Diritto e Fisco | Editoriale

Lavorare vicino alla fotocopiatrice: che fare?

5 marzo 2018


Lavorare vicino alla fotocopiatrice: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2018



Il dipendente può astenersi dal lavorare se la sua scrivania è posta troppo vicino alla fotocopiatrice o alla stampante? Il rischio delle polveri contenute nel toner.

Il datore di lavoro ti ha assegnato un posto con una scrivania vicino a una fotocopiatrice. Oltre al fatto che la tua attività viene spesso interrotta dai colleghi che usano l’apparecchio, hai paura che essa possa costituire un rischio per la tua salute. Non è tanto il rumore, che comunque incide sulla tua concentrazione, quanto il calore e il timore che le polveri del toner possano avere, nel lungo periodo, qualche effetto dannoso e irreparabile. Volendo correre ai ripari in anticipo, senza doversi poi svegliare un giorno con un male difficilmente curabile, ti chiedi se è legale lavorare vicino alla fotocopiatriceche fare per ottenere un’altra postazione o chiedere l’allontanamento della macchina? Ecco qualche suggerimento che è opportuno tu sappia.

Fotocopiatrici e stampanti fanno male alla salute?

Prima di chiarire che fare se si lavora vicino a una fotocopiatrice, è necessaria una premessa che, purtroppo, va data. Esistono recenti studi medici secondo cui alcuni toner di stampanti e fotocopiatrici possono essere gravemente dannosi per la salute. A rischio sono innanzitutto i dipendenti che hanno una postazione vicino a tali apparecchi. Ciò è stato confermato da una recente e famosa sentenza emessa dalla Cassazione [1]. Nel corso della causa, il consulente tecnico, nominato dai giudici, ha convinto la corte con la propria perizia: un’esposizione eccessiva alle polveri emanate da “fotocopiatrici a toner” può causare la leucemia. Ne avevamo già parlato nell’articolo Danno da stampante: l’uso eccessivo causa la leucemia. In particolare, è stato messo in rilievo che tali apparecchi utilizzano, come inchiostro, un toner al cui interno si nascondono polveri nocive, una delle quali è lo stirene che causerebbe appunto il cancro. La questione, per quanto sorprendente, è anche allarmante perché si tratta di apparecchi comuni, utilizzati da tutti noi, negli uffici, nelle scuole, negli studi e in alcuni negozi dove c’è proprio “l’addetto alle fotocopie”, il quale è esposto al pari di chi è costretto a lavorare vicino alla fotocopiatrice.

Il rischio per la salute non riguarda però solo le fotocopiatrici, ma anche le moderne stampanti laser. Pure queste possono emettere composti organici volatili (COV). Tanto per capire come funzionano questi apparecchi, basti pensare che i toner sono costituiti da piccolissime particelle di materia termoplastica che si fissano sulla carta per fusione, al pari di pigmenti colorati o neri. Le analisi sulla tossicità dei toner effettuate attraverso sperimentazioni sugli animali hanno portato a classificare tali prodotti nella categoria «polveri granulari bio-persistenti senza tossicità sostanziale specifica conosciuta» (GBS).

È stato rilevato che, in caso di occasionale esposizione al toner, non sussiste alcun rischio tossico; tuttavia, in presenza di inalazione lunga e prolungata di elevate concentrazioni di toner, sono state riscontrate – almeno negli animali da laboratori – polmoniti croniche e crescita del tessuto polmonare (fibrosi).

Veniamo però al sodo: toner e fotocopiatrici causano il tumore? Come sempre, quando non c’è una certezza scientifica, è sempre difficile rispondere a queste domande. In verità, ad oggi le polveri di toner non sono classificate come sostanze cancerogene, ma come sempre succede “il troppo storpia” e chi è esposto a sollecitazioni continue, per avere la scrivania vicino a una fotocopiatrice o a una stampante, è più a rischio degli altri.  Lasciando ai tecnici della medicina gli ulteriori approfondimenti, da un punto di vista precauzionale, la prudenza non è mai troppa. Per cui un datore di lavoro accorto e diligente non può non tenere conto della recente sentenza della Cassazione e delle norme a tutela della salute dei dipendenti, contenute nel codice civile e nelle altre leggi speciali. Vediamo dunque cosa può fare il dipendente costretto a lavorare vicino a una fotocopiatrice.

La tutela della sicurezza sul lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a tutelare la salute del dipendente in ogni suo ambito e a prevenire tutte le possibili fonti di rischio derivanti dall’ambiente di lavoro. La sicurezza sul lavoro trova nel codice civile la prima tutela [2]: l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. La nozione di ambiente di lavoro non coincide solamente con il luogo della prestazione, ovvero con il «contenitore» della stessa in senso fisico-spaziale, bensì, in senso lato, con ciò che circonda il lavoratore che deve comunque essere concepito in maniera tale da rispettare l’integrità psico-fisica del dipendente, anche se ciò può condizionare la libertà di organizzazione d’impresa. L’ambiente di lavoro deve insomma essere reso idoneo a garantire l’adempimento dell’obbligazione di sicurezza, attraverso l’adozione delle misure e degli accorgimenti allo scopo necessari a consentire a che la prestazione possa (e non solo debba) essere adempiuta. Ciò comporta che il datore è obbligato ad adottare, ai fini della tutela delle condizioni di lavoro, non solo le particolari misure tassativamente imposte dalla legge in relazione allo specifico tipo di attività esercitata, nonché quelle generiche dettate dalla comune prudenza, ma anche tutte le altre misure che in concreto si rendano necessarie per la tutela della sicurezza del lavoro in base alla particolarità dell’attività lavorativa, all’esperienza ed alla tecnica [3].

La norma del codice civile interviene quindi a coprire tutte le eventuali lacune lasciate dalla legge che non abbia previsto una specifica disposizione. Tale disposizione impone al datore di lavoro di adottare comunque le misure generiche di prudenza, diligenza e l’osservanza delle norme tecniche e di esperienza.

Che fare se si lavora vicino a una fotocopiatrice

La legge non specifica una distanza minima da fotocopiatrici e stampanti. Il decreto sulla sicurezza del lavoro [4] però dispone che il rumore emesso dalle attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro deve essere preso in considerazione al momento della sistemazione del posto di lavoro, in particolare al fine di non perturbare l’attenzione e la comunicazione verbale. Inoltre le attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che possa essere fonte di disturbo per i lavoratori.

Per quanto attiene all’emissione delle polveri del toner la presenza degli studi che abbiamo esposto in apertura dovrebbe suggerire al datore la massima cautela e il divieto di collocare una scrivania troppo vicino a una fotocopiatrice o a una stampante. In caso di omissione delle misure di sicurezza, il lavoratore può legittimamente astenersi dal lavoro fino a quando la sua salute non sarà tutelata.

note

[1] Cass. ord. n. 2366/18 del 31.01.2018.

[2] Art. 2087 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 3738/1995.

[4] Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

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