Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione anticipata, come funziona la quota 100

16 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2018



Che cos’è la pensione quota 100 e chi ne ha diritto: requisiti, vantaggi e svantaggi, data di uscita dal lavoro.

Sono molte le proposte, in materia di uscita agevolata e flessibile dal lavoro, che riguardano la cosiddetta pensione quota 100: questa nuova tipologia di pensione, che con tutta probabilità entrerà in vigore assieme alla prossima legge di bilancio, dovrebbe dare, in pratica, la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100. La quota 100 è sicuramente conveniente per chi possiede diversi anni di contributi, mentre non è risolutiva per chi di anni di contribuzione ne possiede pochi: affiancherebbe, in ogni caso, la pensione di vecchiaia, quindi per coloro che possiedono, ad esempio, 20 anni di contributi, non ci sarebbe alcun rischio di doversi pensionare ad 80 anni (in quanto per arrivare alla quota 100 con 20 anni di contributi sarebbe necessario un minimo di 80 anni di età). Chi possiede molti anni di contributi potrebbe invece continuare a utilizzare la pensione anticipata, che al 2020 dovrebbe poter essere raggiungibile per tutti, in base a quanto reso noto sinora, con 42 anni di contributi (ad oggi si può raggiungere con 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, dal 2019 il requisito aumenta di 5 mesi). Ma procediamo per ordine e vediamo nel dettaglio, in merito alla pensione anticipata, come funziona la quota 100.

Come si calcola la quota 100

La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti: non si tratta di una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota dovrà indicare 63,5;
  • potrà ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Tuttavia, in base a quanto descritto nella nota di aggiornamento al Def, per pensionarsi con la quota 100 è stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Età e anni di contributi minimi per la quota 100

La pensione anticipata quota 100 potrà essere ottenuta con un’età minima di 62 anni ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni ed i contributi non risulteranno almeno pari a 38 anni. Per chi ha 63 anni, dunque, la quota diventa 101, in quanto resta fermo il requisito contributivo dei 38 anni, per chi ne ha 64 102, per chi ne ha 65 103, e così via…

Altre proposte invece fissavano l’età minima a 64 anni ed la contribuzione minima a 36 anni, ma sono state scartate.

Pensione quota 100 con cumulo dei contributi

La pensione anticipata quota 100, che consentirà l’uscita dal lavoro nel caso in cui la quota, cioè la somma di età e contribuzione, sia almeno pari a 100, sembrerebbe avere parecchie limitazioni. In base a quanto emerge dalla nota di aggiornamento al Def  (Documento di economia e finanza), innanzitutto, non sarà sufficiente raggiungere la quota 100, per ottenere la pensione, ma sarà necessario anche aver maturato 38 anni di contributi ed aver compiuto 62 anni. Nulla di certo si sa sull’applicazione di eventuali penalizzazioni sul trattamento di pensione, che nella nota di aggiornamento al Def non sono menzionate. Non si sa, poi, se la quota 100 sarà raggiungibile o meno attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando la contribuzione presente in gestioni previdenziali differenti. La quota 100 con cumulo dei contributi favorirebbe l’uscita dal lavoro di tutti coloro che hanno avuto una carriera discontinua, con versamenti in casse diverse. Nel caso in cui non sia possibile cumulare i contributi per la quota 100, tutti i lavoratori che hanno versamenti in fondi differenti non potrebbero fruire di questo pensionamento agevolato, a meno che non raggiungano, in almeno un fondo, la quota 100 ed un minimo di 38 anni di contributi, non potendo sommare la contribuzione accreditata in altre gestioni. Per saperne di più: Quota 100 con cumulo.

Pensione quota 100 da febbraio

Non si dovrà attendere il mese di aprile, ma la quota 100 partirà da febbraio 2019: è quanto stabilito durante il vertice sulla manovra tenutosi nel pomeriggio a Palazzo Chigi. La nuova misura previdenziale, come già specificato nella nota di aggiornamento al Def, consente di andare in pensione una volta raggiunta una quota (somma di età contribuzione) almeno pari a 100, con un’età minima di 62 anni, e purché si possiedano almeno 38 anni di contributi. Quota 100 quindi permetterà di ritirarsi dal lavoro con circa 5 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, per la quale nel 2019 l’età pensionabile sarà aumentata a 67 anni (salvo blocco degli adeguamenti alla speranza di vita). Secondo quanto previsto dall’accordo raggiunto dopo il vertice, la pensione quota 100 da febbraio sarà destinata, potenzialmente, a tutti i lavoratori, e non ci saranno penalizzazioni sull’assegno. Per approfondire: Quota 100 da febbraio.

Per la pensione quota 100 saranno previste le finestre?

La pensione quota 100 inizierà ad essere corrisposta da febbraio. Negli scorsi giorni si è parlato della reintroduzione delle finestre, per l’uscita anticipata con quota 100, finalizzate ad evitare l’esodo di massa dei lavoratori. In particolare, sarebbero previste 3 finestre fisse ogni anno, per scaglionare i pensionamenti. In buona sostanza, chi si pensiona con la quota 100 non potrebbe ricevere il trattamento subito, ma dovrebbe attendere un arco di tempo, la finestra appunto, tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione. Nel nostro approfondimento, facciamo il punto della situazione sulla pensione quota 100 con finestre: che cosa sono le finestre, come funzionano le finestre che sono ancora in vigore, come potrebbero funzionare le nuove finestre per la quota 100. Per approfondire: Quota 100 con finestre fisse.

Quota 100 per gli esuberi

Un’altra recente proposta, in merito alla quota 100, prevedeva invece l’accesso alla pensione senza limiti minimi di età e anzianità contributiva, ma riservato soltanto a determinate categorie di lavoratori: si trattava della cosiddetta quota 100 per gli esuberi. La misura sarebbe stata dedicata, prioritariamente, ai lavoratori in esubero, per la precisione ai dipendenti più anziani che rischiano il licenziamento per riduzione del personale, o che sono già stati licenziati.

In base a quanto reso noto sinora, la quota 100 per gli esuberi sarebbe stata sostituita dall’Ape sociale per gli esuberi.

Resteranno in piedi, comunque, l’assegno straordinario,  l’isopensione e l’Ape aziendale, l’anticipo pensionistico volontario pagato dalle aziende.

Non ci saranno, ad ogni modo, penalità per i lavoratori: quanto eventualmente perso, in termini di assegno mensile, a causa dell’uscita dal lavoro prima della maturazione della pensione di vecchiaia dovrebbe essere recuperato grazie a versamenti aggiuntivi dell’azienda, che accrediterebbero, in questo modo, i contributi dovuti sino all’età pensionabile.

La pensione quota 100 è soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita?

Non è chiaro se la pensione anticipata quota 100 sarà soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita.

Il Governo vorrebbe bloccare, dal 2019, gli aumenti dei requisiti per la pensione, ma allo stato attuale non si sa se l’intervento verrà realizzato o meno.

La pensione quota 100 conviene più dell’attuale pensione anticipata?

La pensione quota 100, nella generalità dei casi, dal punto di vista dei requisiti prescritti appare più conveniente della pensione anticipata, per la quale attualmente sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dipende, tuttavia, dall’età dell’interessato e dalla carriera personale: per i lavoratori precoci con una carriera continuativa, considerando lo sbarramento dei 62 anni di età, potrebbe risultare più conveniente la pensione anticipata ordinaria.

Con la pensione quota 100 ci sono penalizzazioni?

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 100 e rendere sostenibile questa nuova possibilità, era stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale. Erano state ipotizzate anche penalizzazioni percentuali, per ogni anno mancante all’età pensionabile.

In base a quanto reso noto dal sottosegretario al Lavoro Durigon, e riportato nella nota di aggiornamento al Def, la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Con la quota 100 si può lavorare?

La pensione quota 100, rispetto al quadro attuale, potrebbe cambiare ancora, con la previsione di condizioni più severe per ottenerla: in particolare, oltre ai limiti di età e contribuzione, la quota 100 dovrebbe comportare anche il divieto di lavorare. In pratica, si vorrebbe ripristinare il divieto di cumulo tra lavoro e pensione, divieto abolito, per la maggior parte delle pensioni dirette, dal 2008. Non è ancora chiaro, però, se il divieto di cumulo sarà assoluto, come avviene oggi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, oppure relativo, come avviene per l’assegno ordinario d’invalidità e per alcune pensioni d’inabilità. Non si sa, cioè, se i pensionati che lavoreranno si vedranno soltanto ridurre la pensione, oppure se se la vedranno revocare. Il divieto dovrebbe durare, comunque, sino al compimento dell’età pensionabile, cioè dell’età per la pensione di vecchiaia.

Quali sono le altre proposte per la pensione?

Oltre alla quota 100, sono state ipotizzate altre tipologie di pensioni agevolate; quelle di cui si parla più spesso sono:

  • la pensione quota 41 e 6 mesi (il termine quota qui è usato impropriamente, in quanto indica solo gli anni di contributi): questa pensione attualmente esiste già, ma è riservata ai soli lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate, che la possono raggiungere con 41 anni di contributi; dovrebbe essere estesa in futuro almeno a tutti lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate;
  • la pensione quota 42: si tratta di una riformulazione della quota 41, per la quale sono previsti 42 anni di contributi, che dovrebbe partire dal 2020 e coinvolgere tutti i lavoratori;
  • la proroga dell’opzione donna, con la possibilità, per le lavoratrici, di pensionarsi a 57 o 58 anni di età e 35 anni di contributi; la proroga è stata recentemente confermata dal ministro Di Maio
  • la nona salvaguardia, che darebbe la possibilità, ai cosiddetti lavoratori salvaguardati, di pensionarsi con le regole precedenti alla Legge Fornero.
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47 Commenti

  1. Ho 64 anni con 34 di contributi in italia di cui 28 lavorati come autista internazionale in europa penso di essere nei gravosi e 5 anni contributi in tunisia potro accedere alla pensione quota 100

    1. oh Franco, ooohhh Fffrraanco ! Dlgs 67/11 s.m.i. e Ldb 2016 e 2017 con META’ VITA LAVORATIVA da conduttore di veicoli trasporto + di 9 persone in pensione a 61 a e 7 m.
      tanta felicità tanta forza

  2. E quelli che i contributi non li hanno e non per colpa loro , che fanno? Mia figlia, sposata ad un americano, e’ rimasta vedova a 40 anni, ed tornata in Italia ma gli anni che ha lavorato in USA non contano. Ora lavora ma certo la quota 100 per lei significherebbe lavorare almeno fino oltre i 70 anni. Sempre che possa conservare il lavoro . Mi pare una cavolata , no anzi una trsgedia per milioni di giovani.

  3. Gentile Noemi,
    ad oggi ho 15 anni e 6 mesi di contribuzione presso la Cassa Ingegneri e Architetti più 18 anni e 8 mesi di contribuzione presso INPS come dipendente di Ente Locale oltre a 5 anni riscattati per la Laurea ed 1 per il servizio militare.
    In totale, quindi, ho 40 anni e 2 mesi di contribuzione e 65 anni e 8 mesi di età.
    Potrei usufruire della “quota 100”?
    Grazie.

  4. 63 anni e 38 di contributi, andrò in pensione con il sistema misto dal 1996, perdendo quindi 20 anni di contributi calcolati con il retributivo (in servizio dal 01/09/1976), è legale?
    Se non volessi andare in pensione qualìè l’età per andarci con il retributivo fino al 2010?grazie

    1. salve piuttosto di fare i conti adesso e come prima ,perché non esistono controlli seri e serrati sulle aziende in modo che chi come me dopo anni di duro lavoro subisce cambiamenti repentini di contratto e par-time quando in verità si svolgono 10 ore al giorno di duro lavoro al posto di ricevere i super contributi per notti ecc. come si fa a fare fatturato con operai par time?sono taciti accordi? e un italia che consente gli abusi?

  5. buongiorno,
    ho 47 anni di contributi e 64 anni di età, pubblico impiego; avendo raggiunto ampiamente i requisiti, su base volontaria ho scelto di lavorare fino a 65 anni (forzatamente il 1° dicembre del 2019 verrò collocato a riposo). Mi è parso di leggere in qualche articolo che la quota cento rimetterebbe in discussione le quote contributive/retributive: la quota 100 mi danneggerebbe sotto l’aspetto dell’assegno pensionistico? rischio di veder decurtato il mio assegno?
    Grazie

  6. Se fanno la quota 100 non devono mettere limiti minimi di età sennò che c…. serve la quota 100 ??!?!?! Se uno a 40 anni di contributi e 60 di età perchè deve aspettare ancora 2 anni ?? La matematica non è un’opinione !!! 40+60 fa 100 !!! Quindi la quota 100 deve essere 100 e basta !!! Maledetti !!!

  7. scusate effettivamente non ci capisco più nulla io ho 55 anni di età e 39 di contributi, ma non posso andare con la vecchia legge? così con quota 100 lavorerei un paio di anni in più dove sta la convenienza?

  8. buongiorno, ho 57 anni con 42 anni di contributi, ho iniziato la vita lavorativa che ero giovanissimo….
    ma quando cavolo vado in pensione??
    quota 100 mi sembra di capire che io non possa usufruirne…
    buona vita a tutti..

  9. Buongiorno
    io ho 54 anni e 37 di contributi effettivi, (sito INPS), in teoria tra 4 anni e mezzo raggiungerei quota 100, (58 anni e sei mesi di età e 41 anni e sei mesi di contributi), potrei sperare di andare in pensione?
    Se la risposta è no, mi dite a che serve quota 100? a questo punto lavoro altri due anni, (meno, un anno e 9 mesi) e vado in pensione con gli oramai 43 e 3 mesi quando di anni ne avrò 60, senza averne 62! Come sempre in Italia le Leggi sono fatte x i pochi….

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