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Licenziamento per giustificato motivo della segretaria

9 marzo 2018


Licenziamento per giustificato motivo della segretaria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2018



Nella nostra associazione vengono a mancare 650 euro al mese. Si può licenziare per giusta causa la segretaria?

Nel caso specifico, ricorrendone i presupposti, si potrebbe licenziare la segretaria per giustificato motivo oggettivo.

Nella fattispecie, il giustificato motivo oggettivo consisterebbe nell’eccessiva onerosità sopravvenuta.

La disciplina del licenziamento per giustificato motivo è contenuta nella legge n. 604 del 15 luglio 1966 la quale all’articolo 3 prevede che “il licenziamento per giustificato motivo con preavviso è determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.

Pertanto, laddove ricorrano i presupposti decantati dall’articolo appena citato, il datore di lavoro potrà agire per ridurre i costi del personale.

Come conferma la giurisprudenza, “il licenziamento per giustificato motivo oggettivo comprende anche l’ipotesi di un riassetto organizzativo dell’azienda attuato al fine di una più economica gestione di essa e deciso dall’imprenditore, non pretestuosamente e non semplicemente per un incremento di profitto, bensì per far fronte a sfavorevoli situazioni — non meramente contingenti — influenti in modo decisivo sulla normale attività produttiva, ovvero per sostenere notevoli spese di carattere straordinario, senza che sia rilevante la modestia del risparmio in rapporto al bilancio aziendale, in quanto, una volta accertata l’effettiva necessità della contrazione dei costi, in un determinato settore di lavoro, ogni risparmio che sia in esso attuabile si rivela in diretta connessione con tale necessità e quindi da questa oggettivamente giustificato” (Cassazione civile, sez. lav., 24/02/2012, n. 2874).

Sempre secondo la giurisprudenza della Suprema Corte (Corte di Cassazione del 4.11.04 n. 21121, seguita da altre conformi), nel concetto di giustificato motivo oggettivo di licenziamento determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva rientra la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il dipendente licenziato, senza che sia necessario che vengano soppresse tutte le mansioni in precedenza attribuite al lavoratore licenziato, ben potendo le stesse essere anche solo diversamente ripartite.

Pertanto, l’onere del datore di lavoro è quello di dimostrare l’effettiva crisi che sta subendo l’associazione, documentando l’uscita dalla compagine dei due dottori, le spese di gestione comparate alle spese da sostenere per la segretaria, così da comprovare i costi oltremodo eccessivi che quel rapporto di lavoro subordinato comporta.

C’è da precisare come solo la completa soppressione di una determinata posizione lavorativa può consentire di mandare a casa il dipendente ad essa adibito. Diversamente, in caso di assunzione di nuova segretaria, si rischierebbe l’impugnazione del provvedimento licenziatorio da parte della ex lavoratrice.

Una volta provata l’effettiva necessità di contenimento dei costi del personale dovuta all’accertato decremento del numero di associati, sarà difficile per la segretaria trovare un appiglio giuridico su cui fondare un eventuale ricorso.

Ad ogni modo, trattandosi di associazione no profit, non sarebbe applicabile la tutela reale dell’art.18 con la conseguenza che in caso di licenziamento ingiustificato, la compagine sarebbe assoggettata alla sola tutela obbligatoria consistente nella possibilità del datore di lavoro di scegliere se riassumere l’ex dipendente o se predisporre un’indennità stabilita dalla legge.

I tre requisiti per usufruire di questa deroga sono: la non imprenditorialità dell’attività, l’assenza dello scopo di lucro e la natura di tendenza dell’attività svolta.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Salvatore Cirilla

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