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Lo sai che? Dove posso ritirare i buoni postali

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

I buoni postali si possono riscuotere ovunque? Come fare? Rimborso “fisico” e rimborso online, buoni cartacei e dematerializzati. Come riscuotere i buoni cointestati?

Tantissimi italiani affidano i loro risparmi alle Poste Italiane: fra i prodotti offerti, i buoni postali sono senz’altro tra i più noti. Di cosa si tratta? I buoni postali sono titoli che garantiscono la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi. A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane. Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato. I buoni postali sono strumenti di risparmio equiparabili ai Buoni del Tesoro (Bot) ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito. Una volta scaduti, i buoni diventano infruttiferi e vanno incassati, pena il rischio che si prescrivano. Se ti stai chiedendo dove posso ritirare i buoni postali, questo è l’articolo che fa per te.

Buoni postali: dove si rimborsano?

I buoni postali,  a prescindere dal fatto che il ritiro avvenga prima o dopo la scadenza, possono essere rimborsati in qualsiasi ufficio postale e non soltanto in quello in cui sono stati emessi. C’è però una differenza: mentre nell’ufficio in cui è avvenuta l’emissione il rimborso potrà essere anche a vista, negli altri casi il ritiro avverrà dopo circa quattro giorni lavorativi, in modo tale da permettere all’ufficio di effettuare tutti gli accertamenti.

Buoni postali: come avviene il rimborso?

Se ti stai ancora chiedendo dove posso ritirare i buoni postali, devi sapere che la somma può essere ritirata direttamente in contanti oppure tramite versamento su conto corrente postale o su libretto postale intestato allo stesso titolare del buono. È altresì possibile fare ricarica sul conto postale, se si ha un libretto o una carta BancoPosta.

Un altro modo per poter incassare un buono postale è quello di richiedere un assegno circolare per poterlo versare sul conto corrente bancario. Per poter richiedere la riscossione il cliente deve esibire, insieme al buono stesso, i documenti di identità in originale. Una volta che il buono verrà riscosso, questo verrà trattenuto dall’ufficio postale mentre al cliente verrà stampata una ricevuta dell’avvenuto pagamento.

Buoni postali: cos’è il rimborso online?

buoni fruttiferi postali cartacei possono essere rimborsati soltanto presso gli uffici postali. La maggior parte dei buoni dematerializzati, invece, sono sottoscrivili e rimborsabili anche online attraverso il sito istituzionale delle Poste Italiane.

Si ricordi che la sottoscrizione e il rimborso in via telematica sono consentiti soltanto ai titolari di conto corrente postale o libretto Smart abilitati ai servizi online.

Buoni postali scaduti: come ritirarli?

Se ti stai ancora chiedendo dove posso ritirare i buoni postali, devi sapere che per incassare i buoni postali il cliente deve esibire, oltre al titolo, la carta di identità (o la patente di guida) ed il codice fiscale (tessera sanitaria). I buoni fruttiferi postali sono nominativi, il che significa che non si possono cedere ad altre persone ma, per poter essere estinti, devono necessariamente essere ritirati da parte degli interessati (o di uno di essi).

Solo il titolare del buono, cioè colui che l’ha sottoscritto originariamente, può compiere questa operazione; non sono ammesse deleghe ad altre persone.

Buoni postali cointestati: come riscuoterli?

I buoni postali possono essere intestati anche a più persone; in questa evenienza, per ottenerne il rimborso potrebbero esservi delle difficoltà. Infatti, occorre verificare se sul buono è presente la clausola “Pfr”, che significa “pari facoltà di rimborso”; in caso positivo, ciascun cointestatario potrà recarsi presso un ufficio postale per chiedere la riscossione del titolo. Qualora tale clausola non vi fosse, sarà necessaria la presenza contestuale di tutti gli intestatari, muniti dei documenti di riconoscimento sopra indicati.

I veri problemi sorgono quando uno dei cointestatari è deceduto. Cosa accade in questo caso?

Buoni postali cointestati: come ritirarli in caso di successione?

Il decesso di uno degli intestatari comporta l’apertura della pratica di successione. Le persone interessate al rimborso del titolo dovranno: presentare il certificato di morte del defunto; compilare tutti documenti inerenti all’apertura della successione; convocare gli eventuali eredi, i quali subentrano nei diritti nel deceduto. I moduli da sottoscrivere saranno individuati di volta in volta dal responsabile dell’ufficio postale chiamato ad effettuare il rimborso. V’è da dire che la pratica difficilmente verrà sbrigata in pochi giorni: normalmente si tratta di un’attesa di almeno due o tre settimane.

Buoni postali cointestati: cos’è la clausola di pari facoltà di rimborso?

Orbene, la procedura illustrata nel precedente paragrafo dovrebbe evitarsi nel caso in cui sul buono vi sia la clausola di pari facoltà rimborso: in questa circostanza, come detto, ogni cointestatario, autonomamente, può richiedere il rimborso dell’intera cifra. Eppure non sempre è così facile.

Se la suddetta clausola non incontra limitazioni quando tutti i cointestatari siano viventi, è prassi frequente delle Poste Italiane negare il rimborso quando uno di loro sia deceduto. In altre parole, in caso di decesso di uno dei titolari, la clausola di pari facoltà di rimborso viene resa inoperativa. Il punto è molto discusso ma la giurisprudenza sembra essersi schierata dalla parte del cittadino.

La Corte di Cassazione, infatti, ha ritenuto illegittima la condotta delle Poste Italiane che, pur in presenza della clausola “Pfr”, neghi il rimborso del buono ad uno dei titolari [1]. Quanto sostenuto dalla giurisprudenza è pienamente in linea con quanto affermato dalla legge a proposito dei titoli garantiti dallo Stato, i quali non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione.

Da ultimo, si segnale un’ordinanza del Tribunale di Verona [2] che, sulla scia di quanto stabilito dalla Suprema Corte, ha ribadito che il cointestatario superstite ha pienamente diritto di riscuotere il buono cointestato se è apposta la clausola “Pfr”, e ciò anche se quest’ultimo non presenta la dichiarazione di successione né la quietanza degli eredi del defunto contitolare del buono.

In particolare, il giudice ha considerato sufficiente una semplice autocertificazione. In simili ipotesi, dunque, può bastare che il cointestatario certifichi che l’altro intestatario è morto senza fare testamento e che non si è a conoscenza di possibili eredi aventi causa.

note

[1] Cass. sent. n. 12385 del 03.06.2014; n. 15231/2002 e n. 13979/07 (sezioni unite).

[2] Trib. Verona, sez. Terza, ord. del 24.11.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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