Diritto e Fisco | Editoriale

Colf e badante pagata in nero: cosa rischio?

6 Marzo 2018
Colf e badante pagata in nero: cosa rischio?

Quali sanzioni rischia il datore di lavoro se la colf o la badante è irregolare, non denunciata all’Ispettorato del lavoro e pagata in contanti?

Da alcuni anni lavora presso casa tua una colf che fa anche da badante al tuo unico genitore rimasto in vita. Tuttavia l’hai assunta in nero e pertanto è irregolare. Non avendola denunciata all’Ufficio del lavoro, sei anche costretto a pagarla in contanti. Da qualche mese però sono sorti tra voi alcuni contrasti particolarmente accesi e temi che possa sfruttare questa situazione di irregolarità per ricattarti. In particolare, il timore è che lei voglia denunciare il lavoro in nero all’Ispettorato del lavoro o all’Inps costringendoti così a pagarle, oltre agli arretrati non dimostrabili con un bonifico o una busta paga, anche i contributi. Così ti chiedi cosa rischi in caso di colf e badante pagata in nero? Ti daremo in questo articolo tutti i chiarimenti di cui hai bisogno.

Se la colf in nero ti denuncia

La colf in nero potrebbe denunciarti all’ispettorato del lavoro per ottenere contributi, tredicesima, tfr, ferie, permessi e differenze retributive. Una recente sentenza della Cassazione (sent. n. 46158/2019) ha ammesso la possibilità per la colf in nero di riprendersi mentre lavora, registrare o scattare foto al fine di dimostrare le prestazioni lavorative rese. Non si tratta di una violazione della privacy se la colf attiva il registratore mentre è presente sul posto e non capta scene di vita familiare, quindi privata, ma solo le mansioni che svolge.

La giurisprudenza di legittimità più recente, richiamata dalla sentenza in commento, fissa i paletti della configurazione del reato di interferenze illecite nella vita privata di cui all’articolo 615 bis del Codice penale:

  • non integra tale reato la condotta di colui che in un’abitazione in cui sia lecitamente presente filma scene di vita privata anche senza il consenso di chi venga ripreso; al contrario è interferenza illecita quella realizzata dal terzo estraneo al domicilio che ne violi l’intimità (Cass. 27160/2018);
  • il reato non è configurabile allorché l’autore della condotta condivida con i medesimi soggetti e con il loro consenso l’atto della vita privata oggetto di captazione; è al contrario illecita la condotta di colui che carpisca immagini attinenti alla vita privata di altri soggetti che si trovino nella privata dimora, siano essi stabili conviventi o ospiti occasionali, senza esservi in alcun modo partecipe (Cass. 36109/2018).

In sintesi, la giurisprudenza delinea, in modo chiaro e netto, la riferibilità dell’autore del reato a un soggetto che carpisca immagini relativi a luoghi di privata dimora in cui il medesimo non sia ammesso, realizzando così un atto di interferenza nell’ambito privato altrui. Ulteriore presupposto di tale reato è poi costituito, da un lato, dalla compartecipazione dell’autore delle riprese all’evento e dal disvalore obiettivo delle immagini, riprese da un soggetto, lecitamente inserito nei luoghi di privata dimora.

Lavoro nero: conseguenze dell’irregolarità della colf con lo Stato

La badante e la colf, così come ogni altro lavoratore, deve essere assunto regolarmente e denunciato all’Inps; quest’obbligo ovviamente spetta al datore e non alla collaboratrice familiare. Se il datore non vi provvede è responsabile personalmente per il lavoro in nero. In tal caso scattano due tipi di conseguenze, la prima per la mancata comunicazione dell’assunzione; la seconda per l’omessa iscrizione all’Inps. Vediamo più nel dettaglio le relative sanzioni:

  • la prima sanzione scatta per l’omessa o la ritardata comunicazione dell’assunzione all’Inps va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore e che bisogna pagare al centro per l’impiego. Non è una sanzione di tipo penale ma amministrativo;
  • la seconda sanzione scatta per il lavoro nero in sé ossia per la mancata iscrizione all’Inps; per tale comportamento, che è conseguente al primo, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12mila per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili persistenti contro il lavoro in nero.

Sempre nei confronti dello Stato, il datore di lavoro è altresì responsabile per l’omesso pagamento dei contributi previdenziali. Le sanzioni sono pari al tasso del 30% su base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% e un minimo di 3mila euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Anche per una sola giornata di lavoro in nero il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3mila euro.

Questa sanzione ovviamente si cumula con quelle amministrative che abbiamo appena visto per la mancata comunicazione dell’assunzione e la mancata iscrizione all’Inps.

Se il pagamento dei contributi avviene con un ritardo di non oltre 12 mesi le sanzioni si riducono per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare.

Se la badante non ha il permesso di soggiorno

Vediamo ora cosa rischi se scopri che la badante in nero è anche irregolare, ossia è immigrata senza il permesso di soggiorno. In tal caso il datore di lavoro rischia l’arresto da tre mesi a un anno e l’ammenda di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato.

La badante può chiedere gli arretrati?

I problemi non sono finiti. Anzi, il peggio deve ancora venire. Se hai pagato la badante in nero è verosimile che non hai conservato alcuna dimostrazione tracciabile del versamento dei soldi. Le avrai di sicuro dato i soldi per contanti di volta in volta. Ebbene, se non le hai fatto firmare nulla lei potrà citarti fino a cinque anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro sostenendo che non le sono stati mai versati gli stipendi, la tredicesima, la quattordicesima, i permessi, le ferie e il Tfr. E se anche tu riuscissi a dimostrare il contrario, ossia che l’hai retribuita, è verosimile che l’importo sia stato inferiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo nazionale; il che significa che dovresti integrare le mensilità con quanto dovuto per legge. Oltre a ciò resti tenuto a versare i contributi previdenziali.


23 Commenti

  1. Mia madre 96 anni, ha una pensione di 1400 euro al mese. Sarebbe buona intenzione mettere in regola la badante, ma se le dà 800 euro più vitto e alloggio, cosa le resta in tasca? se ha bisogno anche di medicine extra che non le passa la mutua? come fa a sostenere le spese per metterla in regola?

    1. State voi familiariiiiii! Putete fare lostesso lavoro azi meglio di noi perchè siete figlliiiiii! Vergognaaaaaaca non trovare soldi per pagare asistenza dei vostri cari! Rinunciate a farvi cappeli le unghie etc, e lavate 20 volte di merda vostri genitori e poi parlate di salariul de badante!

      1. Tu stai fuori di testa… 🙂
        I figli hanno lavoro, carriera, famiglia, una propria vita e quant’altro.
        Non stanno certo dietro a vecchi 90enni per di più nahce malati.
        Con la differenza che voi siete pagati, i figli NO.
        Vergognati!

    2. Esistono le Residenze Socio Sanitarie per anziani, paghi 1500 euro ed hanno tutto: medico che passa la mattina, infermieri, fisioterapista, vitto, e anche animazione diurna e serale. Per avere lo stesso servizio in casa ne spenderesti almeno il doppio e non si vive più! Quando ci sono i figli, questi di certo hanno la propria vita e i propri problemi, non possono di certo annientarsi per accudire una persona che ha già vissuto interamente la sua vita, perchè così si finisce con gli anziani in casa, o con la badante. E’ così che gira la vita, fortunato chi ci arriva a 96 anni!

  2. Perché la colpa è sempre del datore di lavoro quando spesso è la badante stessa che non vuole essere assicurata? Inoltre se è vero che la badante (tra l’altro ruba altri soldi dalla casa che l’accoglie) provvede a fare una vertenza e denunciare all’Ispettorato del lavoro, si dimentica che assicurare le badanti al livello contributivo vuol dire anche, da parte della badante, dichiarare tali redditi allo Stato e pagare le relative imposte all’Agenzia delle Entrate.

  3. a volte le badanti chiedono di non essere assicurate in quanto prendono la disoccupazione, altrimenti non accettano di lavorare e quindi siamo costretti a sottostare a tali vessazioni.
    Se l’INPS non fosse un ente assistenziale ma solo previdenziale certe cose non succederebbero e la gente non mangerebbe a due bocche.

    1. verissimo!!!
      ne avrei tante da raccontare sulle badanti straniere…….accolte come sorelle e/o figlie e, che poi ti lasciano su due piedi, con mille pretese di liquidazione, pur essendo irregolari in Italia!!!!
      BASTA BADANTI STRANIERE!!!!!

  4. L’INPS d’à per l’accompagno 500 euro poli le tariffe per un badante sono di oltre 1000 euro, e’ un’assurdita’. Noi rischiamo denunce ecc. loro li fanno entrare clandestinamente e non gli rilasciano il permesso di soggiorno, come facciamo a metterli in regola? È meglio che delinquono che lavorare? Noi poi siamo gli sfruttatori!!!!!! Che ITALIA ? Purtroppo vanno avanti solo chi ruba cominciando dai nostri politici

    1. Buongiorno, ho visto il forum sulle badanti e vorrei esprimere la mia opinione a riguardo. Faccio la badante per necessità non per scelta in quanto la mia vera professione sarebbe dovuta essere quella di insegnante con laurea. Quindi sono una cittadina italiana e non una clandestina. Il problema è che trovo difficoltà a trovare chi mi voglia mettere in regola o per lo meno se proprio sono costretta a lavorare in nero a prendere la giusta retribuzione. Attualmente mi danno solo € 650 al mese compreso vitto e alloggio ed ho a disposizione solo 4 ore libere a settimana che uso per studiare, essendo al secondo anno di violino, senza poter andare a pernottare a casa mia. Di ferie non se ne parla nemmeno in quanto nessuno dei figli vuole occuparsi della madre che è cardiopatica ma ancora autosufficiente e questo nonostante al momento dell’assunzione mi avessero assicurato piena collaborazione. La cosa più assurda è che una delle figlie non vuole occuparsi della propria madre malgrado sia senza lavo, lei e persino suo marito. Conosco i termini del contratto nazionale del lavoro e che posso dire? Che lo Stato non fa abbastanza nemmeno per tutelare i propri cittadini che per necessità svolgono questo lavoro.

      1. Maria, se lei fosse disposta a vivere in Umbria le offrirei di lavorare a casa dei miei genitori, con un contratto regolare e con il pagamento di tutti gli straordinari, come previsto dal contratto.

  5. Francamente non capisco questo articolo, in quanto la Circolare n.38 del Ministero del Lavoro del 12.11.2010 esclude dalla maxisanzione per lavoro nero il lavoro (genuinamente) domestico.

  6. Io so bene che cosa rischio se non metto in regola la mia badante ma mi chiedo : cosa rischia la badante se l’INPS scopre che e’ in nero? Chi sa risondermi?? Grazie

  7. allora vi racconto la mia esperienza…mia madre e’ invalida dal 2017 e da pochi mesi in sedia a rotelle..a parte che l inps ancora nn mi fa avere questo accompagno e mi ha bloccato la pratica senza motivo….ma …trovo una badante pagandola senza contributo statale inps …questa si piazza a casa mia e spesso mi piazza pure le figlie minorenni alle quali devo fare la baby sitter ..farle mangiare e farle fare i compiti perche’ lei nn le segue …per quanto riguarda i suo lavoro di appena due ore giornaliere per la cura di mia madre perche’ la bado io …licenziata illegittimamente senza lavoro e sto a casa …allora questa tipaccia qualche gg fa va in escandescenza per una banalita’ perche diceva che le avevo fatto perdere de soldi per un altro piccolo lavoro di pulizie …perche’ quel giorno ero tornata tardi..una pazza !! da io padrona sono passata a garzona ed a lavorare per lei!!!! assurdo queste straniere sono pazze ! le avevo dopo soli due mesi proposto contratto e lei nn lo ha mai voluto fare perche’ probabilmente prende soldi extra di disoccupazione ed altro…allora ?? cosa dobbiamo fare noi italiani per tutelarci da queste approfittone?? tra l altro la pagavo anche prima del normale e gg fa se ne e’ andata con un mucchio di soldi miei e lasciandomi con mia madre sporca….sono delle miserabili !!! sanno bene che valore dare ai soldi !!! e prendono di mira i polli in buona fede !!!

  8. Brava Stefania. Spero che Maria abbia accettato.
    Per esperienza personale, le badanti straniere non accettano molto volentieri di lavorare in regola, soprattutto se sono in disoccupazione pagata e devono solo fare una sostituzione di un paio di mesi. Quando si è con le spalle al muro, il potere contrattuale è nelle loro mani

  9. Parlate come se nessuno qua avesse una scelta!
    La via legale è sempre aperta a tutti, se la signora non ha voglia di essere messa in regola, se ne trova un’altra che sia disposta a sottostare non già alle tue condizioni ma alle leggi, regolamentazioni, direttive dello Stato. Quindi non facciamo per favore polemica su dei casi singoli dove tra l’altro bisognerebbe approfondire meglio la situazione.
    Le persone oneste ci sono e mi riferisco sia alle badanti straniere e non, sia ai datori di lavoro e per trovarle è necessaria la pazienza e la buona volontà.
    Lo Stato c’è e tutela chi vuole essere protetto da certe “approfittatone”.

  10. Salve a tutti! Ho letto tutti commenti i opinioni. Io sono una badante straniera. Vi voglio raccontare la mia storia e situazione. Lavoro qui in Italia di quasi due anni. Ho lavorato sempre solo con una segnora alziana. In nero, e non per la mia scelta. Lavoro24/24. Due ore al giorno non li ho perche non poso lasciare da sola la mia signora. Primi tempi non uscivo ne anche giorni di riposo. Non sono stata pagata per questo. Va bene non ho cercato mai di dire qualcosa a nessuno. Adesso quando io voglio uscire mie giorni di riposo si comincia un casino. Di tre figli tutti sono impegnati. ( Ma tu perche devi andare via?) Non chiedo assolutamente niente solo mie giorni di riposo.!!! E qui anche sono constreta.!!! E dove e quella verità? Cosi come sono le badante stronze, cosi sonno anche i datori di lavoro! Mondo!!! Siamo uguali! Io ho messo i cuore per la mia segnora, a la fine tutti giorni di riposo quali li ho lavorato non sono stata pagata. E anche mi vogliano chiudere la aria da respirare.

    Scusati per gli errori ortografici, non sono Italiana! Sono straniera!

    1. Chi non ha regolare contratto può fare segnalazione alla Guardia di Finanza o all’Ispettorato del lavoro senza rischiare nulla. Leggi il nostro articolo su Come fare denuncia di lavoro in nero https://www.laleggepertutti.it/167403_come-fare-denuncia-di-lavoro-in-nero Quali sono le regole per assumere una badante? Scoprilo nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/225764_quali-sono-le-regole-per-assumere-una-badante
      Forse non sai che la legge prevede per le badanti, come per la generalità dei lavoratori dipendenti, un orario massimo di lavoro, sia giornaliero che settimanale, assieme al diritto ai riposi ed alle ferie. Se si va oltre il normale orario di lavoro, poi, sono previste delle maggiorazioni della paga; lo stesso vale anche per il lavoro notturno, purché tu non sia stata specificamente assunta per prestazioni discontinue assistenziali di attesa o di presenza notturna. Ma procediamo per ordine, e vediamo nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/232535_orario-di-lavoro-per-una-badante qual è l’orario di lavoro per una badante: conviventi a servizio intero e ridotto, non conviventi, lavoro notturno, straordinario, giornate di riposo, ferie. Il riposo giornaliero, per le badanti, come per la generalità dei lavori dipendenti deve essere almeno di 11 ore consecutive. Per le badanti conviventi, spettano anche 2 ore al giorno non retribuite (le ore spettano nel caso in cui l’orario giornaliero non sia interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22), durante le quali la lavoratrice può uscire dall’abitazione del datore di lavoro. Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, l’orario settimanale di lavoro di colf e badanti non può superare: 54 ore se assunte come conviventi a servizio intero; 30 ore se assunte come conviventi a servizio ridotto; 40 ore se assunte come non conviventi.

  11. io sono un badante italiano ho lavorato 4 anni senza contratto lavorando10 ore al giorno per 6giorni alla settimana i figli sono ed erano interessato soli a buoni fruttiferi del padre. Quando mi anno licenziato perché per il figlio spendevamo troppi per vivere decorosamente e li ho chiesto una buona uscita visto che per 4 anni sono stato sotto pagato e senza contributi la risposta è stata non ti do nulla. E vi assicuro che a vinto lui perché basta andare dall’avvocato e dire che il badante rubava che parte una causa che non finisce più e a tutto il tempo il figlio di far sparire i soldi che pur se vinci non trovi nulla e ti rimane da pagare l’avvocato.

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