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Lo sai che? Furto con strappo: cos’è e cosa si rischia?

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

Il furto con strappo è quello gergalmente conosciuto come scippo e rientra tra le ipotesi di furto aggravato.

L’ordinamento, per tutelare il nostro patrimonio ed i nostri beni, ha previsto la punizione per chiunque commetta il delitto di furto ma, considerate le innumerevoli modalità di realizzazione dei furti ed i diversi luoghi in cui questi possono avvenire, ha deciso di differenziarne le pene. Ha, infatti, previsto una pena minima (che va da sei mesi a tre anni), una intermedia per le ipotesi monoaggravate (che va da due a sei anni, invece che da uno a sei anni come prima della riforma Orlando) ed una massima per le ipotesi pluriaggravate (punite con una pena da quattro a dieci anni invece che da tre a dieci anni come prima della riforma Orlando). In questo articolo ci occuperemo del furto con strappo: cos’è e cosa si rischia e ci soffermeremo sulla differenza che vi è tra il furto con strappo e la rapina.

 Il furto con strappo: cos’è?

Il furto con strappo (come tutti possiamo facilmente immaginare) è una particolare tipologia di furto. A differenza del furto semplice prevede una pena più severa in quanto il ladro, per realizzare la sua condotta criminosa, sottrae ciò che il proprietario deteneva, strappandogliela di dosso. Attenzione che, affinché si tratti di furto e non del più grave reato di rapina, il ladro deve raggiungere il suo scopo senza ferirti, strattonarti o, peggio ancora, buttarti a terra. Ma chiariremo meglio la differenza in seguito.

Il furto, ricordiamolo, si realizza quando un individuo (il ladro) si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri [1]. Questo è il furto semplice (quello comune); ma cos’è, invece, il furto con strappo? Il ladro commette furto con strappo quando si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, strappandola di mano o di dosso alla persona [2].

Facciamo un esempio. Cammino per strada con la mia bella e dispendiosa borsa, comprata da poco, ed all’improvviso un soggetto me la strappa di dosso e scappa: sono stata vittima di un furto con strappo (di uno scippo). Lo scippo è precisamente un atto di violenza esercitato su un oggetto (la borsa nel nostro esempio) che viene staccato improvvisamente dalla persona (proprietario, possessore o detentore).

 Qual è la differenza tra furto con strappo e rapina?

Da quanto sin qui descritto il furto con strappo sembra essere simile (se non addirittura identico) alla rapina [3], vediamo allora qual è la differenza che c’è tra queste due fattispecie di reato. Abbiamo in entrambi i casi la sottrazione di una cosa mobile altrui e la violenza usata dal ladro e dal rapinatore.

Ma ci soffermamo sul tipo di violenza esercitata, o meglio sulla sua destinazione finale, capiamo subito che, in caso di rapina la violenza è usata direttamente contro la persona che la subisce, in caso di furto con strappo la violenza, invece, è esercitata sulla cosa (sulla borsa che viene strappata) e solo indirettamente ed in via residuale sulla vittima. Si tratta di una differenza di non poco conto considerato che il reato di rapina è punito molto più severamente del furto con strappo!

 Il furto con strappo aggravato

Il furto con strappo è un furto aggravato ma la cui pena è già stabilita dal legislatore: si parla di fattispecie autonoma di reato e non di un’aggravante. Come qualsiasi altro tipo di furto, dunque, può essere anch’esso aggravato e, di conseguenza, punito con una pena maggiore. Il furto con strappo è aggravato [4]:

–  se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;

–  se il colpevole porta in dosso armi o narcotici, senza farne uso;

–  se il fatto è commesso con destrezza;

–  se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità  di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;

–  se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;

– se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;

– se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;

– se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria;

–  se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto;

–  se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro:

o ancora aggravano il reato [5]:

  • l’avere agito per motivi abietti o futili;
  • l’aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;
  • l’avere adoperato sevizie, o l’aver agito con crudeltà verso le persone;
  • l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa;
  • l’avere il colpevole commesso il reato durante il tempo, in cui si è sottratto volontariamente alla esecuzione di un mandato o di un ordine di arresto o di cattura o di carcerazione, spedito per un precedente reato;
  • l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati da motivi di lucro, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità;
  • l’avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso;
  • l’avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto;
  • l’avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio;
  • l’avere commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità;
  • l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale:
  • l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o di formazione;
  • l’avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione in carcere;
  • l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale nonché nel delitto di cui all’articolo 572, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza.

 Furto con strappo: cosa si rischia?

Ma cosa rischio in caso di furto con strappo? In caso di furto con strappo semplice la pena prevista è della reclusione da tre a sei anni e della multa da 927 a 1500 euro; in caso di furto con strappo aggravato, invece, la pena prevista è della reclusione da quattro a dieci anni e della multa da 927 a 2000 euro.

In caso di flagranza, cioè se i carabinieri ti colgono nell’atto di rubare, rischi l’arresto istantaneo, tranne se hai cagionato alla vittima un danno patrimoniale di speciale tenuità [6], cioè se, ad esempio, le hai sottratto la borsa che valeva molto poco e al cui interno non vi era una cospicua somma di denaro.

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 624 bis co.2 cod. pen.

[3] Art. 628 cod. pen.

[4] Art. 625 cod. pen.

[5] Art. 61 cod. pen.

[6] Art. 62 co.1 n. 4 cod. pen.


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