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Prestito tra familiari: come restituire i soldi?

10 Marzo 2018


Prestito tra familiari: come restituire i soldi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2018



Ho comprato una macchina due anni fa, ma in realtà l’ha pagata mia moglie. Adesso che ho disponibilità economica volevo restituirle i soldi per un totale di 19mila euro. Come posso restituire i soldi senza incorrere in problemi e controlli vari?

Il Decreto Legislativo n. 385/1993 punisce chiunque svolga in maniera abusiva un’attività finanziaria, sottolineando che, qualora venga esercitata un’attività del genere, è necessario che sia svolta nei confronti del pubblico. Il prestito tra privati, pertanto, è consentito dalla legge quando si tratta di erogazioni di denaro occasionali, non rivolte nei confronti di un numero non determinato di persone.

Nonostante, nel caso specifico, si parli di prestito tra familiari è sempre preferibile formalizzare il rapporto giuridico attraverso un’apposita scrittura privata, ossia una scrittura privata con data certa. Inoltre, è fondamentale indicare nella causale del bonifico la natura del prestito.

Il Redditometro è lo strumento attraverso il quale il Fisco italiano accerta il reddito complessivo del contribuente, basandosi sulla capacità di spesa dello stesso. Ad esempio, in caso di prestito tra familiari, qualora l’erogazione di denaro superasse del 20% il reddito del contribuente l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere la provenienza delle somme, sospettando una movimentazione in nero, che porterebbe ad un accertamento fiscale, ad un ricalcolo delle somme dovute a titolo di Irpef e, di conseguenza, delle sanzioni.

Per questa ragione è necessario cautelarsi con la precisa indicazione della causale sul bonifico, erogante la somma alla moglie del lettore, e sottoscrivendo la predetta scrittura privata, da conservare in duplice copia.

Tali cautele consentirebbero, in caso di eventuale richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate, di indicare l’esatta provenienza del denaro dato a mutuo, il tipo di rapporto giuridico che esiste tra le parti, le modalità di rimborso ed ogni altra informazione utile ai fini fiscali.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

In tema di efficacia della scrittura privata nei confronti dei terzi, se la scrittura privata non autenticata forma un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro, la data risultante da quest’ultimo deve ritenersi data certa della scrittura, perché la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. Grava sulla parte che contesti la certezza della data di provare la redazione del contenuto della scrittura in un momento diverso; a tal fine basta la prova contraria non occorrendo far ricorso alla querela di falso.” Cass. civ. Sez. I Sent., 14/06/2007, n. 13912.

In tema di efficacia probatoria della scrittura privata nei confronti dei terzi, l’apposizione del timbro postale su una scrittura privata formata in foglio unico rappresenta circostanza idonea a rendere la data ivi riportata data certa in quanto la timbratura deve ritenersi equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato spedito nella data ivi indicata.” Cass. civ. Sez. I, 28/05/2012, n. 8438.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente:

– il denaro ricevuto a titolo di prestito da parte della moglie del lettore può essere restituito con uno o più bonifici bancari indicanti come causale “restituzione prestito infruttifero per mia moglie (nome e cognome)”.

– È importante predisporre una scrittura privata, con data certa, che specifichi la natura del prestito e la modalità di restituzione da conservare in duplice copia e da esibire, eventualmente, a titolo di prova.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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