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Lo sai che? Multe: per salvare un animale si può violare il codice della strada?

Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2018

Si può annullare la multa per eccesso di velocità o passaggio col rosso al semaforo se si trasporta dal veterinario un cane o un gatto in fin di vita?  

Per la legge, la vita degli uomini resta ancora più importante di quella degli animali. Tanto è vero che le sanzioni per chi uccide un cane o un gatto, anche per crudeltà e per il semplice gusto di farlo, sono inferiori rispetto a quelle previste per chi commette omicidio. Ma non c’è bisogno di scomodare la morte per capire che la legge mette su un piano diverso gli animali e gli uomini: basta vedere cosa succede al volante di un’auto in caso di corsa all’ospedale. Se l’urgenza riguarda un uomo, allora è consentito violare il codice della strada; se invece nell’auto c’è un animale gravemente ferito – per quanto caro possa essere al padrone – la fuga all’ambulatorio del veterinario non salva dalle eventuali multe. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Secondo la Corte, in buona sostanza, per salvare un animale non si può violare il codice della strada. Ecco cosa è stato detto nella pronuncia in commento.

Chi prende una multa può sempre giustificarsi sostenendo di essersi trovato in una situazione di urgenza e necessità. In tal caso, anche se l’infrazione è accertata, la contravvenzione non va pagata. Il tipico caso è quello di chi sta scappando in ospedale o a casa di un parente che si è sentito male o in farmacia per acquistare un farmaco salvavita. La giurisprudenza infatti estende alle violazioni amministrative le stesse regole del codice penale previste per i reati, regole che garantiscono la non punibilità nel caso in cui la condotta illecita sia stata commessa per stato di necessità. La necessità non è certo quella di chi è in ritardo per prendere l’aereo e lancia l’auto a tutto gas sulla strada statale, ma è quella di chi si trova in un grave pericolo per la vita propria o altrui, pericolo non determinato volontariamente e che non consente altra soluzione se non la corsa in auto. Anche la forza maggiore consente di annullare la multa: si pensi a un’auto che si blocca in seconda fila e non riesce più a partire. Leggi a riguardo Ecco le multe che si possono evitare di pagare.

Vediamo a questo punto se, nel momento in cui si parla di stato di necessità e quindi dell’esigenza di tutelare la vita altrui, nel calderone delle ipotesi finisce anche il caso di salvare un animale: che succede a chi prende una multa con un cane agonizzante in auto? La Corte, a riguardo, è categorica: neanche il veterinario può giustificare la violazione delle regole sulla prudenza e sulla sicurezza stradale con l’esigenza di arrivare in fretta per salvare un gatto, un cane, un criceto, ecc. Quindi non ci sono giustificazioni per l’eccesso di velocità, per il passaggio col semaforo rosso, per l’omessa precedenza all’incrocio o per chi non si ferma allo stop. Chi finisce, ad esempio, nella foto dell’autovelox deve pagare la multa anche se dimostra che stava portando un animale in fin di vita dal medico.

La costante giurisprudenza della Cassazione afferma che l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative (multe) derivante da «stato di necessità» richiede una situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, oppure l’erroneo convincimento di trovarsi in tale situazione (ad es. chi crede di avere un infarto e scappa all’ospedale, mentre si tratta di semplici fibrillazioni). Dice la Corte che, in tema di infrazioni amministrative, lo stato di necessità – ritenuto dalla legge [2] causa di esclusione della responsabilità – scatta solo in presenza di tutti gli elementi previsti dal codice penale incluso il «pericolo attuale di un danno grave alla persona». Infine, in una fattispecie del tutto analoga, la Cassazione ha ritenuto che lo stato di necessità non è invocabile quando la situazione di pericolo riguardi gli animali [3]; nel caso di specie, i giudici hanno confermato la sentenza che, a seguito dell’irrogazione della multa per eccesso di velocità, aveva escluso lo stato di necessità in relazione al trasporto d’urgenza, presso un veterinario, di un gatto gravemente ferito e raccolto poco prima.

Anche il veterinario non può violare il codice della strada visto che il dovere deontologico di prestare le cure richieste non lo autorizza a violare le norme sulla circolazione stradale.

In verità ci sono anche precedenti di segno contrario. La stessa Cassazione, circa 10 anni fa, ha detto che [4] è consentito uccidere una volpe che, introdottosi nel proprio terreno, fa razzia di animali da cortile e minaccia di aggredire un familiare. Vi è infatti lo stato di necessità. Nel concetto di «necessità», che esclude la configurabilità del reato, è compreso non solo lo «stato di necessità» vero e proprio previsto dal codice penale, ma anche ogni altra situazione che induca alla uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni quando tale danno è inevitabile. Quindi, secondo tale principio, la tutela degli animali – considerati come beni patrimoniali – consente di agire in violazione sia delle norme del codice penale che di quelle del codice della strada. Invece, la Cassazione oggi sposa la tesi opposta: lo stato di necessità sussiste solo qualora l’agente è rivolto a salvare se stesso o altri da un danno grave alla persona, non al patrimonio. Per cui mettere a repentaglio la circolazione stradale per salvare un animale non è consentito.

note

[1] Cass. sent. n. 4834/2018.

[2] Art. 4 Legge n. 689/1981

[3] Cass. sent. n. 14515/2009: «In tema di esclusione della responsabilità per violazioni amministrative, affinché ricorra, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 689 del 1981, l’esimente dello stato di necessità, occorre – in conformità a quanto disposto dagli art. 54 e 59 c.p. – che sussista un’effettiva situazione di pericolo imminente di un grave danno alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l’erronea convinzione, provocata da circostanze oggettive, di trovarsi in tale situazione; ne consegue che detta esimente non è invocabile quando la situazione di pericolo riguardi un animale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, a seguito dell’irrogazione della sanzione prevista dal codice della strada per l’eccesso di velocità, aveva escluso l’applicabilità dell’esimente in relazione al trasporto d’urgenza, presso un veterinario, di un gatto gravemente ferito e raccolto poco prima)».

[4] Cass. sent. n. 25526/2009.


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