l’impiego a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione.

Sino allo scorso anno, la pensione anticipata precoci era negata a chi si fosse rioccupato: ora, a seguito di un’interpretazione più elastica della normativa da parte del ministero del Lavoro, come confermato dall’Inps [1] il beneficio è accessibile anche da chi si è rioccupato con rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.

In particolare, l’Inps [2] ha precisato che, una volta esaurita integralmente la prestazione contro la disoccupazione (ad esempio la Naspi o la mobilità), eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione e dunque non precludono la possibilità di conseguire il beneficio dell’Ape sociale o della pensione anticipata con 41 anni di contributi.

È possibile, inoltre, rioccuparsi, sino a un massimo di 6 mesi con i nuovi voucher, ossia i contratti di prestazione occasionale.

Ape sociale: come funziona l’anticipo pensionistico a carico dello Stato

Prima di capire quali categorie di disoccupati possono accedere all’anticipo pensionistico, ricordiamo che cos’è l’Ape sociale: si tratta di un assegno mensile, a carico dello Stato, che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi (in pratica, per chi matura la pensione di vecchiaia dal 2019 il requisito di accesso si sposta a 63 anni e 5 mesi, anche se sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I lavoratori, come abbiamo visto in relazione alla pensione anticipata precoci, devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi.

Ape sociale per disoccupati

Per quanto riguarda l’Ape sociale, le categorie dei disoccupati beneficiarie sono le stesse della pensione anticipata precoci, con l’aggiunta dei lavoratori a termine cessati.

Nel dettaglio, sono ammessi a decorrere dal 1° gennaio 2018 anche coloro che siano in stato di disoccupazione a seguito di scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che:

  • abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto (da ultimo svolto al momento della domanda di certificazione dei requisiti per l’Ape), periodi di lavoro dipendente subordinato (di qualsiasi tipo) per almeno 18 mesi, anche non continuativi.
  • abbiano concluso, da almeno 3 mesi, di godere dell’indennità di disoccupazione loro spettante

Disoccupati esclusi dalla pensione anticipata precoci e dall’Ape sociale

Restano esclusi dall’Ape sociale e dalla pensione anticipata precoci:

  • coloro che, pur essendo stati licenziati, non hanno fruito di una prestazione contro la disoccupazione;
  • i lavoratori autonomi e parasubordinati in stato di disoccupazione;
  • coloro la cui disoccupazione non sia involontaria;
  • i lavoratori a termine a termine cessati in ipotesi diverse da quelle già descritte (tutti i lavoratori a termine, nel caso della pensione anticipata precoci).

Domanda pensione anticipata precoci e Ape social disoccupati

Come esposto inizialmente, il tempo stringe, sia per l’invio della domanda di Ape sociale che per quella di pensione anticipata precoci. Per approfondimenti:

note

[1] Inps Mess. 4195/2017.

[2] Inps Circ. 33/34/2018.


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2 Commenti

  1. Vergogna, creare disoccupati di serie a e disoccupati di serie b, il disoccupato che abbia usufruito degli ammortizzatori sociali o meno resta sempre un morto di fame, anzi se non ha ricevuto neanche il sussidio è anche peggio viva l’Italia………..

  2. Penso che un disoccupato abbia pienamente diritto alla pensione anticipata avendo un minimo di 36 anni di contributi. Migliaia di pensionati hanno terminato il rapporto di lavoro con soli 35 anni di contribuzione e se il lavoratore perde l’occupazione non è sicuramente causa sua. Forza “iTALIA” con la i minuscola.

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