Diritto e Fisco | Editoriale

Passaggio in giudicato sentenza civile: dopo quanto tempo?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2018



Un’agile guida per comprendere quando una sentenza civile diventi definitiva e non possa più essere impugnata 

Dopo quanto tempo passa in giudicato una sentenza civile? A questa domanda si risponde dicendo che una sentenza civile di primo grado, se ci viene notificata dall’avversario, diventa definitiva e non può più essere impugnata una volta che siano decorsi trenta giorni dalla data della notificazione altrimenti, in mancanza di notificazione, diventa definitiva una volta che siano decorsi sei mesi da quando essa è stata depositata nella cancelleria del giudice che l’ha pronunciata.

Dopo quanto tempo passa in giudicato una sentenza civile che l’avversario ci ha notificato?

Dopo quanto tempo passa in giudicato una sentenza civile di primo grado se il nostro avversario provvede a notificarcela attraverso l’ufficiale giudiziario?

In questo caso la legge [1] stabilisce che la sentenza diventi definitiva (cioè passi in giudicato) nel momento in cui siano decorsi trenta giorni dalla data in cui la sentenza ci è stata notificata senza che sia stato proposto appello contro di essa.

Occorre precisare che la notificazione della sentenza civile di primo grado fa cominciare a decorrere il termine di trenta giorni entro il quale occorre proporre appello (per evitare che la sentenza passi in giudicato e non possa più essere impugnata diventando così definitiva) solamente se essa viene notificata al difensore che ci ha assistiti durante il giudizio [2].

Nei pochi casi in cui il cittadino, invece, può difendersi senza l’obbligo di essere assistito da un legale (ad esempio nei giudizi di opposizione alle cosiddette multe per violazioni al Codice della strada) la sentenza deve essere notificata al cittadino stesso nel luogo in cui ha dichiarato di risiedere o nel domicilio che ha eletto nel ricorso con cui ha avviato il processo.

La sentenza civile di primo grado passa in giudicato dopo trenta giorni da quando viene notificata dall’avversario

Dopo quanto passa in giudicato una sentenza civile se l’avversario non la notifica?

Se il nostro avversario non provvede a notificare la sentenza civile di primo grado al nostro avvocato, oppure a noi direttamente (nel caso in cui ci era consentito difenderci in giudizio da soli senza l’assistenza obbligatoria di un legale), in questo caso la sentenza civile di primo grado passerà in giudicato, cioè diventerà definitiva e non potrà più essere impugnata, una volta che siano decorsi sei mesi dal momento in cui la sentenza stessa è stata pubblicata, cioè depositata nella cancelleria del giudice che l’ha pronunciata [3].

Bisogna aggiungere che il nostro avvocato (o noi personalmente) saremo avvisati dalla cancelleria dell’avvenuto deposito della sentenza: saremo, cioè, obbligatoriamente avvertiti che la sentenza è stata emessa e depositata per cui il nostro avvocato verrà a sapere non solo che la sentenza è stata emessa, ma anche la data a partire dalla quale conteggiare i sei mesi di tempo per proporre appello (nel caso in cui l’avversario non abbia provveduto nel frattempo a notificargli formalmente la sentenza stessa).

La sentenza civile di primo grado passa in giudicato dopo sei mesi dal suo deposito in cancelleria se non ci viene notificata dall’avversario

A chi si applica il passaggio in giudicato della sentenza civile?

La legge [4] chiarisce che ciò che una sentenza passata in giudicato ha deciso fa stato ad ogni effetto (cioè si applica) tra le parti coinvolte nella causa ed anche nei confronti dei loro eredi o aventi causa (avente causa è, ad esempio, chi ha acquistato la cosa oggetto del processo e sulla quale la sentenza ha deciso).

Occorre aggiungere che:

  • se nel corso del processo si trasferisce per atto tra vivi (ad esempio con un atto di vendita) il diritto intorno al quale è in corso la causa, il processo proseguirà tra le parti originarie, ma la sentenza produrrà i suoi effetti anche nei confronti di chi durante il processo acquistò il diritto su cui il processo era in corso: l’acquirente potrà però impugnare la sentenza e per farlo dovrà evitare che essa passi in giudicato (cioè dovrà impugnare la sentenza entro i termini indicati nei precedenti paragrafi);
  • se, invece, nel corso del processo muore una delle parti ed il diritto intorno al quale è in corso la causa viene quindi trasferito per successione ereditaria, la causa è proseguita dall’erede universale o nei suoi confronti.

La sentenza passata in giudicato ha efficacia anche agli eredi delle parti in causa

note

[1] Artt. 324 e 325 cod. proc. civ.

[2] Art. 285 cod. proc. civ.

[3] Art. 327 cod. proc. civ.

[4] Art. 2909 cod. civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI