Diritto e Fisco | Editoriale

Chi deve pagare badante?

6 marzo 2018


Chi deve pagare badante?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2018



L’obbligo dei figli di pagare la badante al genitore in relazione alle rispettive possibilità; quanto costa la badante e cosa prevede il contratto collettivo per ferie, permessi e giorni di riposo.

La famiglia è sì la formazione sociale dove si forma la personalità dell’uomo, ma anche quella ove si creano più facilmente conflitti e contestazioni. Tant’è che non sono poche le questioni familiari che finiscono in tribunale: dalla separazione alle divisioni ereditarie, dal mantenimento dei figli ai conflitti interni all’azienda familiare. Anche il sostegno agli anziani – per quanto triste possa essere – divide spesso fratelli, parenti e affini. I problemi si pongono quando la pensione del genitore alle soglie della terza età non è in grado di garantirgli un’assistenza domiciliare o presso una struttura esterna. È allora necessario che i figli provvedano personalmente alle cure del genitore o al pagamento di una badante. Che poi – ci sia consentita un’amara nota ironica – quando di tratta di ottenere il riconoscimento dei benefici della legge 104 per l’assistenza ai familiari con handicap si fa a gara, ma quando c’è da mettere mano al portafogli tutti si dileguano. Di sicuro la spesa per la badante non è secondaria e se a ciò si aggiunge che alcuni dei parenti vi si sottraggono, non è facile per gli altri provvedervi da soli. In questo articolo cercheremo di chiarire cosa stabilisce la legge in merito a chi deve pagare la badante e cosa è possibile fare per costringere gli altri obbligati a fare la propria parte.

Partiamo da un dato certo: se l’anziano non ha un’entrata sufficiente a coprire la spesa per la badante, non è lo Stato a dovervi provvedere né esistono bonus badante o qualcosa di simile. A sopportare la spesa dovranno essere i familiari stretti, e non perché ciò sia semplicemente opportuno o moralmente giusto ma perché è la legge che lo prevede in modo espresso. Ecco dunque i doveri che spettano ai parenti più stretti.

Chi deve pagare la badante?

In base al codice civile, i figli hanno l’obbligo di prestare sostegno morale e materiale ai genitori anziani e non autosufficienti. Quest’obbligo scatta però solo se il coniuge dell’anziano bisognoso (ossia l’altro genitore) è indigente o anch’egli invalido e non in grado di prendersene cura. Infatti il primo a dover curare un anziano portatore di handicap è proprio il marito o la moglie e, solo in assenza di questi, l’obbligo scatta in capo ai relativi figli. In particolare la legge obbliga tali soggetti a corrispondere un «assegno alimentare di sostegno»; si tratta dei cosiddetti  «alimenti» [1]. Provvedere all’anziano fa parte del sostegno alimentare previsto dalla legge in quanto necessario per farlo mangiare, provvedere alle quotidiane incombenze e, quindi, in definitiva, per la sua sopravvivenza.

Ma chi deve pagare gli alimenti? La legge prevede che a quest’obbligo concorrano:

  • il coniuge
  • i figli legittimi o legittimati o naturali o adottati e, in loro mancanza, gli ulteriori discendenti (ossia i nipoti) anche naturali;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali o i genitori adottivi;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle che condividono o meno entrambi i genitori, con precedenza dei primi sui secondi.

Se i figli sono più di uno, devono tutti concorrere alle prestazioni in proporzione alle rispettive condizioni economiche. Cosa significa? Che la spesa della badante non va ripartita in quote uguali per quanti sono i figli, ma chi guadagna di più concorrerà in misura maggiore a chi ha un reddito inferiore. Insomma, ciascuno deve contribuire in base alle proprie capacità. Questa è la norma più da controllare perché porta con sé potenzialmente numerose controversie tra i figli sulla questione della proporzione.

Come deve fare il genitore se i figli o gli altri parenti non vogliono pagare la sua badante e come invece può tutelarsi il figlio che ha pagato al posto degli altri fratelli invece indifferenti? Purtroppo il genitore che vuol ottenere l’assegno alimentare (anche per pagare la badante) o colui che abbia corrisposto una quota superiore a quella che gli competeva dovrà ricorrere alle vie legali. L’anziano dovrà dimostrare di essere realmente indigente e non in grado di sostenersi con un lavoro.

L’assegno dipende poi dalle necessità reali del genitore che lo chiede e dalle possibilità dei figli di pagarlo. Chi poi non paga ma è tenuto a farlo commette un reato e può essere denunciato. Difatti il codice penale [2] stabilisce il reato di «violazione degli obblighi di assistenza familiare» per il quale è prevista la reclusione fino a un anno o la multa da 103 a 1032 euro.

Quanto costa la badante?

Una volta visto chi deve pagare la badante vediamo quanto può incidere sul bilancio familiare questa spesa. Il rapporto di lavoro con la badante è disciplinato da un apposito contratto collettivo nazionale di lavoro per le assistenti familiari. In esso sono indicati dei minimi di stipendio (resta salva la possibilità per la badante di chiedere di più). Il corrispettivo previsto dal Ccnl può variare, per le badanti di lungo orario (ossia con 8 ore al giorno) da un minimo di 5,32 euro all’ora a un massimo di 8 euro; invece per le badanti conviventi si parte da un minimo di 733,03 euro al mese a un massimo di 1.350 euro, oltre naturalmente a vitto e alloggio (pertanto non è possibile chiedere alla badante di acquistare da sè il cibo per mangiare salvo corrisponderle un’ulteriore integrazione salariale). Infine ci sono le badanti part time (ossia con 2-4 ore al giorno per le quali i corrispettivi variano tra 7 e 9 euro all’ora anche in relazione all’attività che c’è da svolgere.

In base alle attuali condizioni di mercato, la retribuzione media di una badante, sia essa di lungo orario o convivente, va da 800 a 1.100 euro al mese, oltre tredicesima, Tfr (che è pari a una mensilità per ogni anno di lavoro) e contributi previdenziali (da un minimo di 1,01 euro a un massimo di 2,05 euro all’ora).

La badante ha poi diritto a un mese di ferie retribuito ogni anno, a un giorno e mezzo di riposo alla settimana e due ore di libera uscita nei restanti cinque giorni.

Agevolazioni fiscali per la badante

Se la famiglia non dichiara più di 40mila euro l’anno, può detrarre la spesa della badante dalla dichiarazione dei redditi. In particolare è riconosciuta una detrazione sull’Irfpef pari al 19% della spesa fino a massimo di esborso annuo di 2.100 euro. In pratica si può ottenere al massimo uno sconto dalle tasse di 399 euro all’anno.

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