Diritto e Fisco | Editoriale

Sono italiano: posso lavorare in Svizzera?

1 marzo 2018 | Autore:


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Quale permesso serve per lavorare in Svizzera? Vediamo quali sono i permessi principali, come ottenerli e perché l’accordo sulla libera circolazione delle persone favorisce i cittadini italiani.

I nostri vicini d’oltralpe sono una meta sempre più ambita dai lavoratori d’Italia e di tutta Europa.  Si pensi soltanto a questo dato: la Svizzera è uno dei Paesi al mondo con la più alta proporzione di stranieri, oltre due milioni, cioè circa un quarto della popolazione totale.

Grazie all’ottima vivibilità e all’occupazione che offre questo Paese, sempre più persone si chiedono come lavorare in Svizzera. Quindi, se anche tu ti stai domandando: «sono italiano, posso lavorare in Svizzera?», questo è l’articolo che fa per te.

Lavorare in Svizzera: chi può farlo?

La Svizzera applica nei confronti dei cittadini stranieri che vogliono lavorare sul proprio suolo un doppio binario: da un lato, ci sono i cittadini degli Stati dell’Unione Europea e dell’Associazione europea di libero scambio (Aels, ossia: Norvegia, Islanda e Lichtenstein), i quali sono agevolati dall’accordo sulla libera circolazione delle persone; dall’altro, si trovano i cittadini di tutti gli altri Paesi, cioè dei cosiddetti Stati terzi, che sono soggetti a condizioni decisamente più restrittive. Prima di poter entrare nel paese elvetico, infatti, questi ultimi devono avere un contratto e un permesso di lavoro, al contrario di quanto accade per i cittadini dell’Unione e dell’Aels.

In breve, questo significa che mentre un cittadino dell’Unione Europea (si ricordi che la cittadinanza UE spetta di diritto a tutti i cittadini di uno Stato membro dell’Unione e, quindi, anche agli italiani) può soggiornare liberamente in Svizzera (anche se solo per tre mesi, prorogabili una sola volta) anche senza avere un lavoro, questa regola non si applica a chi cittadino dell’Unione non è.

Premesso che il rilascio dei permessi è di competenza dei cantoni, vediamo più nel dettaglio di rispondere alla domanda: «Sono italiano: posso lavorare in Svizzera?».

Lavorare in Svizzera: quali sono i permessi di lavoro?

Se ti stai chiedendo «sono italiano: posso lavorare in Svizzera?», devi sapere che i permessi di soggiorno per i cittadini dell’Unione Europea e dell’Aels (e, quindi, anche per i cittadini italiani) sono suddivisi in varie categorie. Ogni categoria è contrassegnata da una lettera dell’alfabeto. Vediamo quali sono.

Permesso di dimora temporanea: come ottenerlo?

Innanzitutto, il primo permesso di lavoro in Svizzera che qui rileva è quello la cui durata dipende dalla durata del contratto di lavoro: solitamente, si va dai tre ai dodici mesi. Il permesso è anche denominato permesso L  ed è rilasciato a persone che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, più breve di un anno, ma anche a quanti si recano in Svizzera per altri motivi, ad esempio per ragioni di studio.

Anche chi cerca attivamente un posto di lavoro in Svizzera riceve dopo tre mesi un permesso di questo genere, valido per un massimo di dodici mesi. È possibile cambiare liberamente lavoro e luogo di residenza.

Il permesso di lavoro di cui parliamo è destinato ai cittadini dell’Unione Europea o dell’Aels e, quindi, anche agli italiani; essi possono soggiornare per tre mesi in Svizzera senza permesso per cercare lavoro. L’unico obbligo è quello di annunciare la loro presenza presso gli uffici competenti. Se l’attività lavorativa dura più a lungo di quanto previsto, i lavoratori devono dichiararsi presso il comune di residenza e chiedere un nuovo permesso di soggiorno.

I cittadini degli stati dell’Unione Europea e dell’Aels che soggiornano in Svizzera per più di tre mesi o che intendono lavorarci, devono annunciarsi presso il comune di residenza entro quattordici giorni dal loro arrivo. La registrazione deve essere fatta prima di iniziare a lavorare.

I cittadini dei vecchi Stati dell’Ue (per l’elenco di questi Paesi, vedi paragrafi successivi) e dell’Aels che svolgono per meno di tre mesi un lavoro indipendente in Svizzera o sono ingaggiati da un’azienda con sede negli stessi Stati per incarichi lavorativi inferiori ai novanta giorni in Svizzera, non hanno bisogno di un permesso. C’è però l’obbligo di annunciarsi; la registrazione può essere fatta anche online, ma deve in ogni caso avvenire prima dell’inizio del lavoro.

In alcuni casi anche i cittadini degli altri stati dell’Unione Europea possono beneficiare di questa regolamentazione. Anche cittadini di stati terzi possono essere impiegati in Svizzera senza permesso per incarichi di breve durata, purché da almeno un anno siano integrati nel mercato del lavoro europeo.

Permesso di dimora: come ottenerlo?

Sempre per i cittadini dell’Unione Europea e dell’Associazione europea di libero scambio è previsto il permesso di dimora (cosiddetto permesso B), destinato nello specifico a persone che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato o della durata minima pari a dodici mesi. Il permesso ha una validità di cinque anni, prorogabile di altri cinque se i presupposti continuano a essere rispettati. La proroga può essere limitata a un anno se la persona è stata disoccupata per oltre dodici mesi.

Anche le persone che si trasferiscono in Svizzera senza esercitarvi un’attività lavorativa possono ottenere un permesso di dimora se hanno mezzi sufficienti al proprio sostentamento. Questo tipo di permesso, infatti, è adatto anche a chi semplicemente soggiorna senza esercitare un’attività lucrativa, avendo a disposizione una rendita oppure una cospicua pensione.

Le persone che vogliono intraprendere un’attività lucrativa indipendente ottengono un permesso di dimora di cinque anni purché dimostrino la loro effettiva indipendenza. Con il permesso di dimora è possibile cambiare liberamente lavoro e luogo di residenza.

Permesso di domicilio: come ottenerlo?

La legislazione elvetica consente di ottenere un permesso di domicilio di durata indeterminata dopo cinque anni di dimora ininterrotta in Svizzera. Il permesso C (così denominato) è appannaggio, però, soltanto dei cittadini degli Stati dell’Aels e dei quindici vecchi stati dell’Unione Europea.

Per “vecchi Stati dell’Ue” si intendono le quindici nazioni che hanno aderito all’Unione Europea (allora Comunità) prima della massiccia adesione avutasi nel 2004. Di conseguenza, il permesso di domicilio spetta ai cittadini dei seguenti Stati Membri: Italia, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Irlanda, Regno Unito, Grecia, Portogallo, Spagna, Austria, Finlandia e Svezia.

I cittadini degli altri Stati dell’Unione Europea, invece, ricevono il permesso di domicilio dopo dieci anni di dimora. È possibile cambiare liberamente lavoro e luogo di residenza.

Il titolare del permesso C è equiparato ad un cittadino svizzero ad eccezione del diritto di voto e di eleggibilità e dell’assolvimento del servizio militare. È, tra l’altro, il permesso di molti stranieri che sono nati e cresciuti in Svizzera ma che non hanno mai chiesto la naturalizzazione.

Permesso per frontalieri: come ottenerlo?

I cittadini dell’Unione Europea e dell’Aels che non hanno la residenza in Svizzera e che, tuttavia, lavorano in terra elvetica possono ottenere uno speciale permesso (contraddistinto dalla lettera G). Anche i cittadini di Stati terzi possono ricevere un permesso G, purché posseggano un permesso di soggiorno illimitato in un Paese confinante con la Svizzera e il loro domicilio si trova nella regione di frontiera di quel paese. Tutti i frontalieri devono rientrare al loro domicilio almeno una volta alla settimana.

Lavorare in Svizzera: come ottenere un permesso di lavoro se cittadino di Stato terzo?

Abbiamo quindi risposto alla domanda «sono italiano: posso lavorare in Svizzera?». Per completezza, bisogna concludere spendendo due parole sulle altre situazioni.

Per i cittadini dei cosiddetti Stati terzi, cioè degli Stati che non appartengono né all’Unione Europea né Associazione europea di libero scambio, l’accesso al mercato del lavoro svizzero è senz’altro più arduo. Come anticipato, infatti, prima di potersi recare in Svizzera devono avere un lavoro garantito e un permesso di lavoro.

Trovare un lavoro, in Svizzera, non è così semplice, soprattutto se si è cittadini di Stati terzi. Infatti, la legislazione elvetica dà la precedenza ai lavoratori nazionali (cioè, svizzeri) e, in subordine, a quelli dei Paesi dell’Unione Europea e dell’Aels. Il datore di lavoro deve fornire una vera e propria prova di aver cercato dipendenti sul mercato del lavoro svizzero ed europeo.

A ciò si aggiunge il fatto che il numero di permessi di lavoro per gli stati terzi è limitato (cosiddetto sistema dei contingenti).

I permessi di soggiorno per i cittadini di stati terzi sono suddivisi in varie categorie, analoghe a quelle già esaminate per i cittadini dell’Unione.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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