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Lo sai che? Quale laurea per lavorare in banca?

Lo sai che? Pubblicato il 27 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 febbraio 2018

I titoli universitari più richiesti per entrare in un istituto di credito. Quali sono le mansioni e quanto si guadagna.

Gli stessi addetti del settore lo riconoscono: oggi lavorare in banca non è più come una volta. Il mito del posto fisso e sicuro si è, in parte, sgretolato perché la crisi (e, in qualche caso, la cattiva gestione ai piani alti) ha colpito anche gli istituti di credito. Tuttavia, lavorare in banca è ancora uno degli sbocchi che offrono ai giovani maggiore affidabilità rispetto ad altri comparti.

Ma come si entra in un istituto di credito? E quale laurea serve per lavorare in banca? Bisogna, per forza, essere esperti in materie economiche oppure è possibile firmare un contratto avendo frequentato altri tipi di università?

Tutto dipende dalle ambizioni del candidato, se si vuole fermare ad un livello basso, giusto per avere un lavoro che garantisce una certa solidità, oppure se vuole fare carriera e diventare dirigente, direttore di filiale o, perché no, arrivare ad ottenere un posto in un consiglio di amministrazione.

Quindi, quale laurea per lavorare in banca? E quanto guadagna chi movimenta e tiene in mano per otto ore al giorno i soldi altrui?

Lavorare in banca: laurea e requisiti

Chi si pone la domanda «quale laurea per lavorare in banca» deve, innanzitutto, sapere che non esiste un solo titolo universitario per poter essere assunto in un istituto di credito. Se si deve entrare a far parte del settore direttivo e operativo, viene richiesta una di queste lauree:

  • scienze bancarie;
  • economia;
  • giurisprudenza;
  • scienze politiche.

Per gli altri settori potrebbe non essere necessaria una laurea: basterebbe un diploma, possibilmente integrato con corsi di formazione.

Lavorare in banca: serve un master post-laurea?

Chi si presenta con una laurea per lavorare in banca (triennale o magistrale) può avere maggiori sbocchi se, dopo aver conseguito il titolo universitario, frequenta un master, cioè un corso post-laurea in materie economiche. I master offrono una preparazione specifica per lavorare in banca o per occuparsi, per conto di un istituto di credito, degli investimenti finanziari di un privato cittadino o di un’azienda.

I master più gettonati per lavorare in banca sono:

  • gestione del credito;
  • investimenti;
  • diritto bancario;
  • private equity;
  • finanza internazionale.

Questi corsi danno la possibilità di accedere più facilmente a posizioni dirigenziali all’interno di una banca.

Certe realtà propongono delle borse di studio per l’approfondimento delle materie legate al credito e alla finanza. Per ottenerle, vengono richiesti una laurea di almeno 4 anni ed un voto minimo di 105/110.

Lavorare in banca: serve un concorso?

Le banche del settore privato sono, a tutti gli effetti, delle società che possono gestire le assunzioni come una qualsiasi azienda: curriculum, colloquio, contratto di lavoro con il candidato che offre, a priori, maggiore preparazione e maggiori garanzie.

Viceversa, gli istituti di credito a partecipazione statale, come la Banca d’Italia, seguono un’altra procedura e, spesso, sono costretti ad indire un concorso pubblico. I bandi sono reperibili presso i loro siti o presso le filiali.

Lavorare in banca: quali sono le posizioni?

Chi ha avuto l’opportunità di entrare a lavorare in banca può appartenere ad uno di questi comparti:

  • direttivo: si tratta di chi ha la responsabilità del controllo e della gestione del lavoro e si occupa del coordinamento e dell’organizzazione tecnico-scientifica, della gestione del personale e dell’elaborazione della normativa;
  • operativo: rientrano coloro che si occupano delle mansioni riguardanti il funzionamento del lavoro delle diverse unità;
  • sicurezza e servizi generali: lavorano in questo comparto i dipendenti che hanno il compito di verificare il funzionamento delle filiali con compiti di sorveglianza;
  • operaio: comprende le persone incaricate di lavori manuali che interessano i vari reparti.

Lavorare in banca: quali sono le mansioni?

A parte i comparti, per così dire, generali che abbiamo appena visto, quali sono le mansioni che svolge chi entra a lavorare in banca (possibilmente con una laurea)?

Il bancario

Il bancario è la persona che, maggiormente, tutti conoscono. I suoi compiti consistono nello svolgere le operazioni di sportello e nel mantenere i rapporti con la clientela.

Si tratta di una posizione a rischio: lo sviluppo del home banking e, quindi, degli sportelli telematici ha provocato la chiusura di molti sportelli «fisici», con la conseguente chiusura di filiali, visto che molte delle operazioni possono essere fatte dal cliente direttamente da casa.

Lo specialista in operazioni commerciali

Il suo compito è quello di seguire i pagamenti ed il credito delle aziende. È, comunque, a stretto rapporto con un certo tipo di clientela. La sua figura viene spesso richiesta in quanto si occupa di mantenere una rete di contatti di tipo commerciale soprattutto nelle piccole filiali.

L’impiegato commerciale estero

È l’incaricato di seguire le transazioni con altri Paesi. Ecco perché viene richiesta la conoscenza di almeno una lingua straniera (l’inglese, ovviamente, va per la maggiore). Ha tra le mani documenti come lettere di credito e factoring. Lo stipendio è rapportato alla sua responsabilità, quindi è una figura, di solito, ben remunerata.

Il promotore finanziario

Altra figura di enorme responsabilità, perché è quella che deve consigliare al risparmiatore un piano di investimento e seguire la pratica dalla proposta al cliente alla chiusura del contratto. Se ha una laurea in economia e finanza, è più avvantaggiato rispetto ad altri candidati.

L’analista finanziario

A differenza del promotore, l’analista finanziario che lavora in banca deve individuare nuove possibilità di investimento da proporre ai clienti ed esplorare dei mercati finora sconosciuti. Lo stipendio è piuttosto elevato.

Il tecnico informatico

Non solo la finanza ma anche la tecnologia permette di lavorare in banca come specialista di informatica. C’è una rete da seguire, ci sono dei software da sviluppare ed il tecnico informatico deve occuparsi proprio di questo.

Lavorare in banca: quanto si guadagna?

Naturalmente, lo stipendio di chi lavora in banca dipende dal suo livello contrattuale (il Ccnl di riferimento è quello dei bancari). Si parte da un minimo di poco superiore ai 1.800 euro fino ad arrivare ai circa 4.300 euro al mese di un dirigente di 4° livello (il più elevato) per 13 mensilità.

A questi importi si aggiungono, nella maggior parte dei casi, i buoni pasto ed eventuali premi concordati per il raggiungimento degli obiettivi.


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