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Se arriva una cartella dopo l’accettazione dell’eredità che fare?

4 marzo 2018


Se arriva una cartella dopo l’accettazione dell’eredità che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 marzo 2018



È possibile non pagare i debiti del defunto con il fisco per cartelle esattoriali dopo che è stata accettata l’eredità?

Dopo qualche mese che hai accettato l’eredità di tuo padre hai ricevuto una cartella esattoriale particolarmente salata per tasse non pagate. Di questo debito non sapevi nulla visto che i tuoi genitori hanno sempre tenuto riservati gli affari dell’azienda di famiglia. Ora però che ne sei al corrente ti accorgi che era più conveniente non accettare l’eredità. Che puoi fare? È possibile rinunciare all’eredità nonostante la precedente accettazione visto che la sanzione è più alta rispetto a ciò che hai ricevuto da tuo padre e che dei suoi debiti nessuno ti aveva informato prima? E se una parte dell’eredità l’hai già spesa sei ancora in tempo per una eventuale rinuncia? Ecco qual è la soluzione al tuo problema.

Come si accetta l’eredità?

Il chiamato all’eredità ha 10 anni dal decesso del parente per decidere se accettare o rinunciare all’eredità. L’accettazione può essere

  • espressa, con atto ricevuto dal notaio o con scrittura privata,
  • tacita, tramite un atto che dimostra la volontà di accettare l’eredità (è il caso ad esempio della vendita, donazione o cessione di uno dei beni dell’eredità, dell’utilizzo degli stessi beni da parte dell’erede che ne è già in possesso se non fa l’inventario entro tre mesi, ecc.).

L’accettazione inoltre può essere:

  • pura e semplice: in tal caso il patrimonio dell’erede si confonde con quello ereditato; i creditori del defunto – se non verranno soddisfatti – potranno quindi pignorare sia i beni personali dell’erede (di cui era proprietario prima) che quelli dell’eredità;
  • con beneficio di inventario: in tal caso, il patrimonio dell’erede non si mischia con quello ereditato e i creditori potranno aggredire solo quest’ultimo e non i beni personali dell’erede. Con la conseguenza che chi accetta con beneficio di inventario non rischia di vedersi pignorare la casa o gli altri beni di cui era in precedenza proprietario. Di solito si ricorre all’accettazione con beneficio di inventario quando non si è sicuro dell’entità dei debiti del defunto.

Gli effetti dell’accettazione di eredità risalgono (retroagiscono) al momento dell’apertura della successione. Pertanto, l’erede subentra al defunto senza soluzione di continuità in modo che i rapporti che facevano capo al defunto passino in capo al successore senza alcuna interruzione.

Si può revocare l’accettazione dell’eredità?

L’accettazione dell’eredità è un atto irrevocabile e non può essere sottoposta a una condizione o a un termine. Deve essere totale, deve cioè riguardare l’intera eredità, in quanto non è ammessa un’accettazione parziale per alcuni beni soltanto.

Se arriva una cartella dopo l’accettazione dell’eredità che fare?

Dopo ciò che abbiamo appena detto non resta che prendere atto del fatto che, una volta accettata l’eredità o speso i soldi del conto o venduto i relativi beni, è impossibile rinunciare all’eredità. Con la conseguenza che chi riceve una cartella di pagamento dopo l’accettazione dell’eredità è costretto a pagarla. In caso contrario l’erede subirà il pignoramento dei beni, anche di quelli propri (a meno che non abbia accettato con beneficio di inventario).

Si può impugnare l’accettazione dell’eredità per un errore?

L’accettazione può essere impugnata nei casi in cui risulti viziata da violenza, dolo, o, in certi casi, da errore. L’aspetto che qui ci interessa di più è l’errore: se l’erede non sapeva dei debiti contratti dal genitore, può impugnare l’accettazione dell’eredità per questa ignoranza?

Generalmente, l’accettazione non può essere impugnata se la volontà dell’erede risulta essere stata viziata per la presenza di un errore (ad esempio sulla qualità dei beni, sulla loro provenienza, o sull’ammontare dei debiti gravanti quali tasse e imposte). La giurisprudenza ritiene però possibile l’impugnazione di un errore sulla dichiarazione (ad esempio: dico di voler accettare l’eredità mentre volevo dire che non la volevo accettare) o sulla sua trasmissione (ad esempio dico al notaio che rinuncio all’eredità e questi per errore scrive che invece la sto accettando). È il cosiddetto «errore ostativo».

Come fare a sapere se il defunto ha dei debiti?

Ci sono ben 10 anni per scegliere se accettare o meno l’eredità. Durante tutto questo tempo l’erede incerto può fare tutte le analisi e le ricerche che vuole come ad esempio:

  • chiedere un estratto di ruolo all’Agente della riscossione da cui risultano eventuali cartelle e debiti già iscritti a ruolo;
  • chiedere all’Agenzia delle Entrate, all’Inps, al Comune e alla Regione se il defunto aveva debiti non ancora iscritti a ruolo;
  • chiedere una visura immobiliare per sapere se ci sono ipoteche o pignoramenti sulle case o terreni;
  • chiedere un estratto di fallimento al tribunale o effettuare una verifica circa pignoramenti in corso;
  • chiedere alla banca un’attestazione circa eventuali debiti lasciati dal defunto;
  • chiedere all’amministratore di condominio un estratto della posizione del defunto per verificare se era in regola con le quote;
  • eventualmente delegare una società investigativa che faccia questi controlli per conto degli eredi.

Quand’anche ci siano ancora dei dubbi è possibile accettare l’eredità con beneficio di inventario. In questo caso, come abbiamo detto, è lecita la notifica della cartella all’erede ma l’Agente della Riscossione non potrà pignorare i suoi beni personali ma solo quelli dell’eredità; così non si rischia più di quello che si è ereditato.

Rinunciare all’eredità e poi revocare la rinuncia

Di recente la giurisprudenza ha fornito una soluzione alternativa per chi non vuol essere sorpreso dalla notifica di una cartella di pagamento una volta accettata l’eredità. Questi può rinunciare all’eredità e, prima che decorrono i 10 anni, può revocare la rinuncia e quindi accettarla. Così, mettiamo che un contribuente sappia che sia in arrivo una cartella di pagamento o che questa sia già stata notificata agli eredi. Egli potrebbe a questo punto:

  • rinunciare all’eredità;
  • attendere che la cartella cada in prescrizione o impugnare la cartella perché notificata a un soggetto che non è erede (chi rinuncia all’eredità perde la qualifica di erede);
  • successivamente revocare la rinuncia all’eredità ed accettarla.

In questo modo, dopo essersi liberato della cartella esattoriale, l’erede potrà subentrare nel patrimonio del defunto sempre che questo, però, nel frattempo, non sia stato spartito da altri eredi. La revoca della rinuncia all’eredità può essere fatta entro i dieci anni successivi al decesso. Abbiamo approfondito questo aspetto nell’articolo Come non pagare la cartella esattoriale per debiti ereditati.

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