Diritto e Fisco | Editoriale

Colf e badante pagata in nero: cosa rischio?

6 Marzo 2018


Colf e badante pagata in nero: cosa rischio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Marzo 2018



Quali sanzioni rischia il datore di lavoro se la colf o la badante è irregolare, non denunciata all’Ispettorato del lavoro e pagata in contanti?

Da alcuni anni lavora presso casa tua una colf che fa anche da badante al tuo unico genitore rimasto in vita. Tuttavia l’hai assunta in nero e pertanto è irregolare. Non avendola denunciata all’Ufficio del lavoro, sei anche costretto a pagarla in contanti. Da qualche mese però sono sorti tra voi alcuni contrasti particolarmente accesi e temi che possa sfruttare questa situazione di irregolarità per ricattarti. In particolare, il timore è che lei voglia denunciare il lavoro in nero all’Ispettorato del lavoro o all’Inps costringendoti così a pagarle, oltre agli arretrati non dimostrabili con un bonifico o una busta paga, anche i contributi. Così ti chiedi cosa rischi in caso di colf e badante pagata in nero? Ti daremo in questo articolo tutti i chiarimenti di cui hai bisogno.

Lavoro nero: conseguenze dell’irregolarità della colf con lo Stato

La badante e la colf, così come ogni altro lavoratore, deve essere assunto regolarmente e denunciato all’Inps; quest’obbligo ovviamente spetta al datore e non alla collaboratrice familiare. Se il datore non vi provvede è responsabile personalmente per il lavoro in nero. In tal caso scattano due tipi di conseguenze, la prima per la mancata comunicazione dell’assunzione; la seconda per l’omessa iscrizione all’Inps. Vediamo più nel dettaglio le relative sanzioni:

  • la prima sanzione scatta per l’omessa o la ritardata comunicazione dell’assunzione all’Inps va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore e che bisogna pagare al centro per l’impiego. Non è una sanzione di tipo penale ma amministrativo;
  • la seconda sanzione scatta per il lavoro nero in sé ossia per la mancata iscrizione all’Inps; per tale comportamento, che è conseguente al primo, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12mila per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili persistenti contro il lavoro in nero.

Sempre nei confronti dello Stato, il datore di lavoro è altresì responsabile per l’omesso pagamento dei contributi previdenziali. Le sanzioni sono pari al tasso del 30% su base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% e un minimo di 3mila euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Anche per una sola giornata di lavoro in nero il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3mila euro.

Questa sanzione ovviamente si cumula con quelle amministrative che abbiamo appena visto per la mancata comunicazione dell’assunzione e la mancata iscrizione all’Inps.

Se il pagamento dei contributi avviene con un ritardo di non oltre 12 mesi le sanzioni si riducono per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare.

Se la badante non ha il permesso di soggiorno

Vediamo ora cosa rischi se scopri che la badante in nero è anche irregolare, ossia è immigrata senza il permesso di soggiorno. In tal caso il datore di lavoro rischia l’arresto da tre mesi a un anno e l’ammenda di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato.

La badante può chiedere gli arretrati?

I problemi non sono finiti. Anzi, il peggio deve ancora venire. Se hai pagato la badante in nero è verosimile che non hai conservato alcuna dimostrazione tracciabile del versamento dei soldi. Le avrai di sicuro dato i soldi per contanti di volta in volta. Ebbene, se non le hai fatto firmare nulla lei potrà citarti fino a cinque anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro sostenendo che non le sono stati mai versati gli stipendi, la tredicesima, la quattordicesima, i permessi, le ferie e il Tfr. E se anche tu riuscissi a dimostrare il contrario, ossia che l’hai retribuita, è verosimile che l’importo sia stato inferiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo nazionale; il che significa che dovresti integrare le mensilità con quanto dovuto per legge. Oltre a ciò resti tenuto a versare i contributi previdenziali.


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13 Commenti

  1. Mia madre 96 anni, ha una pensione di 1400 euro al mese. Sarebbe buona intenzione mettere in regola la badante, ma se le dà 800 euro più vitto e alloggio, cosa le resta in tasca? se ha bisogno anche di medicine extra che non le passa la mutua? come fa a sostenere le spese per metterla in regola?

    1. State voi familiariiiiii! Putete fare lostesso lavoro azi meglio di noi perchè siete figlliiiiii! Vergognaaaaaaca non trovare soldi per pagare asistenza dei vostri cari! Rinunciate a farvi cappeli le unghie etc, e lavate 20 volte di merda vostri genitori e poi parlate di salariul de badante!

    2. Esistono le Residenze Socio Sanitarie per anziani, paghi 1500 euro ed hanno tutto: medico che passa la mattina, infermieri, fisioterapista, vitto, e anche animazione diurna e serale. Per avere lo stesso servizio in casa ne spenderesti almeno il doppio e non si vive più! Quando ci sono i figli, questi di certo hanno la propria vita e i propri problemi, non possono di certo annientarsi per accudire una persona che ha già vissuto interamente la sua vita, perchè così si finisce con gli anziani in casa, o con la badante. E’ così che gira la vita, fortunato chi ci arriva a 96 anni!

  2. Perché la colpa è sempre del datore di lavoro quando spesso è la badante stessa che non vuole essere assicurata? Inoltre se è vero che la badante (tra l’altro ruba altri soldi dalla casa che l’accoglie) provvede a fare una vertenza e denunciare all’Ispettorato del lavoro, si dimentica che assicurare le badanti al livello contributivo vuol dire anche, da parte della badante, dichiarare tali redditi allo Stato e pagare le relative imposte all’Agenzia delle Entrate.

  3. a volte le badanti chiedono di non essere assicurate in quanto prendono la disoccupazione, altrimenti non accettano di lavorare e quindi siamo costretti a sottostare a tali vessazioni.
    Se l’INPS non fosse un ente assistenziale ma solo previdenziale certe cose non succederebbero e la gente non mangerebbe a due bocche.

    1. verissimo!!!
      ne avrei tante da raccontare sulle badanti straniere…….accolte come sorelle e/o figlie e, che poi ti lasciano su due piedi, con mille pretese di liquidazione, pur essendo irregolari in Italia!!!!
      BASTA BADANTI STRANIERE!!!!!

  4. L’INPS d’à per l’accompagno 500 euro poli le tariffe per un badante sono di oltre 1000 euro, e’ un’assurdita’. Noi rischiamo denunce ecc. loro li fanno entrare clandestinamente e non gli rilasciano il permesso di soggiorno, come facciamo a metterli in regola? È meglio che delinquono che lavorare? Noi poi siamo gli sfruttatori!!!!!! Che ITALIA ? Purtroppo vanno avanti solo chi ruba cominciando dai nostri politici

    1. Buongiorno, ho visto il forum sulle badanti e vorrei esprimere la mia opinione a riguardo. Faccio la badante per necessità non per scelta in quanto la mia vera professione sarebbe dovuta essere quella di insegnante con laurea. Quindi sono una cittadina italiana e non una clandestina. Il problema è che trovo difficoltà a trovare chi mi voglia mettere in regola o per lo meno se proprio sono costretta a lavorare in nero a prendere la giusta retribuzione. Attualmente mi danno solo € 650 al mese compreso vitto e alloggio ed ho a disposizione solo 4 ore libere a settimana che uso per studiare, essendo al secondo anno di violino, senza poter andare a pernottare a casa mia. Di ferie non se ne parla nemmeno in quanto nessuno dei figli vuole occuparsi della madre che è cardiopatica ma ancora autosufficiente e questo nonostante al momento dell’assunzione mi avessero assicurato piena collaborazione. La cosa più assurda è che una delle figlie non vuole occuparsi della propria madre malgrado sia senza lavo, lei e persino suo marito. Conosco i termini del contratto nazionale del lavoro e che posso dire? Che lo Stato non fa abbastanza nemmeno per tutelare i propri cittadini che per necessità svolgono questo lavoro.

      1. Maria, se lei fosse disposta a vivere in Umbria le offrirei di lavorare a casa dei miei genitori, con un contratto regolare e con il pagamento di tutti gli straordinari, come previsto dal contratto.

  5. Francamente non capisco questo articolo, in quanto la Circolare n.38 del Ministero del Lavoro del 12.11.2010 esclude dalla maxisanzione per lavoro nero il lavoro (genuinamente) domestico.

  6. Io so bene che cosa rischio se non metto in regola la mia badante ma mi chiedo : cosa rischia la badante se l’INPS scopre che e’ in nero? Chi sa risondermi?? Grazie

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