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Assenza dal lavoro per maltempo

27 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2018



Chi si assenta dal lavoro a causa del maltempo può subire una sanzione disciplinare?

Le nevicate di questi giorni hanno reso molto difficile raggiungere il posto di lavoro, specie per chi abita in località disagiate o non attrezzate: ci si chiede, a questo proposito, se l’assenza dal lavoro per maltempo possa essere giustificata, ed eventualmente retribuita, oppure se il lavoratore sia soggetto a una sanzione disciplinare e alla perdita della retribuzione.

La risposta a questa domanda, fornita dal ministero del Lavoro [1], cambia a seconda del settore in cui è inquadrato il lavoratore (pubblico o privato), delle disposizioni del contratto collettivo e della specifica situazione verificatasi.

Assenza dal lavoro per maltempo dipendenti pubblici

Il dipendente pubblico che si assenta per maltempo non può essere sanzionato, se sono state emanate specifiche ordinanze dalle autorità locali, che vietano la circolazione dei mezzi privati sprovvisti di catene o gomme termiche e che dispongono la chiusura di tutti gli uffici pubblici. In questi casi, ci si trova davanti all’impossibilità oggettiva di svolgere l’attività lavorativa, ed il datore di lavoro, ossia l’amministrazione pubblica presso la quale presta servizio l’interessato, deve comunque corrispondere la retribuzione.

Peraltro, la contrattazione collettiva del comparto Ministeri indica tra le motivazioni per cui possono essere concessi i permessi retribuiti, anche l’ipotesi di assenza motivata da gravi calamità naturali che rendano oggettivamente impossibile il raggiungimento della sede di servizio, fatti salvi i provvedimenti di emergenza diversi e più favorevoli disposti dalle competenti autorità.

Assenza dal lavoro per maltempo dipendenti privati

Nel settore privato, invece, il datore di lavoro può comunque svolgere la propria attività, anche se sono state emanate specifiche ordinanze dalle autorità locali che vietano la circolazione dei mezzi privati sprovvisti di catene o gomme termiche e che dispongono la chiusura di tutti gli uffici pubblici.

In caso di forte maltempo, però, può succedere che il lavoratore non riesca comunque a raggiungere il posto di lavoro: poiché, in simili situazioni, l’assenza risulta estranea alla volontà del lavoratore, la mancata esecuzione dell’attività lavorativa non può essere sanzionata.

A prescindere dal fatto che siano state emanate, o meno, ordinanze di divieto della circolazione e di chiusura degli uffici, il dipendente può dunque essere giustificato per l’assenza dal lavoro per maltempo, ma deve:

  • comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda;
  • giustificare l’assenza con un’idonea motivazione.

Anche se l’assenza per maltempo giustificata non può essere sanzionata, però, il lavoratore non ha diritto alla retribuzione, nella generalità dei casi: in queste situazioni, difatti, l’impossibilità sopravvenuta della prestazione lavorativa libera certamente il dipendente dal dovere di svolgere la propria attività, ma libera anche il datore di lavoro dall’obbligo di erogare la corrispondente retribuzione.

I principi generali desumibili dal codice civile stabiliscono che, in tema di obbligazione contrattuale, il debitore (in questo caso il lavoratore) che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, nel qual caso l’obbligazione si estingue (nel nostro caso si parlerà quindi di licenziamento).

Il mancato raggiungimento del posto di lavoro potrebbe risultare estraneo alla volontà del lavoratore e la conseguente mancata esecuzione delle prestazione contrattuale non sarebbe a lui imputabile in presenza di tempestiva comunicazione del lavoratore all’azienda supportata da idonea motivazione. Quindi è necessaria, perché l’assenza sia giustificata (la retribuzione non è comunque dovuta) la tempestiva comunicazione del lavoratore circa la sua impossibilità di recarsi al lavoro sorretta da idonee motivazioni (ad esempio paralisi dei trasporti locali).

Naturalmente restano sempre valide eventuali disposizioni della contrattazione collettiva che dispongano in proposito.

Permessi retribuiti per maltempo

I lavoratori appartenenti a determinati settori, tuttavia, possono aver diritto a permessi per eventi eccezionali previsti dal contratto collettivo applicato, normalmente retribuiti.

Nel caso in cui la contrattazione collettiva non preveda i permessi per eventi eccezionali, è comunque possibile che lavoratore e datore si accordino per retribuire l’assenza, ad esempio utilizzando il monte ore annuo dei permessi, o le ferie.

Ritardo per maltempo

Se a causa del maltempo il lavoratore arriva in ritardo, non è soggetto a sanzioni, nella generalità dei casi: il dipendente deve però dimostrare di essere entrato al lavoro dopo l’orario previsto per colpa delle avverse condizioni meteorologiche, o di un ritardo dei treni, o dei mezzi pubblici in generale.

Non sussistono comunque problemi se l’azienda prevede l’elasticità dell’orario in ingresso e in uscita, se il ritardo non è tale da determinare lo “sconfinamento” al di fuori delle fasce previste: il lavoratore, in questi casi, può recuperare il lavoro non prestato spostando in avanti l’uscita.

Se l’azienda non prevede l’elasticità dell’orario, oppure se il ritardo determina l’ingresso oltre la fascia consentita, il lavoratore può chiedere al datore di lavoro di recuperare l’attività non prestata, nella stessa giornata o in una giornata differente. Attenzione, però: è sempre necessario che esista un’apposita previsione aziendale o un accordo tra dipendente e datore in tal senso, in quanto il lavoratore non può, unilateralmente, decidere di recuperare il ritardo. Se recupera il ritardo senza un’apposita previsione o un accordo col datore, può essere sanzionato.

Se l’azienda decide di procedere contro il lavoratore, questi deve essere in grado, per evitare addebiti e sanzioni, di provare in modo oggettivo che il ritardo è stato causato dalle avverse condizioni meteorologiche.

note

[1] Mlps Interpello n.15/2012.

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