Diritto e Fisco | Editoriale

Buoni postali: quale conviene?

6 Aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Aprile 2018



Buoni fruttiferi ordinari, buoni fruttiferi a tre anni, buoni a diciotto mesi, buoni dematerializzati, buoni per minorenni, buoni 3×4: cosa sono? Qual è il più vantaggioso?

Ci sono due modi diametralmente opposti di reagire alla crisi economica: quello di nascondere gelosamente quanto si è accumulato nell’arco di una vita intera e quello di investire i propri risparmi. In quest’ultima ipotesi, è possibile ricorrere agli istituti di credito, cioè alle banche e alle Poste Italiane. Le Poste, in particolare, offrono la possibilità di tenere al sicuro i propri soldi depositandoli su un libretto postale oppure investendoli nell’acquisto di buoni postali, nella speranza, in quest’ultimo caso, di guadagnare sugli interessi. Vediamo cosa sono i buoni postali e quale conviene.

Buoni postali: cosa sono?

Prima di capire insieme quali buoni postali convengono, cerchiamo di comprendere cosa sono i buoni postali.

I buoni fruttiferi postali (Bfp) sono strumenti di investimento, esclusiva delle Poste Italiane, che, a differenza di altri titoli, garantiscono sempre la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi eventualmente maturati.

Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane.

I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro (Bot) ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito (salvo il maturare della prescrizione).

Buoni postali: perché convengono?

Passiamo ora più da vicino a vedere quale buono postale conviene. Perché scegliere i buoni postali? I buoni comportano dei vantaggi, tra i quali:

  • esenzionetotale da qualsiasi costo di commissione o gestione, al netto della ritenuta fiscale pari al 12,50% sugli interessi maturati;
  • possono essere rimborsati in qualsiasi momento;
  • garantiscono sempre il rimborso di capitale ed interessi (questi, però, solamente quando sia trascorso un determinato periodo di tempo, variabile a seconda della tipologia di buono sottoscritto);
  • tassazione favorevole: la ritenuta del 12,50% sopra indicata è di gran lunga inferiore a quella (pari al 26%) che colpisce i guadagni ottenuti attraverso altri strumenti finanziari, quali le obbligazioni, i conti di deposito, le azioni o i fondi di investimento.

Le Poste Italiane mettono a disposizione degli investitori una vasta varietà di buoni fruttiferi; qui di seguito se ne vedranno soltanto le principali.

Buoni fruttiferi ordinari postali: convengono?

I buoni postali ordinari rappresentano un investimento a lungo termine, anche se possono essere liquidati in qualsiasi momento. Il capitale investito può essere in effetti sempre ritirato (ovviamente al netto delle ritenute fiscali), ma per poter ottenere anche gli interessi è necessario che sia trascorso un determinato lasso di tempo, che di solito va dai sei mesi ad un anno.

Il rendimento dei buoni fruttiferi postali è davvero basso (praticamente nullo), contrappeso di un investimento sicuro: il tasso effettivo è crescente e va dallo 0,2% del primo anno al circa 3% del ventesimo. Sostanzialmente, il buono postale rappresenta un metodo per tenere al sicuro i propri risparmi, non per lucrare sugli interessi.

Buoni fruttiferi postali a tre anni plus: convengono?

A differenza dei buoni postali ordinari, i buoni fruttiferi postali a tre anni sono dedicati a chi vuole investire i propri risparmi in sicurezza e con una prospettiva di recupero a medio termine.

Oltre al vincolo di durata pari a tre anni, le principali caratteristiche di questa tipologia di buoni sono le seguenti:

  • consentono il rimborso del capitale investito, al netto di eventuali oneri fiscali;
  • offrono un rendimento certo superiore rispetto ai tradizionali buoni a tasso fisso per pari durata;
  • gli interessi maturati vengono riconosciuti solo in caso di rimborso a scadenza.

Tutte le tipologie di buoni fruttiferi postali sopra elencate sono convenienti in quanto godono di una tassazione agevolata del 12,50% e sono esenti da imposta di successione. Inoltre non sono previste spese o commissioni di sottoscrizione, di rimborso o di gestione, eccetto gli oneri di natura fiscale.

Buoni fruttiferi postali a diciotto mesi: convengono?

Nella categoria dei buoni postali a breve termine rientrano i buoni postali a diciotto mesi. Anche in questo caso i rendimenti sono minimi, ma c’è il vantaggio di poter incassare i buoni senza dover attendere tempi biblici, con una piccola maggiorazione dovuta agli interessi.

Il diritto al riconoscimento degli interessi matura già dopo i primi sei mesi. Di semestre in semestre, il tasso fisso di interesse dei buoni a diciotto mesi aumenta:

  • per il primo semestre l’interesse annuo è dello 0,10%;
  • per il secondo semestre l’interesse annuo lordo è dello 0,15%;
  • per il terzo semestre l’interesse annuo lordo è dello 0,20%.

Buoni fruttiferi dematerializzati: convengono?

Come detto, i buoni fruttiferi postali sono titoli rilasciati al cliente. Il classico buono è cartaceo, di dimensione rettangolare, più grande di una banconota. Le Poste Italiane, però, hanno messo a disposizione anche un’ulteriore tipologia di buono, cosiddetto dematerializzato.

La dematerializzazzione fa sì che il buono esista solo virtualmente ma non fisicamente. Tra la sottoscrizione del titolo in forma cartacea e quello in forma dematerializzata varia solamente la modalità di rimborso: i primi vengono restituiti in un’unica soluzione, senza costi aggiuntivi e in qualsiasi momento; i secondi, invece, sono rimborsati sia in un’unica soluzione sia parzialmente per importi pari a cinquanta euro e multipli, sempre senza costi aggiuntivi e a semplice richiesta dell’investitore.

In pratica, il buono cartaceo comporta un vincolo maggiore; quello dematerializzato è consigliabile nel caso in cui si prevedano piccoli prelievi dall’investimento.

Buoni fruttiferi postali 3×4: convengono?

I buoni postali 3×4 rientrano tra i titoli a media o lunga durata, in quanto si tratta di un investimento fino a dodici anni.

Si tratta di uno strumento molto interessante perché abbina le caratteristiche dell’investimento a lungo termine a quelle tipiche dei buoni più “agili”, come quelli a diciotto mesi.  Gli interessi maturano al completamento di ogni triennio.

Infatti, il buono postale 3×4 può essere rimborsato ogni tre anni (cioè dopo tre, sei e nove anni) con il riconoscimento degli interessi maturati al compimento di ciascun triennio. I rendimenti sono i seguenti:

  • alla fine del terzo anno: 0,30%
  • alla fine del sesto anno: 0,75%
  • alla fine del nono anno: 1,25%
  • alla fine del dodicesimo anno: 1,50%.

La sottoscrizione può avvenire anche online, a partire da cinquanta euro o multipli.

Buoni fruttiferi postali per minorenni: convengono?

Le Poste Italiane hanno ideato una tipologia di buoni fruttiferi postali dedicata ai minorenni. Questi titoli possono essere acquistati da soggetti maggiorenni ed intestati a chi ha meno di sedici anni e mezzo. Capitale ed interessi vengono restituiti al compimento del diciottesimo anno di età dell’intestatario. È possibile richiedere il rimborso anticipato ma in questo caso è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare. Il capitale può essere rimborsato interamente fin da subito (al netto di eventuali oneri fiscali), mentre per gli interessi occorre attendere almeno diciotto mesi.

Buoni postali: quale conviene?

Alla luce di tutto quello che abbiamo detto, è facile comprendere che non esiste un’unica tipologia di buono postale più conveniente: tutto dipende dalle esigenze del risparmiatore.

I buoni fruttiferi postali a tre anni e a diciotto mesi e i buoni dematerializzati consentono una smobilitazione più facile del denaro investito e, per questo motivo, possono esser preferiti da quanti hanno normalmente a disposizione poca liquidità e, perciò, devono correre agli sportelli postali per il prelievo.

Al contrario, i buoni fruttiferi ordinari possono prevedere un vincolo di lunga durata, così che meglio si adattano a chi può fare affidamento su altre risorse economiche, diverse da quelle depositate. In questo caso, il vincolo di durata maggiore si riflette sul rendimento, più alto rispetto a quello previsto per i buoni a breve durata.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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