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Lo sai che? Assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità 2018

Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2018

Comunicati dall’Inps gli importi 2018 dell’assegno per il nucleo familiare e dell’assegno di maternità concessi dai Comuni.

L’Inps, con una circolare appena pubblicata [1], ha reso noti gli importi dell’assegno per il nucleo familiare e dell’assegno di maternità riconosciuti dai Comuni, per l’anno 2018.

Le prestazioni sono aumentate rispetto all’anno 2017, in quanto la variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è risultata positiva, pari all’1,1%: di conseguenza, i valori nel 2018 sono stati incrementati del medesimo importo.

Vediamo ora a quanto ammontano l’assegno per il nucleo familiare e l’assegno di maternità 2018 e chi ne ha diritto.

Importi assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità 2018

Per il 2018, gli importi delle prestazioni riconosciute dal comune ammontano a:

  • 142,85 euro al mese, per 13 mensilità, per l’assegno per il nucleo familiare concesso dai Comuni; il valore dell’Isee (l’indicatore che “misura la ricchezza” della famiglia) necessario per ottenere la prestazione integrale è pari a 6.793,06 euro, mentre è pari a 8.650,11 euro il valore entro cui si può ottenere la prestazione in misura parziale;
  • 713,1 euro per l’assegno di maternità riconosciuto dai Comuni (pari a 342,62 euro per 5 mesi); il valore dell’Isee per ottenere la prestazione è pari a 17.141,45 euro.

Assegno di maternità dei comuni

Ricordiamo che l’assegno di maternità concesso dai comuni è una prestazione che spetta per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento: l’assegno è erogato dall’Inps, e spetta anche in assenza di contribuzione versata da parte del genitore richiedente, poiché è un trattamento di assistenza. Proprio per questo è richiesta una determinata soglia Isee, superata la quale non si ha più diritto alla prestazione.

L’assegno spetta alle cittadine italiane, europee ed extracomunitarie, purché in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e residenti in Italia.

L’assegno viene pagato direttamente dall’Inps e spetta:

  • alle donne non occupate;
  • alle donne occupate non aventi diritto a trattamenti economici di maternità;
  • alle donne occupate aventi diritto a trattamenti economici di maternità di importo inferiore a quello dell’assegno; in questo caso, l’assegno spetta per l’importo differenziale.

L’assegno di maternità non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali e viene pagato dall’Inps in unica soluzione con cadenza mensile, non oltre 45 giorni dalla data di ricezione dei dati trasmessi dai comuni.

La domanda di assegno di maternità deve essere presentata al comune di residenza entro:

  • 6 mesi dalla nascita del bambino;
  • 6 mesi dall’effettivo ingresso del minore in famiglia, nel caso di adozione o affidamento.

Assegno per il nucleo familiare

L’assegno per il nucleo familiare (da non confondere con l’assegno al nucleo familiare, o Anf, che è una prestazione riconosciuta dall’Inps e a carico dell’istituto stesso per i lavoratori dipendenti ed assimilati, e per coloro he percepiscono l’indennità di disoccupazione, se il nucleo familiare presenta determinati requisiti, quali componenti minori o inabili) è una prestazione concessa dai comuni e erogata dall’Inps, per le famiglie che hanno figli minori e che dispongono di patrimoni e redditi limitati.

In particolare, l’assegno spetta ai nuclei familiari composti almeno da un genitore e tre figli minori, con risorse patrimoniali e reddituali non superiori alla soglia Isee stabilita ogni anno (per il 2018, come abbiamo visto, pari a 8.650,11 euro).

I tre minori possono essere figli anche del solo richiedente o del solo coniuge, oppure in affido preadottivo; è necessario, però, che nessuno dei tre figli minori risulti in affidamento presso terzi.

La domanda di assegno deve essere presentata al Comune di residenza entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per cui è richiesto l’assegno (così l’assegno per il 2017 può essere richiesto entro il 31 gennaio 2018), facendo riferimento ai requisiti posseduti alla data del 31 dicembre immediatamente precedente. La domanda deve essere accompagnata da una Dsu valida(in pratica, dalla dichiarazione Isee).

Una volta accertata la sussistenza di tutti i requisiti, il Comune dispone il mandato di pagamento all’Inps, che provvede a liquidare l’assegno con cadenza semestrale posticipata (entro il 15 luglio e il 15 gennaio).

Il diritto all’assegno si perde:

  • dal 1° gennaio dell’anno in cui è eventualmente superata la soglia Isee;
  • dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si verifica una variazione della composizione del nucleo, tale da determinare una situazione che non rispecchia più i requisiti richiesti.

La prestazione è cumulabile con qualsiasi altro trattamento di famiglia e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali.

note

[1] Inps Circ. 35/2018.


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