HOME Articoli

Lo sai che? Cumulo Ape sociale e Ape volontario, è possibile?

Lo sai che? Pubblicato il 28 febbraio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 28 febbraio 2018

Il lavoratore può beneficiare dell’Ape sociale e dell’Ape volontario contemporaneamente?

Chi beneficia dell’Ape sociale può integrare la pensione anticipata a carico dello Stato con l’Ape volontario, così come chi beneficia già dell’Ape volontario può ottenere l’Ape sociale a carico dello Stato: questo, perché l’Ape volontario, ossia l’anticipo pensionistico ottenuto tramite prestito bancario, non costituisce un reddito di lavoro dipendente, anzi, per la precisione, le somme erogate non concorrono a formare reddito.

Ma procediamo per ordine e vediamo, dopo aver fatto un breve punto della situazione su queste agevolazioni pensionistiche, in quali casi è possibile ottenere il cumulo dell’Ape sociale e dell’Ape volontario insieme.

Come funziona l’Ape sociale

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi (in pratica, per chi matura la pensione di vecchiaia dal 2019 il requisito di accesso si sposta a 63 anni e 5 mesi, anche se sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps) se appartengono alle categorie dei disoccupati, caregiver e invalidi dal 74%, 36 anni di contributi se addetti ai lavori gravosi. Le donne con figli possono avere uno sconto massimo di 2 anni nel requisito contributivo (Ape rosa).

Come funziona l’Ape volontario

Con l’Ape volontario il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia, con un anticipo massimo possibile pari a 3 anni e 7 mesi.

Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, attualmente, è pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo può essere richiesto con un minimo di 63 anni di età; dovrebbe però slittare a breve a 63 anni e 5 mesi di età, considerando che dal 2019 l’età pensionabile sarà elevata a 67 anni. Sul punto si attendono chiarimenti; la normativa sull’Ape volontario, ad ogni modo, prevede l’Ape supplementare nel caso in cui i requisiti per la pensione aumentino e l’anticipo sia stato già concesso.

L’Ape volontario è ottenuto grazie a un prestito bancario, che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione, e la cui restituzione incide sulla futura pensione.

L’Ape volontario è esentasse e non concorre a formare il reddito imponibile Irpef dell’interessato. Se si richiede il massimo di anticipo, pari a 3 anni e 7 mesi, l’Ape non può superare il 75% della pensione Inps certificata, mentre se la richiesta è inferiore a un anno l’Ape può arrivare fino al 90% del futuro assegno Inps.

L’anticipo minimo da richiedere deve essere comunque pari a 6 mesi e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 702 euro); inoltre il rateo dell’anticipo sulla pensione, da solo o assieme ad altri debiti pregressi, non può superare il 30% della prestazione stessa. Sono poi previste ulteriori preclusioni per chi ha esposizioni debitorie pregresse (per approfondire: Niente Ape per chi ha debiti).

Ape sociale e volontario insieme

In base a quanto esposto, abbiamo osservato che l’Ape volontario non costituisce reddito imponibile e non è assimilato alla pensione. Per questo motivo, può essere cumulato con l’Ape sociale senza che l’interessato perda il diritto all’anticipo pensionistico a carico dello Stato.

Potrebbe accadere, ad esempio, che per un lavoratore l’importo dell’Ape sociale non sia sufficiente e vi sia la necessità di integrare con l’Ape volontario: anche se l’anticipo pensionistico volontario comporta dei costi, resta sicuramente più conveniente rispetto ad un ordinario prestito bancario. Inoltre, integrando le due agevolazioni, il lavoratore da un lato può avvicinarsi maggiormente alla propria precedente retribuzione, senza doversi accontentare dell’importo erogato a titolo di Ape sociale, che come abbiamo visto non può superare i 1.500 euro mensili; dall’altro lato, per ottenere un reddito mensile maggiore non subisce eccessive penalizzazioni sulla pensione, grazie all’anticipo erogato a carico dello Stato che gli consente di richiedere un minore importo di Ape volontario.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI