Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa sono i buoni postali dematerializzati

5 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2018



I buoni postali dematerializzati convengono? Quali sono le differenze con i buoni ordinari? Come funziona la prescrizione?

Lo sviluppo della tecnologia ha influenzato in maniera decisiva sia il mondo sociale che quello giuridico. Oggi i contratti si stipulano online, cliccando sul prodotto preferito e inserendolo nel carrello virtuale; gli atti giudiziari sono inviati telematicamente ai terminali delle cancellerie.

Anche il mondo degli investimenti è cambiato. Ai classici libretti e buoni cartacei si sono sostituiti quelli virtuali, immateriali. In questa categoria rientrano i buoni postali dematerializzati. Cosa sono? Approfondiamo l’argomento.

Buoni postali: cosa sono?

Prima di capire insieme cosa sono i buoni postali dematerializzati, è necessario comprendere cosa sono i buoni postali.

I buoni fruttiferi postali sono strumenti di risparmio che garantiscono sempre la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi eventualmente maturati. A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane.

Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane.

I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro (Bot) ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito (salva la prescrizione, come si leggerà di qui a breve).

Buoni postali: perché convengono?

Perché un risparmiatore dovrebbe investire il suo denaro in buoni postali? Perché scegliere i buoni postali anziché depositare semplicemente i propri risparmi su un libretto? I buoni comportano dei vantaggi, tra i quali:

  • esenzionetotale da qualsiasi costo di commissione o gestione, al netto della ritenuta fiscale pari al 12,50% sugli interessi maturati;
  • possono essere rimborsati in qualsiasi momento;
  • garantiscono sempre il rimborso di capitale ed interessi (questi, però, solamente quando sia trascorso un determinato periodo di tempo, variabile a seconda della tipologia di buono sottoscritto);
  • tassazione favorevole: la ritenuta del 12,50% sopra indicata è di gran lunga inferiore a quella (pari al 26%) che colpisce i guadagni ottenuti attraverso altri strumenti finanziari, quali le obbligazioni, i conti di deposito, le azioni o i fondi di investimento.

Le Poste Italiane mettono a disposizione degli investitori una vasta varietà di buoni fruttiferi; qui di seguito se ne vedranno solamente le principali.

Buoni fruttiferi ordinari postali: cosa sono?

I buoni postali ordinari rappresentano un investimento a lungo termine, anche se possono essere liquidati in qualsiasi momento. Il capitale investito può essere in effetti sempre ritirato (ovviamente al netto delle ritenute fiscali), ma per poter ottenere anche gli interessi è necessario che sia trascorso un determinato lasso di tempo, che di solito va dai sei mesi ad un anno.

Il rendimento dei buoni fruttiferi postali è davvero basso (praticamente nullo), contrappeso di un investimento sicuro: il tasso effettivo è crescente e va dallo 0,2% del primo anno al circa 3% del ventesimo. Sostanzialmente, il buono postale rappresenta un metodo per tenere al sicuro i propri risparmi, non per lucrare sugli interessi.

Buoni postali dematerializzati: cosa sono?

Veniamo ora al punto cruciale dell’articolo: cosa sono i buoni postali dematerializzati? Come detto, i buoni fruttiferi postali sono titoli rilasciati al cliente. Il classico buono è cartaceo, di dimensione rettangolare, più grande di una banconota. Le Poste Italiane, però, hanno messo a disposizione anche un’ulteriore tipologia di buono, cosiddetto dematerializzato.

La dematerializzazzione fa sì che il buono esista solo virtualmente ma non fisicamente. Tra la sottoscrizione del titolo in forma cartacea e quello in forma dematerializzata la differenza non è soltanto formale. Vediamo perché.

Buoni postali dematerializzati: perché convengono?

Innanzitutto, i buoni postali dematerializzati si differenziano per la modalità di rimborso: mentre i buoni postali ordinari vengono restituiti in un’unica soluzione, senza costi aggiuntivi e in qualsiasi momento, i buoni postali dematerializzati sono rimborsati sia in un’unica soluzione sia parzialmente per importi pari a cinquanta euro e multipli, sempre senza costi aggiuntivi e a semplice richiesta dell’investitore.

In pratica, il buono cartaceo comporta un vincolo maggiore; quello dematerializzato è consigliabile nel caso in cui si prevedano piccoli prelievi dall’investimento.

Ulteriore differenza con il classico buono postale cartaceo è la possibilità di sottoscrivere il buono dematerializzato direttamente sul web, senza bisogno di fare lunghe file allo sportello dell’ufficio postale. Stessa cosa nel caso di rimborso: tutto potrà avvenire online, comodamente da casa.

Requisito fondamentale per la sottoscrizione dei buoni postali dematerializzati è che il cliente sia già un correntista di Poste Italiane, la quale addebiterà il costo dell’operazione direttamente dai risparmi.

Buoni postali dematerializzati: quanti tipi?

Esistono differenti tipologie di buoni postali dematerializzati; i principali sono:

  • buoni ordinari, acquistabili in tagli da cinquanta euro e multipli;
  • buoni diciotto mesi, che prevedono una spesa maggiore con tagli minimi da duecentocinquanta euro e multipli; hanno una durata minima di diciotto mesi;
  • buoni indicizzati all’inflazione, che permettono un adeguamento all’innalzamento dei prezzi dei beni di consumo.

In buona sostanza, tutte le tipologie di buoni cartacei possono esser sottoscritte anche in forma dematerializzata. Fanno eccezione i buoni dedicati ai minori, cioè quei titoli che possono essere acquistati da soggetti maggiorenni ed intestati a chi ha meno di sedici anni e mezzo: la sottoscrizione di questi è solamente tradizionale (salvo il caso di piano di accumulo).

Buoni postali dematerializzati: si prescrivono?

È fondamentale sapere che, a differenza dei buoni tradizionali, i buoni postali dematerializzati non rischiano di scadere mettendo a rischio i risparmi del correntista. Se, infatti, questo dovesse accadere, così come una cancellazione da Parte di Poste italiane della tipologia di buono, il credito ad essi collegato verrebbe accreditato di nuovo sul conto corrente del cliente stesso.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI