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Lo sai che? Negoziazione assistita: si fa dopo l’opposizione a decreto ingiuntivo?

Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2018

In caso di recupero crediti aventi ad oggetto domande di pagamento di somme fino a 50mila euro è obbligatoria la negoziazione assistita, ma che succede se il procedimento inizia con decreto ingiuntivo?

Se sei capitato in questa pagina è probabilmente perché sei coinvolto in una procedura di recupero crediti iniziata con un decreto ingiuntivo e sfociata con l’opposizione del debitore; ora però ti stai chiedendo se è necessario, dopo tale opposizione, il tentativo di “conciliazione” mediante la negoziazione assistita. Un dubbio che ti potrebbe essere sorto per via della formulazione della norma che, sul punto, è molto sintetica e sbrigativa, potendo così trarre in inganno o dar luogo ad equivoci. In questo articolo cercheremo dunque di far chiarezza sul tema e sulla condizione di procedibilità della domanda di pagamento di somme fino a 50mila euro. In altri termini risponderemo alla domanda: la negoziazione assista: è obbligatoria dopo l’opposizione a decreto ingiuntivo? 

Come saprai già certamente la normativa di riferimento è il decreto legge numero 132 del 2014 che ha introdotto l’obbligatorietà della negoziazione assistita, come condizione di procedibilità per la domanda giudiziale, nelle seguenti materie:

  • risarcimento danni da incidenti stradali  (danni da circolazione di veicoli e natanti) salvo nei due seguenti casi: 1) se la domanda è indeterminata nel suo ammontare; 2) prima dei procedimenti di: ingiunzione, inclusa l’opposizione; consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite; opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata; procedimenti in camera di consiglio; azione civile esercitata in sede penale;
  • richiesta di pagamento di somme fino a 50mila euro salvo nei seguenti casi: 1) se rientra in uno dei casi in cui è obbligatoria la mediazione; 2) nei seguenti procedimenti: ingiunzione, inclusa l’opposizione; consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite; opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata; procedimenti in camera di consiglio; azione civile esercitata in sede penale;
  • contratti di trasporto e subtrasporto salvo nei seguenti casi: 1) nel caso di azione diretta promossa dal vettore nel trasporto di cose per conto terzi; 2) nei seguenti procedimenti: ingiunzione, inclusa l’opposizione; consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite; opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata; procedimenti in camera di consiglio; azione civile esercitata in sede penale.

Con riferimento quindi alle azioni volte al recupero dei crediti, che hanno ad oggetto un pagamento di somme fino a 50mila euro, il creditore può evitare di avviare la negoziazione assistita se procede tramite decreto ingiuntivo.

A questo punto bisogna valutare cosa succede nell’ipotesi in cui il debitore faccia opposizione a decreto ingiuntivo. Diventa in questo caso necessario procedere alla negoziazione assistita prima o dopo la prima udienza? Se fossimo nell’ambito delle controversie per le quali la legge prevede la mediazione obbligatoria non ci sarebbero dubbi: difatti, all’udienza in cui il giudice decide sulla provvisoria esecuzione – ossia la prima udienza del giudizio di opposizione – alle parti viene dato un termine per tentare la mediazione (si pensi alle controversie in materia bancaria o condominiale). A riguardo la Cassazione ha sposato l’orientamento secondo cui, a dover presentare la domanda di mediazione successiva all’opposizione a decreto ingiuntivo, deve essere il debitore (in quanto attore formale) e non il creditore (benché attore sostanziale) [1].

Che succede invece nel caso della negoziazione assistita? La risposta è nella legge (sebbene formulata in modo sintetico) la quale stabilisce che [2] l’obbligo della negoziazione non si applica nei procedimenti per ingiunzione «inclusa l’opposizione», senza nessuna eccezione. Invece, per la mediazione è stata usata la seguente formula: la mediazione non si applica «nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione». Dal confronto tra le due disposizioni si comprende che, per la negoziazione assistita non c’è alcun obbligo neanche successivamente all’opposizione.

Si può quindi dire che tutte le volte in cui il creditore decide di agire con il decreto ingiuntivo, non spetta né a questi, né al debitore, tanto in sede di procedura monitoria, tanto nella successiva fase di opposizione, proporre la negoziazione assistita.

note

[1] Un altro orientamento  ritiene che l’onere di promuovere il tentativo di mediazione nel giudizio nascente dall’opposizione a decreto ingiuntivo spetta all’originario creditore (e quindi al ricorrente) il quale nell’opposizione assume la veste di “attore sostanziale”. (Trib. Firenze 17 gennaio 2016, Trib. Pescara 26 marzo 2015,  Trib. Firenze 12 gennaio 2015,Trib. Firenze 24 settembre 2014, Trib. Firenze 17 marzo 2014, Trib. Varese 18 maggio 2012).

[2] Decreto legge. n. 132/2014 art. 3 co. 1 e 3.


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