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Pensione anticipata per disoccupati

5 Febbraio 2021 | Autore:
Pensione anticipata per disoccupati

Anticipo pensionistico e pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori privi di occupazione, chi ne ha diritto.

Confermata anche per l’anno 2021 il prepensionamento a 63 anni, nonché la pensione anticipata con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, per i disoccupati di lungo corso;  possono fruire del prepensionamento anche i lavoratori a termine cessati dall’impiego.

Ma come funziona la pensione anticipata per disoccupati?

Le domande per i due benefici dedicati anche a chi ha perso l’impiego, ossia l’Ape sociale, nel primo caso (l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, che consiste in un assegno, pari alla futura pensione, liquidato a partire da 63 anni di età), la pensione anticipata precoci, nel secondo caso, hanno una scadenza: la domanda di Ape social, in particolare, deve essere inoltrata entro il 31 marzo 2021, oppure più avanti, entro il 15 luglio 2021, mentre la domanda di pensione anticipata precoci entro il 1° marzo 2021. È in ogni caso possibile, per entrambe le agevolazioni, presentare le domande sino al 30 novembre 2021, ma in quest’ipotesi i benefici pensionistici sono riconosciuti solo se sussistono risorse residue.

Ad ogni modo, l’Ape sociale potrebbe essere prorogata anche al 2022, mentre la pensione anticipata precoci non necessita di proroghe, in quanto è una misura permanente.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, chi ha diritto alla pensione anticipata per disoccupati, sia nel caso in cui si decida di beneficiare dell’Ape sociale, sia della pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi.

Pensione anticipata precoci per disoccupati

Ricordiamo che la pensione anticipata per i lavoratori precoci, con soli 41 anni di contributi (anziché 42 anni e 10 mesi, requisito richiesto attualmente per la pensione anticipata ordinaria per i lavoratori, o 41 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici), può essere ottenuta, innanzitutto, soltanto da coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età, se iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 ed appartenenti a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Per quanto riguarda i disoccupati, in particolare, possono accedere al beneficio coloro che hanno perso involontariamente l’impiego a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione.

Sino al 2017, la pensione anticipata precoci era negata a chi si fosse rioccupato: dal 2018, a seguito di un’interpretazione più elastica della normativa da parte del ministero del Lavoro, come confermato dall’Inps [1] il beneficio è accessibile anche da chi si è rioccupato con rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.

In particolare, l’Inps [2] ha precisato che, una volta esaurita integralmente la prestazione contro la disoccupazione (ad esempio la Naspi o la mobilità), eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione e dunque non precludono la possibilità di conseguire il beneficio dell’Ape sociale o della pensione anticipata con 41 anni di contributi.

È possibile, inoltre, rioccuparsi, sino a un massimo di 6 mesi con i nuovi voucher, ossia i contratti di prestazione occasionale o con il libretto famiglia.

Ape sociale: come funziona l’anticipo pensionistico a carico dello Stato

Prima di capire quali categorie di disoccupati possono accedere all’anticipo pensionistico, ricordiamo che cos’è l’Ape sociale: si tratta di un assegno mensile, a carico dello Stato, che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal  2019 ed almeno sino al 2022 pari a 67 anni), a partire dai 63 anni di età. L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I lavoratori, come abbiamo visto in relazione alla pensione anticipata precoci, devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi.

Ape sociale per disoccupati

Per quanto riguarda l’Ape sociale, le categorie dei disoccupati beneficiarie sono le stesse della pensione anticipata precoci, con l’aggiunta dei lavoratori a termine cessati.

Nel dettaglio, sono ammessi a decorrere dal 1° gennaio 2018 anche coloro che siano in stato di disoccupazione a seguito di scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che:

  • abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto (da ultimo svolto al momento della domanda di certificazione dei requisiti per l’Ape), periodi di lavoro dipendente subordinato (di qualsiasi tipo) per almeno 18 mesi, anche non continuativi.
  • abbiano concluso, da almeno 3 mesi, di godere dell’indennità di disoccupazione loro spettante

Disoccupati esclusi dalla pensione anticipata precoci e dall’Ape sociale

Restano esclusi dall’Ape sociale e dalla pensione anticipata precoci:

  • coloro che, pur essendo stati licenziati, non hanno fruito di una prestazione contro la disoccupazione;
  • i lavoratori autonomi e parasubordinati in stato di disoccupazione;
  • coloro la cui disoccupazione non sia involontaria;
  • i lavoratori a termine cessati in ipotesi diverse da quelle già descritte (tutti i lavoratori a termine, nel caso della pensione anticipata precoci).

Domanda pensione anticipata precoci e Ape social disoccupati

Non è possibile inviare direttamente la domanda di Ape sociale e quella di pensione anticipata precoci, se prima non si richiede all’Inps la certificazione del diritto ai benefici. Per approfondimenti:


note

[1] Inps Mess. 4195/2017.

[2] Inps Circ. 33/34/2018.


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2 Commenti

  1. Vergogna, creare disoccupati di serie a e disoccupati di serie b, il disoccupato che abbia usufruito degli ammortizzatori sociali o meno resta sempre un morto di fame, anzi se non ha ricevuto neanche il sussidio è anche peggio viva l’Italia………..

  2. Penso che un disoccupato abbia pienamente diritto alla pensione anticipata avendo un minimo di 36 anni di contributi. Migliaia di pensionati hanno terminato il rapporto di lavoro con soli 35 anni di contribuzione e se il lavoratore perde l’occupazione non è sicuramente causa sua. Forza “iTALIA” con la i minuscola.

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