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Buoni fruttiferi postali: conviene ritirarli subito?

3 Marzo 2018


Buoni fruttiferi postali: conviene ritirarli subito?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Marzo 2018



Sono in possesso di un BFP cartaceo emesso vent’anni fa e cointestato a me ed a mia madre con P.F.R. Su laleggepertutti.it. all’articolo del 22/10/17, in merito al rimborso in caso di decesso di uno degli intestatari, si legge: “Il punto è molto discusso ma la giurisprudenza sembra essersi schierata dalla parte del cittadino”. Volendo evitare problemi di successione mi conviene attendere la scadenza (dieci anni) e rischiare atteggiamenti illegittimi da parte delle Poste o ritirare subito i soldi prima che mia madre muoia?

Come può leggersi nell’articolo citato dal lettore, la clausola di pari facoltà di rimborso conferisce a quest’ultimo il diritto di riscuotere il titolo a prescindere dal consenso del cointestatario. Questo significa che il lettore:

  1. può esercitare questa facoltà in qualsiasi momento;
  2. potrebbe prelevare anche l’intera somma, non obbligatoriamente la metà.

Considerata la legge e gli orientamenti prevalenti della giurisprudenza (citati nell’articolo di riferimento e a cui si aggiungono due sentenze del Tribunale di Romadel 26 febbraio e del 27 maggio 2016), il lettore non dovrebbe avere problemi a riscuotere il titolo. Nel caso, poi, in cui uno degli sportelli dovesse chiedere di aprire la successione, questi potrebbe obiettare che la procedura è illegittima, oppure recarsi ad altro sportello.

Si riporta una recentissima sentenza della Corte di Appello di Milano, secondo cui «ai buoni fruttiferi postali con clausola di pari facoltà di rimborso emessi antecedentemente all’entrata in vigore del D.M.19.12.2000 debba applicarsi la disciplina contenuta nel D.P.R. n. 156/1973 e nell’art. 208 del regolamentodi esecuzione del 1989. In applicazione della suddetta normativa, dunque, il rimborso del buono fruttifero non è subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione e consente al portatore e cointestatario del titolo, avvalendosi della clausola di pari facoltà di rimborso, di chiedere a vista all’ufficiopostale di emissione il pagamento dell’intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria, anche nell’ipotesi di altro cointestatario del medesimo buono, la quietanza congiuntadegli aventi diritto» (Corte di Appello di Milano, sentenza del 25.10.2017). In poche parole, la clausola opera anche in caso di morte di uno dei cointestatari.

Vero è che più volte si sono registrati atteggiamenti ostruzionistici delle Poste, soprattutto in presenza di dissidi familiari. Se davvero c’è astio con il fratello, il lettore deve considerare l’ipotesi che questi, alla dipartitadella madre, si rechi alle Poste comunicando il decesso e chiedendo di bloccare tutte le operazioni nelle quali la genitrice risulti coinvolta. Si ripete, però, che la clausola Pfr mette al riparo il lettore, anche alla luce della recentissima sentenza del tribunale meneghino.

Considerato l’orientamento prevalente della giurisprudenza, pertanto, questi può attendere che i buoni fruttino ulteriormente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Mariano Acquaviva


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