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Occultare la targa è reato?

28 febbraio 2018


Occultare la targa è reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2018



Coprire la targa con nastro adesivo, lo scotch, quali rischi comporta? Scatta il penale o c’è solo una multa, una sanzione amministrativa?

È molto più frequente di quanto puoi credere la pratica di coprire parzialmente la targa con del nastro adesivo in modo da modificare lettere o numeri e far apparire, ad esempio, una G come una C, un 8 come un 6, una L come una I. Perché? Facile: per sfuggire alle fotografie degli autovelox, dei tutor e dei photored (le telecamere sopra i semafori). Insomma, per non pagare le multe. Ma occultare la targa è reato? Cosa rischia chi applica dello scotch sui numeri o sulle lettere per modificarle? A chiarire la questione è una recente sentenza della Cassazione [1].

Se occulto la targa posso essere scoperto?

Prima però di spiegarti se occultare la targa è reato voglio metterti in guardia su una cosa: la polizia non è così stupida come credi. Se, dopo aver visto la foto della targa, si accorge che ad essa non corrisponde – in base ai dati registrati al PRA – il modello e il colore del veicolo che appare sull’immagine dell’autovelox, non è detto che abbandoni le ricerche. Tantopiù che queste possono ormai essere fatte tramite computer in pochi secondi. Sospettando che sia stato coperto qualche “gambetto” di una cifra, potrebbe spingersi a cercare ulteriori combinazioni in modo da trovare la piena corrispondenza tra l’auto e la targa. Certo, il procedimento è più lungo e la contravvenzione potrebbe poi essere contestata, ma il rischio è tutt’altro che fantasioso e, di certo, ti pone dinanzi al rischio di un secondo illecito, che si aggiungerebbe alla multa stradale. In più c’è da dire che, in caso di posto di blocco, qualora il conducente venga fermato dalla volante, non ci sarebbero più scappatoie visto che proprio in quello stesso momento gli agenti, da un rapido controllo sui terminali, possono verificare la non coincidenza tra targa e veicolo, il che li porterà inevitabilmente a verificare se vi sono alterazioni. Insomma, in una tale evenienza non c’è modo di farla franca.

Occultare la targa è reato?

Vediamo ora quali sono le conseguenze del coprire la targa. Una norma del codice penale [3] prevede il reato di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri e punisce «chiunque, in tutto o in parte, distrugge, sopprime od occulta un atto pubblico o una scrittura privata veri». Alla Cassazione è stato chiesto se questo articolo si possa applicare anche a chi occulta la targa della propria auto. La risposta però è stata negativa. Secondo la Corte, coprire la targa dell’auto con nastro adesivo integra il reato previsto dal codice penale (soppressione, distruzione e occultamento di atti veri). Difatti la targa può essere considerata un “sigillo” pubblico e, quindi, la sua alterazione per renderla irriconoscibile (ed evidentemente per non prendere multe) è un illecito penale. Il paradosso è che il furbetto, per evitare la sanzione amministrativa, si trova ora con un capo di imputazione molto più grave e la fedina macchiata.

La Cassazione ha specificato che integra un reato la distruzione, soppressione od occultamento di targhe di un autoveicolo poiché queste costituiscono certificazioni amministrative, trattandosi di documenti che attestano l’immatricolazione e l’iscrizione al pubblico registro automobilistico.

Qual è la pena per chi occulta la targa?

Ma qual è la pena per chi occulta la targa= A leggere la sentenza in commento non dovrebbe scattare il carcere. Tutto ciò che può rischiare il conducente che applica dello scotch alla targa per modificare lettere e/o numeri è una multa (che, lo ricordiamo, è pur sempre una sanzione penale, ma di tipo economico). Nella migliore delle ipotesi il giudice potrebbe archiviare il processo per «particolare tenuità del fatto»: una recente riforma, infatti, prevede che, per tutti i reati puniti con la sola sanzione economica e/o con il carcere fino a massimo 5 anni, è possibile archiviare il procedimento penale e non applicare pene (la fedina però resta sporca). Non si tratta di una depenalizzazione ma di un proscioglimento giustificato sulla base delle conseguenze non gravi della condotta. Insomma è una sorta di perdono, che però non può avvenire se il reato è stato già commesso in precedenza o se si tratta di delinquente abituale. Leggi sul punto la guida Particolare tenuità del fatto: guida su procedura e reati.

Sistemi per occultare la targa

Sono diversi i trucchi che circolano su internet, consigliati per creare una sorta di “invisibilità” della targa ai misuratori elettronici di velocità. Si tratta, ovviamente, di meccanismi illegali che ti sconsiglio di utilizzare. Il rischio è quello di affrontare un processo penale per scampare invece a una sanzione amministrativa! Tuttavia, come semplice nota di colore, ne abbiamo raccolti alcuni, tratti da vari forum.

Ci sono leggende sull’uso di riflettenti come domopack, compack disk e lacca per capelli sulla targa: quest’ultima – stando a quello che si scrive – potrebbe fungere allo scopo solo se l’autovelox è munito di flash (cosa che capita sempre più raramente).

Se la lacca non è ritenuta efficace, vi sono sistemi simili più apprezzati dagli utenti delle strade. Così esistono spray appositi, venduti su internet e pubblicizzati come portentosi (pochi feedback a riguardo).

note

[1] Cass. sent. n. 9013/2018.

[2] Art. 490 cod. pen.

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 4 gennaio – 27 febbraio 2018, n. 9013
Presidente Petruzzellis – Relatore Di Stefano

Motivi della decisione

La Corte di appello di Bologna con sentenza del 25 novembre 2016 ha confermato la condanna di P.A. per il reato di cui all’articolo 490 cod. pen. per aver occultato con nastro adesivo una lettera della targa della autovettura con cui circolava per renderla non riconoscibile nonché per il reato di resistenza a pubblico ufficiale per avere con violenza tentato di impedire ad un operatore della polizia municipale di effettuare una fotografia della targa così modificata prima che egli riuscisse ad asportarne il nastro.
La Corte di Appello, in risposta ai motivi di impugnazione, confermava la qualificazione giuridica della alterazione della targa, confermava che era stata impedita una attività di ufficio, che la pena era congrua e non erano state prospettate ragioni utili a ritenere la possibilità di sostituire la pena detentiva con quella pecuniaria.
P.A. ricorre contro tale sentenza deducendo:
Con primo motivo la violazione di legge ed il vizio della motivazione per la totale assenza di risposta ai motivi nuovi depositati in data 4 novembre 2016.
In particolare, non vi era stata risposta alla richiesta di assoluzione per particolare tenuità del fatto.
Con secondo motivo la violazione di legge ed il vizio di motivazione per essere stata ritenuta la condotta operata sulla targa della propria autovettura integrare il reato di cui all’articolo 490 codice penale e non, come dedotto, quello di cui agli articoli 477 e 482 codice penale per la contraffazione/modificazione della targa.
Con terzo motivo deduce il vizio di motivazione in ordine al diniego di sostituzione della pena detentiva, ritenendo le ragioni del tutto inconsistenti.
È fondato il primo motivo.
Va premessa la infondatezza del secondo motivo, da valutare per primo potendo portare alla parziale assoluzione nel merito. La qualificazione giuridica del dato tipo di condotta è corretta perché “Integra gli estremi del reato di cui all’art. 490 cod. pen., in relazione agli artt. 477 e 482 dello stesso codice, la condotta di distruzione, soppressione od occultamento delle targhe di un autoveicolo poiché queste costituiscono certificazioni amministrative, trattandosi di documenti che attestano la immatricolazione e l’iscrizione al pubblico registro automobilistico. (Fattispecie relativa all’occultamento della targa di una vettura mediante terriccio, in cui la S.C. ha escluso l’applicabilità della contravvenzione di cui all’art. 102 Cod. Strad., riservata alle ipotesi in cui l’occultamento della targa sia stato determinato da fattori occasionali). (Sez. 5, n. 11072 del 21/10/2014 – dep. 16/03/2015, Gentile, Rv. 26310101)” (nello stesso senso si veda anche Sez. 5, n. 25766 del 07/04/2015 – dep. 18/06/2015, Zibra, Rv. 26400601).
Il primo motivo è, invece, fondato in quanto vi era stata espressa richiesta di applicazione della disciplina della particolare tenuità del fatto e, a fronte di un caso per il quale la applicazione in concreto non poteva ritenersi di per sé esclusa, non poteva omettersi del tutto la risposta. Va quindi disposto il rinvio al giudice di appello perché proceda all’esame della richiesta di assoluzione per particolare tenuità del fatto.
Il terzo motivo, invece, per la cui decisione permane l’interesse pur a fronte dell’accoglimento del primo, è infondato poiché vi era stata una motivazione della Corte di Appello al fine del diniego e il merito della scelta non può essere sindacato in sede di legittimità.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla mancata valutazione dell’applicazione dell’articolo 131 bis cod. pen. e rinvia per nuovo giudizio sul punto ad altra sezione della Corte d’appello di Bologna.

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1 Commento

  1. Io sono stato vittima di uno scherzo da codice penale. Avevo la targa alterata dall’applicazione di una striscia di nastro adesivo e circolavo senza essermi accorto di nulla.Ovviamente è giunto il momento in cui ho dovuto rendere conto dell’alterazione. L’essere cascato dalle nuvole non ha convinto i militari e mi sono ritrovato nei pasticci. Ho presentato ricorso all’A.G. ed attendo l’esito, ma su questo caso qual è il Vs/ pensiero ? Grazie.

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