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Lo sai che? Riprendere o fotografare una persona: che rischio?

Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2018

Fare un filmato a una persona senza il suo consenso è reato e può far scattare il sequestro del cellulare. 

La ragazza di un tuo amico si vede di nascosto con un’altra persona. Dopo averli scoperti per puro caso, hai preso il cellulare e li hai fotografati; hai anche fatto qualche video in modo da documentare il tradimento. Ora vuoi mostrare le immagini al suo partner in modo da informarlo di quanto accaduto. Prima però di inviare dal tuo smartphone i file segreti ti chiedi giustamente cosa rischia chi riprende o fotografa una persona di nascosto e a sua insaputa?

Hai trovato un collega di lavoro che, nel bel mezzo della notte, si è appostato con l’auto vicino a un luogo frequentato da escort. Per prenderlo in giro hai fatto delle riprese e le hai girate a tutti quelli che lo conoscono. Ma l’interessato è venuto a saperlo e ora intende denunciarti per violazione della privacy. Lo può fare?

Ad una festa hai trovato una ragazza che ti piace e che, in quella occasione, era vestita in modo particolarmente provocante. Per immortalare tanta bellezza hai preso il cellulare e l’hai più volte fotografata, ma lei se n’è accorta e ti ha imposto di consegnarle il cellulare per sincerarsi che gli scatti siano definitivamente cancellati. Tu non vuoi consegnarle l’apparecchio (nel quale peraltro troverebbe altro materiale privato): sei tenuto a farlo? Che rischi se fotografi di nascosto una persona senza il suo consenso?

A tutte queste domande ha dato una risposta la Cassazione con una recente sentenza [1]. Ecco cosa hanno detto i giudici in questa occasione.

Esiste un reato che va sotto il nome di «molestia o disturbo delle persone». In particolare il codice penale [2] stabilisce che chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, oppure col del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo a un’altra persona commette reato e viene punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

Ebbene, secondo la Suprema Corte, tale norma si applica a chiunque prende il cellulare e fotografa o riprende una persona a sua insaputa e senza chiederle il consenso. È ad esempio il caso di chi pedina la vittima anche all’interno di un centro commerciale e la riprenda attraverso il proprio smartphone. Difatti, il reato di molestie o di disturbo alle persone – spiega la sentenza in commento – «è teso a perseguire quei comportamenti astrattamente idonei a suscitare nella persona direttamente offesa, ma anche nella gente, reazioni violente o moti di disgusto o di ribellione, che influiscono negativamente sul bene giuridico tutelato che è l’ordine pubblico».

Ci si potrebbe chiedere: c’è reato anche se la vittima dimostra di non essere affatto turbata o meravigliata dalle foto poiché magari si tratta di un personaggio noto o particolarmente appariscente, tanto da far ritenere che sia abituato a tanta osservazione? La risposta è assolutamente affermativa: secondo la Cassazione, si ha molestia o disturbo con riferimento alla psicologia normale media, cioè in relazione al modo di sentire e di vivere comune, a prescindere dalle valutazioni e reazioni soggettive.

Poiché però si tratta di un reato punibile solo se c’è la querela della parte offesa (cosiddetti reati procedibili a querela di parte) è necessario che quest’ultima se ne accorga. Il che significa che se un poliziotto o un carabiniere ti vede mentre fotografi di nascosto una persona, nonostante quest’ultima non se ne sia accorta, non può dirti o farti nulla, né può segnalarlo alla vittima, poiché non è stato autorizzato ad intervenire. Il che potrebbe sembrare una contraddizione.

Che succede infine se la vittima si accorge di essere stata fotografata? Potrebbe innanzitutto querelarti e tu subiresti un procedimento penale. Se non ci sono testimoni, le sue dichiarazioni varrebbero più delle tue e, quindi, subiresti ugualmente una condanna. Infatti, nel processo penale la parte lesa può essere testimone, mentre non lo è l’imputato. Ma per poter dimostrare ancora più facilmente il reato, il pubblico ministero potrebbe disporre nei tuoi riguardi il sequestro probatorio del cellulare anche se si è trattato di pochi e sporadici scatti fotografici.

note

[1] Cass. sent. n. 9446/18 del 1.03.2018.

[2] Art. 660 cod. pen.


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