Diritto e Fisco | Articoli

Recesso contratto locazione prima della scadenza

3 marzo 2018


Recesso contratto locazione prima della scadenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2018



Ad inizio gennaio ho ricevuto una lettera raccomandata della scadenza del contratto d’affitto che scade a fine giugno e che non verrà rinnovato. Mi si invita pertanto a lasciare liberi i locali. Non sarebbe dovuta arrivare almeno 6 mesi prima? Cioè entro fine dicembre 2017? Dovrei lasciare l’appartamento al 30 giugno o ho un tempo in più per procedere nel caso non trovassi un altro appartamento? Sono in affitto da 30 anni nello stesso luogo, pagamenti sempre effettuati regolarmente tramite banca.

Come correttamente affermato dal lettore, il recesso del contratto di locazione ad uso abitativo, se tacitamente rinnovabile per accordo tra le parti, deve essere comunicato almeno sei mesi prima della sua scadenza naturale.

Questo è quanto riferito dall’art.2 della legge 431 del 1998: “Le parti possono stipulare contratti di locazione di durata non inferiore a quattro anni, decorsi i quali i contratti sono rinnovati per un periodo di quattro anni, fatti salvi i casi in cui il locatore intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’articolo 3, ovvero vendere l’immobile alle condizioni e con le modalità di cui al medesimo articolo 3. Alla seconda scadenza del contratto, ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto, comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza”.

Se il locatore non rispetta i suddetti termini previsti dal legislatore per la disdetta, il contratto si rinnova per un periodo di tempo uguale a quello precedente alle stesse condizioni, per cui non sarà possibile per il locatore neanche chiedere un aumento del canone.

Essendo tale dichiarazione di recesso un atto unilaterale recettizio, gli effetti vengono regolati dagli artt. 1334 e 1335 cod, civ. i quali rispettivamente sanciscono che “gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono

destinati” e che “la proposta, l’accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Pertanto, nel caso specifico, l’arco temporale entro cui calcolare i sei mesi si conclude nel momento in cui il lettore ha ricevuto la dichiarazione di recesso da parte del locatore. E così, avendo ricevuto l’atto ad inizio gennaio 2018, il locatore non ha rispettato il termine decadenziale previsto dal legislatore.

Ciò significa che il contratto (che si presume contenga un rinnovo automatico) dovrà intendersi automaticamente rinnovato per lo stesso tempo e alle stesse condizioni previste dal precedente accordo, senza che lo stesso debba essere costretto a rilasciare l’immobile locato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI