Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione, requisiti precedenti alla legge Fornero

5 Marzo 2018 | Autore:


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Che cosa potrebbe cambiare in tema di previdenza se si decidesse di abolire la Legge Fornero?

I risultati delle elezioni (ancora parziali nel momento in cui si scrive) vedono la prevalenza dei partiti più critici nei confronti della Legge Fornero di riforma delle pensioni, la cui abolizione è stata più volte ipotizzata in campagna elettorale. Peraltro, ad oggi è ancora possibile pensionarsi, per alcune categorie di lavoratori, con i requisiti precedenti alla legge Fornero [1], ad esempio per gli addetti ai lavori usuranti, per i beneficiari delle salvaguardie, ossia per gli esodati e peri beneficiari del cosiddetto salvacondotto per i nati sino al 1952.

Ma quali sono i requisiti per la pensione precedenti alla legge Fornero, e che cosa succederebbe se questa norma fosse abolita?

Pensione con le quote

La normativa anteriore alla legge Fornero, assieme alla pensione di vecchiaia, che poteva essere ottenuta con una determinata età pensionabile (meno elevata di quella attualmente prevista per la pensione di vecchiaia) ed un minimo di 20 anni di contributi, prevedeva anche la possibilità di ottenere la pensione di anzianità con 40 anni di contributi, a prescindere dall’età, oppure con le quote.

La quota è il risultato della somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore: se, ad esempio, per ottenere la pensione è richiesta la quota 98, e il cliente ha 62 anni di età, sono sufficienti 36 anni di contributi per uscire dal lavoro.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se Tizio ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota dovrà indicare 63,5;
  • può ottenere la pensione quota 98 se possiede almeno 34 anni e 6 mesi di contributi (perché 98-63,5= 34,5, ossia 34 anni e 6 mesi).

Ad oggi, come abbiamo anticipato, sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote, ossia le pensioni degli addetti ai lavori usuranti, le pensioni dei salvaguardati e la pensione anticipata agevolata per i nati sino al 1952.

Finestra per la decorrenza della pensione

La normativa precedente alla legge Fornero prevedeva anche le cosiddette finestre: la finestra è un periodo di attesa che va dalla maturazione dell’ultimo requisito utile alla pensione sino alla liquidazione della stessa.

Nella generalità dei casi, la finestra è pari a 12 mesi per i lavoratori dipendenti ed a 18 mesi per gli autonomi.

Requisiti precedenti alla legge Fornero

Con i requisiti precedenti alla legge Fornero i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 97,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 15 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 12 mesi.

I lavoratori autonomi potrebbero invece ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 98,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 21 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 18 mesi.

Requisiti precedenti alla legge Fornero dal 2019

Con i requisiti precedenti alla legge Fornero i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere, dal 2019:

  • la pensione di anzianità con quota 98, con un minimo di 35 anni di contributi e 62 anni di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 15 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 66 anni di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; con 62 anni e 9 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 12 mesi.

I lavoratori autonomi potrebbero invece ottenere, dal 2019:

  • la pensione di anzianità con quota 99, con un minimo di 35 anni di contributi e 63 anni di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 21 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 18 mesi.

Questi requisiti, ad oggi, sono comunque validi per i lavoratori beneficiari delle salvaguardie, ossia per gli esodati: non sono più possibili nuove domande di salvaguardia, in quanto il termine ultimo per presentare la domanda (di adesione all’ottava salvaguardia) scadeva il 1° marzo 2017.

Per gli ultimi salvaguardati la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2018, oppure entro il 6 gennaio 2019, a seconda della categoria di appartenenza.

note

[1] D.L. 201/2011.


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3 Commenti

  1. E’doveroso tornare alle regole pensionistiche ante fornero , per i tanti esodati non salvaguardati , per qualche giorno , o qualche mese mancante al ridicolo paletto dei 61,7 anni a 36 mesi dalla fine mobilita’ di ottava salvaguardia esodati!!!!!

  2. Credo sarebbe civile copiare i paesi più civili. Se vuoi continuare a lavorare oltre una certa età, quando ormai sei prossimo alla dipartita, lo scegli, ma a stipe ridotto, perché stai portando via un lavoro ad un giovane. E via stipendi e pensioni d’oro.

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