Diritto e Fisco | Editoriale

Autovelox: la multa deve indicare la taratura

6 marzo 2018


Autovelox: la multa deve indicare la taratura

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2018



La Cassazione boccia tutte le multe fatte con autovelox: non basta che ci sia la taratura ma questa va anche indicata nel verbale.

Se di recente hai preso una multa per eccesso di velocità contestata con autovelox oppure transiti quotidianamente su una strada presidiata da questi apparecchi e temi che prima o poi ti possa arrivare una contravvenzione a casa, ecco una notizia che fa al caso tuo. Dopo la rivoluzionaria sentenza del 2015 della Corte Costituzionale [1] che ha dichiarato illegittime tutte le multe con autovelox non sottoposti a revisione annuale (la cosiddetta «taratura»), arriva ora una nuova sentenza a scuotere le regole sulle contravvenzioni stradali per eccesso di velocità. La Cassazione, nell’agganciarsi a quanto detto tre anni fa dalla Consulta, ha appena rilanciato la posta [2]: non basta che l’apparecchio sia stato sottoposto a controllo periodico, ma di ciò deve essere dato atto anche nel verbale. Se la multa non riporta l’avvenuta taratura dell’autovelox è nulla. Come dire: non deve essere il cittadino, una volta ricevuta la contravvenzione, a doversi informare se la macchina che lo ha fotografato era o meno a norma di legge; è invece compito degli agenti documentare che le operazioni di revisione siano state fatte meno di un anno prima.

Addio multa per eccesso di velocità se il verbale non riporta l’avvenuta taratura dell’autovelox

Negli scorsi anni, la Cassazione ha preso atto dell’avvenuta dichiarazione di incostituzionalità del codice della strada a seguito della quale è stato imposto a tutti i misuratori elettronici della velocità di essere sottoposti a controllo periodico. L’assenza di verifiche di funzionamento può compromettere e pregiudicare i risultati rilevati dagli autovelox e, pertanto, l’omesso controllo delle apparecchiature è «intrinsecamente irragionevole». Del resto, se è vero che le bilance del mercato rionale vengono sistematicamente tarate non c’è ragione per non farlo anche con strumenti di precisione millimetrica come gli autovelox, spesso spostati da un luogo a un altro e sottoposti a usura. Ne va dell’affidabilità del sistema di rilevazione che potrebbe variare sensibilmente nel tempo e non essere preciso. Ecco perché la Consulta ha imposto il check-up periodico. In forza di ciò, i giudici della Suprema Corte hanno decretato la nullità di tutte le multe per eccesso di velocità in caso di autovelox non sottoposto a taratura almeno una volta all’anno.

Oggi però viene aggiunto un ulteriore tassello. Non solo è necessario il controllo, ma nel verbale deve essere indicato l’avvenuto adempimento che rende di conseguenza affidabile il rilevamento.

Perché è importante questa pronuncia? Perché esonera il cittadino da un compito che poteva, a volte, pregiudicare il suo diritto di difesa. Chiariamoci con un esempio. Non appena l’automobilista riceveva una multa, volendosi accertare che l’autovelox fosse stato effettivamente tarato, doveva presentare una domanda di accesso agli atti amministrativi al Comune per verificare il compimento di tale operazione. L’amministrazione però tardava sempre nel consegnargli il verbale redatto dalla ditta incaricata della taratura e spesso spiravano i 30 giorni utili per fare ricorso al giudice di pace. Invece, con l’ordinanza in commento, saranno già i poliziotti o i carabinieri a documentare in anticipo – con attestazione che non potrà essere ovviamente falsificata – quando è avvenuta l’ultima taratura dell’autovelox impiegato, in tal modo evitando al trasgressore di effettuare successive verifiche. Certo, questo non gli impedisce di investigare comunque: potrebbe ben essere infatti che il controllo dell’apparecchio è stato eseguito da ditta non autorizzata o non rispettando le metodologie ministeriali o addirittura che il verbale di taratura non sia mai stato fatto o che, pur eseguito, è andato disperso. Resta comunque ferma la possibilità di contestare la cattiva fabbricazione, installazione e/o funzionamento del dispositivo.

Ne deriva che nel caso in esame, la taratura dell’apparecchiatura non solo risulta necessaria, ma deve anche essere indicata nel verbale perché solo così il rilevamento della velocità può presumersi affidabile.

note

[1] C. Cost. sent. n. 113/2015 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45, comma 6, del codice della strada per contrasto con l’articolo 3 della Costituzione.

[2] Cass. ord. n. 5227/18 del 6.03.2018.

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