Pensioni, novità dalle elezioni

5 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2018



Che cosa potrebbe cambiare in tema di previdenza con il nuovo governo: pensione quota 100 e quota 41, proroga opzione donna, abolizione legge Fornero.

I risultati delle elezioni (ancora parziali nel momento in cui si scrive) vedono la prevalenza del Movimento 5 Stelle e della coalizione del centrodestra, guidata dalla Lega.

Tra i punti principali in materia di previdenza, sia del programma del Movimento che del programma della Lega, sono presenti il superamento della Legge Fornero e la previsione di nuove tipologie di pensione agevolate.

Vediamo allora nel dettaglio, in materia di pensioni, quali potrebbero essere le novità dalle elezioni e quale nuovo scenario potrebbe presentarsi per chi desidera uscire prima dal lavoro.

Pensione quota 100

La cosiddetta pensione quota 100 consiste nella possibilità di uscire dal lavoro quando la quota, cioè la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore, è almeno pari a 100.

La quota 100 risulta notevolmente più vantaggiosa dell’attuale pensione anticipata, che ad oggi si può ottenere con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini: ad esempio, se il lavoratore ha 60 anni di età, con la quota 100 può pensionarsi con soli 40 anni di contributi..

La quota, cioè il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti, non è una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto per i nati sino al 1952.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se Tizio ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota dovrà indicare 63,5;
  • potrà ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Pensione quota 41

La pensione quota 41 consiste nella possibilità di pensionarsi con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età (il termine quota in questo caso è usato impropriamente, perché 41 sono i soli anni di contributi necessari per ottenere il trattamento, non la somma di contributi ed età).

Ad oggi questa possibilità esiste già, ma soltanto per i lavoratori precoci, cioè per coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età. Non basta, poi, essere lavoratori precoci, ma si deve risultare iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 e appartenere a una delle seguenti categorie: disoccupati (che abbiano cessato di percepire da almeno 3 mesi il trattamento di disoccupazione), caregiver (che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il 2°grado con handicap grave), invalidi dal 74%, addetti ai lavori usuranti o gravosi.

Abolizione della legge Fornero

In campagna elettorale è stata più volte proposta l’abolizione della legge Fornero, anche se quest’ipotesi è stata di fatto accantonata in favore della quota 100 e della quota 41 per tutti, perché reputata poco sostenibile.

Ma che cosa succederebbe nel caso in cui venga abolita la legge Fornero?

In questo caso, cambierebbe l’età per la pensione di vecchiaia e sarebbero ripristinate le vecchie quote, assieme alle differenze nei requisiti per la pensione tra lavoratori dipendenti e autonomi, tra dipendenti pubblici e del settore privato.

In particolare i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 97,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 15 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 12 mesi.

I lavoratori autonomi potrebbero invece ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 98,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 21 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 18 mesi.

Questi requisiti, ad oggi, sono comunque validi per i lavoratori beneficiari delle salvaguardie, ossia per gli esodati.

Proroga opzione donna

Un altro punto più volte affrontato in campagna elettorale è la proroga dell’opzione donna, una pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Ad oggi, per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Con la proroga dell’opzione donna si vorrebbe rendere strutturale questo trattamento, rendendo così possibile ottenere la pensione per tutte le lavoratrici con un minimo di 57 anni e 7 mesi (o 58 anni e 7 mesi) di età, eventualmente adeguabili all’aspettativa di vita,  e 35 anni di contributi.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI