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Lo sai che? Costringere un ragazzo a darsi uno scappellotto da solo è offesa all’onore

Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2012

Offende l’onore e il decoro altrui chi costringe qualcuno ad autocastigarsi.

Punito il vigile urbano che aveva costretto un ragazzino indisciplinato ad autocastigarsi, tirandosi uno schiaffetto davanti a tutti i compagni: si tratta di offesa all’onore e al decoro e, come tale, costituisce un reato, peraltro aggravato dalla presenza di più persone.

La decisione proviene dal Tribunale di Terni [1]. La sentenza ha chiarito che uno schiaffo, quando è espressione di una violenza puramente formale, può diventare una condotta tale da ledere l’onore e il decoro di una persona presente.

Un vigile urbano, dopo essere stato accidentalmente bagnato con dell’acqua da alcuni ragazzini di circa 11 anni che giocavano in strada, individuato il colpevole, lo aveva sgridato davanti alle insegnanti. Non contento di ciò, l’agente si era poi recato presso la scuola del giovane dove, entrato in classe, lo aveva costretto ad alzarsi e a darsi uno scappellotto in testa davanti a tutti.

Lo schiaffo e l’ingiuria

Il delitto di ingiuria può essere integrato da qualsiasi condotta volontaria capace di ledere l’onore ed il decoro di una persona presente.

Con riguardo allo schiaffo, esso configura l’ingiuria quando sia espressione di una violenza puramente formale, dunque di modesta entità, non indirizzato a cagionare una seppur minima sofferenza fisica, ma solo una sofferenza morale (diversamente, arriverebbe invece a integrare il reato di percosse e violenza privata) [2].

Peraltro, non è necessario che chi agisce abbia l’intenzione specifica di ledere l’onore e il decoro della vittima, ma è sufficiente che la condotta denigratoria sia stata posta consapevolmente e volontariamente [3].

Il pubblico ufficiale è stato così condannato a risarcire il ragazzo con il pagamento della somma di dodicimila euro, oltre a una pena detentiva di 20 giorni.

 

 

note

[1] Trib. Terni, sent. 6.07.2012.

[2] Cass. sent. n. 12674 del 28 marzo 2011; Cass. sent 3 dicembre 1985; Cass. sent. n. 800 del 24 novembre 1983, con riferimento al calcio.

[3] Si ammette addirittura anche il dolo eventuale, cfr. Cass. sent. n. 7597 del 11 giugno 1999.


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