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Lo sai che? Elezioni 2018: come cambia la sanità

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

Gli impegni presi dal Centrodestra e dal Movimento 5 Stelle sulla salute. Ticket, prestazioni, costi, farmaci, liste d’attesa: cosa farà il nuovo Governo?

Passato il tempo delle promesse, arriva il momento per chi ha vinto le elezioni 2018 di mettere in pratica quello che hanno detto ai cittadini. Certo, prima bisogna capire chi ha vinto le elezioni, cioè chi avrà l’incarico del Quirinale per formare un nuovo Governo. Si può, comunque, ricordare quello che il Centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle, le due formazioni che hanno raccolto il maggiore consenso alle urne e che, quindi, dovrebbero avere il compito di governare il Paese nei prossimi cinque anni, hanno «proclamato» nei loro comizi in materia di sanità.

Come noto, la salute pubblica è in mano alle Regioni. E questo è un terreno particolarmente caro soprattutto alla Lega, ormai a capo della coalizione del Centrodestra: potenziare l’autonomia dei territori locali è da sempre nel suo Dna. Anche i grillini, però, hanno messo sul tavolo le loro proposte su come cambierà la sanità nei prossimi anni, nel caso in cui Mattarella metta nelle loro mani il timone dell’Italia.

Elezioni 2018: come cambia la sanità con il Centrodestra

Secondo i patti dichiarati prima e dopo le elezioni 2018 dalla coalizione di Centrodestra, sarà la Lega ad avere in mano la bacchetta per la direzione d’orchestra di un nuovo Governo formato dai partiti alleati (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia Udc). E come cambia la sanità sotto la guida di Matteo Salvini?

Il programma del Centrodestra si basa su questi punti:

  • lasciare ai cittadini libertà di scelta nell’offerta sanitaria;
  • dare un impulso alla concorrenza tra pubblico e privato;
  • allargare le prestazioni sanitarie ai più bisognosi;
  • puntare sulla formazione del personale sanitario.

Sono soltanto delle dichiarazioni di intenti, degli ambiti su cui si vuole lavorare, perché, come vedremo subito, di elementi concreti non ce ne sono.

Come cambia la sanità col Centrodestra: la libertà di scelta

Il primo aspetto è quello che sembra più fumoso. Bisognerà capire, nella pratica, che cosa intende il Centrodestra per «libertà di scelta nell’offerta sanitaria».

Viene in mente la battuta di quel comico sul cliente di un ristorante che, seduto al tavolo, vede sul menù: «Verdure a scelta». Arrivato il cameriere, gli chiede: «Quali verdure avete?» Lui risponde: «Abbiamo degli asparagi». «E poi?» Il cameriere, impassibile: «E poi, basta». Il cliente, perplesso, chiede: «Mi scusi, qui c’è scritto verdure a scelta. Che cosa posso scegliere?» Ed il cameriere, con il tono di chi si rivolge a chi non capisce una banalità, chiarisce: «Appunto, verdure a scelta. Può scegliere se le vuole o non le vuole».

Ecco, per sapere come cambia la sanità con un nuovo Governo di Centrodestra ci sarà da capire su quali elementi si basa la libertà di scelta dell’utente. Posso decidere, come succede ora, tra quello che passa il convento (i soliti asparagi) oppure mi daranno più verdure, cioè più prestazioni? E quali saranno, se ci saranno, quelle nuove prestazioni? Abbiamo cinque anni per scoprirlo.

Come cambia la sanità col Centrodestra: concorrenza pubblico-privato

Il secondo punto ricorda la logica del mercato aziendale: chi meglio offre, ad un prezzo più competitivo, si porta il cliente a casa. Ricordiamo, però, che si sta parlando di sanità, cioè di un servizio garantito dalla Costituzione ai cittadini.

La logica della coalizione guidata da Salvini è questa: il pubblico non deve addormentarsi, deve prendere spunto dal privato e garantire le stesse prestazioni, gli stessi tempi di attesa, la stessa qualità. La concorrenza, in alcuni settori, ha risvegliato il servizio pubblico (si guardi, ad esempio, il mercato delle telecomunicazioni, dell’energia, dei media). Se l’intento della Lega & Co. andrà in porto, il risultato dovrebbe essere quello di non dovere più rivolgersi ad una struttura privata per avere delle liste di attesa più ridotte a prezzi esorbitanti e, di conseguenza, di non rinunciare a curarsi perché nelle strutture pubbliche si trovano tempi decenti per una visita, un esame o un intervento chirurgico senza dover chiedere un prestito. Il Governo, però, dovrà chiarire dove troverà le risorse economiche per mantenere le strutture pubbliche al livello di quelle private. Ci penseranno le Regioni?

Come cambia la sanità col Centrodestra: più prestazioni ai bisognosi

Altro punto che, a priori, suona a slogan elettorale ma che si rivela una vera necessità, legata a quello che abbiamo appena visto: chi prende la pensione minima, chi è disoccupato, chi ha una famiglia numerosa con un solo reddito, oggi godono di alcune agevolazioni che, però, non bastano a soddisfare i propri bisogni sanitari. È noto, infatti, che molte persone rinunciano alle proprie cure perché costano troppo, soprattutto quando di soffre di una malattia cronica.

La coalizione di Centrodestra si impegna ad allargare le prestazioni ai più bisognosi. Senza specificare, però, quali prestazioni in più intende offrire e quanto è disposta ad alzare l’asticella del reddito minimo per avere diritto ai benefici. Anche in questo caso ci sono cinque anni per scoprirlo.

Come cambia la sanità col Centrodestra: la formazione del personale

Per spiegare come vuole cambiare la sanità il Centrodestra, Matteo Salvini sottolinea la necessità di un programma di formazione della classe dirigenziale affinché questa garantisca un sistema in grado di coniugare «le esigenze di utilizzo attento delle risorse sempre più ridotte con la qualità delle prestazioni». In altre parole: con quel poco che abbiamo a disposizione, occorre dare agli utenti un servizio sanitario degno di questo nome, anziché allargare le braccia di fronte ai limiti del pubblico rispetto al privato.

Per riuscirci in questa impresa, la Lega intende intervenire a monte, cioè a cominciare dalle università. Aumentando il numero dei laureati in medicina grazie ad una revisione del numero chiuso per l’accesso ai corsi e all’aumento delle borse di studio per chi si deve specializzare.

Altro aspetto che compare nel programma del Centrodestra in materia sanitaria riguarda i vaccini, su cui la coalizione non ha una visione unitaria. Mentre la Lega opta per la «raccomandazione» del siero, cioè si dice favorevole a togliere l’obbligo imposto dalla legge Lorenzin, Forza Italia e Noi con l’Italia-Udc vorrebbero mantenere il vincolo.

Anche Fratelli d’Italia ha avanzato qualche proposta per dire come, a loro avviso, può cambiare la sanità. Il partito guidato da Giorgia Meloni prevede, ad esempio, un reale riconoscimento della funzione sociale dei caregiver, cioè di chi si prende cura di un parente non autosufficiente, con agevolazioni sia da un punto di vista lavorativo sia da un punto di vista normativo. Probabilmente, quello che intende è potenziare quello che è già stato fatto sui caregiver, cioè quello che abbiamo raccontato in articoli come questo,  questo o questo. Fdi propone anche di introdurre delle agevolazioni fiscali per i cittadini che si sottopongono periodicamente a dei controlli medici. Perciò, e senza creare un popolo di ipocondriaci e senza, nemmeno, intasare le strutture pubbliche a dismisura, premiare chi vuole stare bene.

I centristi, infine, suggeriscono di attivare delle misure contro la ludopatia (cioè la dipendenza dal gioco d’azzardo) e di potenziare la medicina territoriale e la ricerca sulle malattie rare. Come? È chiedere troppo, per ora. La domanda era che cosa vogliono fare, non come pensano di farlo.

Elezioni 2018: come cambia la sanità con il Movimento 5 Stelle

Metti che il Quirinale dà, con successo, l’incarico di formare un nuovo Governo al leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi di Maggio. Come cambia la sanità con il Paese in mano ai grillini (ed eventuali sostenitori che garantiscano loro di campare un’intera legislatura)?

Le proposte di quello che è diventato il partito più votato dagli italiani si possono riassumere così:

  • integrare i ministeri dell’Ambiente e della Salute e condividere i dati di entrambi tra le diverse agenzie governative;
  • potenziare l’educazione alimentare e scoraggiare l’eccessivo utilizzo di zuccheri, grassi saturi e idrogenati nei prodotti alimentari;
  • vietare la pubblicità dei giochi d’azzardo ed incentivare ogni iniziativa volta alla lotta alla ludopatia;
  • eliminare i ticket sui farmaci;
  • rivedere i criteri con cui vengono nominati i direttori generali e i dirigenti delle strutture sanitarie complesse, garantendo maggiore trasparenza;
  • obbligo per le aziende farmaceutiche di rendere pubblici i contributi versati ai medici e agli ospedali, compresa una maggiore trasparenza nei rapporti economici tra Aifa (Agenzia del farmaco) e Big Pharma (l’industria farmaceutica);
  • obbligo di pubblicare i dati relativi alle liste d’attesa;
  • revisione delle convenzioni, degli accreditamenti e delle prestazioni intramoenia che possano generare dei conflitti di interesse;
  • introduzione di un tetto ai compensi aggiuntivi per le prestazioni intramoenia dei professionisti non superiore al 150% del loro stipendio;
  • informatizzare il Servizio sanitario nazionale attraverso la creazione del fascicolo sanitario elettronico, le ricette elettroniche, la digitalizzazione dei referti e delle cartelle cliniche e le prenotazioni ed i pagamenti online;
  • consentire al neo specialista di continuare a svolgere l’attività professionale nell’ospedale in cui si è formato (ma i concorsi?).

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1 Commento

  1. Certo belle promesse, tutte valide teoricamente ma poi……coperture finanziarie vere e non pensate…..numeri per approvare quanto predicato……ce ne passa parecchio di acqua sotto i ponti.Dobbiamo ,comunque aspettare…..avere fiducia di questo modo di filosofare ed attendere…..

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