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Lo sai che? Riproduzione di una foto di un personaggio famoso

Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2018

Posso utilizzare un disegno che riproduce in modo realistico famose attrici decedute ( Marilyn Monroe, Ingrid Bergman ecc.) a scopo commerciale? In particolare verrebbe messo su di loro un gioiello da pubblicizzare come se fosse messo da loro. Sono un artigiano e si tratta di piccolissime quantità fatte a mano.

Purtroppo la condotta del lettore rischia di costituire un illecito.

La pubblicazione di una foto o di un ritratto rappresentante un personaggio famoso, anche se ormai deceduto, è vietata dalla legge se non c’è stata prima l’autorizzazione dell’interessato o dei suoi eredi. È quindi necessario che chi voglia utilizzare un’immagine riproducente un’altra persona si procuri prima il relativo consenso.

Ai sensi dell’art. 96 della legge sul diritto di autore, infatti, il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa o dei suoi eredi. Per ritratto deve intendersi ogni opera dell’arte figurativa nella quale il soggetto viene riprodotto in modo riconoscibile.

Questo principio è condiviso da tutta la giurisprudenza secondo cui la riproduzione dell’immagine è un diritto riservato al titolare dell’immagine stessa e non viene meno né con la morte di quest’ultimo, né col fatto che l’utilizzo sia limitato a un ristretto ambito territoriale. Con la conseguenza che chi utilizza la fotografia di un personaggio del cinema, della musica, del teatro (a prescindere dal fatto che lo faccia per scopo di lucro o meno), deve sempre pagare i relativi diritti al diretto interessato se ancora in vita o ai suoi eredi.

La Corte Cassazione è unanime nel ritenere che l’immagine fotografica di un personaggio famoso non può essere pubblicata senza il consenso dell’interessato se non ricorre un concreto interesse dell’opinione pubblica (Cass., sent. n. 21172/2006). È, pertanto, illegittima la pubblicazione senza il consenso dell’interessato dell’immagine di un noto attore, tratta da un film altrettanto famoso, allo scopo di pubblicizzare una manifestazione, a nulla rilevando che l’attore abbia ceduto a terzi i diritti di sfruttamento dell’opera cinematografica.

In assenza del consenso dell’interessato la riproduzione dell’immagine è lecita solamente se giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico ricoperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltesi in pubblico, salvo sempre la necessità di evitare pregiudizio all’onore, al decoro, alla reputazione della persona ritratta.

Tanto stabilisce l’art. 97 della legge sul diritto di autore (legge n. 633/1941), il quale prevede delle specifiche deroghe alla regola del consenso del soggetto ritratto, stabilendo che si può legittimamente prescindere dallo stesso, quando la pubblicazione dell’immagine è giustificata:

– dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto della persona ritratta;

– quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in

pubblico;

– necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali.

Il motivo di esclusione non sussiste ove lo scopo di un filmato sia promozionale o pubblicità.

Inoltre, sempre in mancanza del consenso dell’interessato, l’utilizzazione dell’immagine di persona famosa, effettuata a fini di lucro, costituisce lesione del diritto esclusivo sul proprio ritratto.

In sintesi, quindi, la riproduzione a fini commerciali dell’immagine altrui è illecita. Nel caso specifico, lo scopo di lucro è evidente, in quanto il lettore intende pubblicizzare la sua attività mediante l’utilizzo dell’immagine di personaggi famosi. La riproduzione dell’immagine del soggetto famoso è lecita esclusivamente quando la sua diffusione intenda soddisfare l’interesse pubblico all’ informazione o alla conoscenza della sua immagine e non certo quando sia finalizzata all’esclusivo o prevalente scopo della commercializzazione della stessa.

Si pensi soltanto che la giurisprudenza ha condannato anche l’utilizzo, nell’ambito di una campagna pubblicitaria, dell’immagine di un sosia di un personaggio famoso, in quanto quest’ultimo subirebbe una lesione del proprio diritto all’immagine in conseguenza della pubblicazione di fotografie dei suoi sosia, qualora queste siano realizzate con modalità tali da ingenerare in un lettore di media avvedutezza l’erroneo convincimento che la persona effigiata sia il personaggio in questione e non il sosia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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