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Scuola: come cambia dopo le elezioni 2018

7 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Marzo 2018



Contratto, precari, riforme, diritto allo studio, programmi didattici, vaccini, ricerca, università: cosa intende fare chi dovrà formare un nuovo Governo.

È, da sempre, uno dei comparti più «agitati», quello in cui, ogni anno, non manca mai una manifestazione in piazza, uno sciopero, una polemica. Al mondo della scuola, che dovrebbe garantire al personale un lavoro stabile e ai ragazzi il diritto allo studio, i due schieramenti in lizza per formare un nuovo Governo dopo le elezioni 2018 hanno dedicato una parte importante del programma. Senza entrare in valutazioni politiche, ci si chiede, dunque: la scuola come cambia dopo le elezioni 2018? Quali sono i provvedimenti previsti dal Centrodestra e dal Movimento 5 Stelle nel caso in cui ricevessero dal Quirinale il mandato per governare il Paese nella prossima legislatura? Che cosa intendono fare per migliorare la stabilità degli insegnanti precari, la qualità dell’offerta formativa e per rendere il percorso scolastico accessibile (anche economicamente) a tutti? Vediamo, in base a quanto proposto dai vincitori, come cambia la scuola dopo le elezioni 2018. O come dovrebbe cambiare.

Scuola: come cambia con il Centrodestra

Se sarà la coalizione di Centrodestra a ricevere il mandato per governare nei prossimi cinque anni, bisognerà mettere insieme le proposte dei vari partiti, considerando che sarà la Lega ad avere il peso maggiore in quanto è la formazione che ha raccolto il maggior numero di consensi all’interno dello schieramento.

Ci sono, comunque, degli obiettivi comuni. In linea generale, quello di ridare alla scuola la dignità che merita e l’attuazione di un nuovo piano di edilizia scolastica per il risanamento degli edifici. Più nello specifico:

  • la centralità del rapporto docente-studente;
  • un maggiore sostegno per l’aggiornamento professionale degli insegnanti;
  • la valorizzazione della meritocrazia;
  • l’azzeramento progressivo del precariato;
  • il rilancio dell’università.

Scuola: come cambia con le proposte della Lega

Come detto, tra i punti in comune della coalizione del Centrodestra per cambiare la scuola c’è quello dell’eliminazione progressiva del precariato. Per raggiungere quest’obiettivo (e venendo alle proposte concrete di ogni singolo partito), Matteo Salvini punta su un tema molto caro alla Lega: il federalismo. In sostanza, il leader del Carroccio vorrebbe proporre il modello tedesco che concede alle Regioni la facoltà di gestire in maniera autonoma l’istruzione pubblica e privata, escludendo le linee generali che restano a carico dello Stato.

Quali sarebbero le competenze delle Regioni in materia di scuola? Ad esempio il reclutamento dei docenti attraverso l’introduzione del principio del domicilio professionale, che consentirebbe a maestri e professori di scegliere liberamente in quale Regione chiedere di diventare di ruolo per evitare trasferimenti sgraditi.

Altro punto nell’agenda della Lega per quanto riguarda la scuola è quello relativo alla revisione dell’alternanza lavoro-scuola, non gradito a Salvini nei termini in cui è regolato dalla legge sulla Buona Scuola approvata dal Governo Renzi [1]. Come verrà rivista, però, non è stato ancora specificato.

Più concreta, invece, la posizione del Carroccio sull’obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i minori tra 0 e 16 anni a scuola. Salvini, pur ritenendo utili i vaccini, vorrebbe togliere questo vincolo. Cosa, però, che gli alleati (soprattutto i forzisti) non vedono di buon occhio.

Scuola: come cambia con le proposte di Forza Italia

Silvio Berlusconi concentra in questi punti il suo progetto per cambiare la scuola nei prossimi anni:

  • la mobilità dei docenti con il vincolo di permanenza triennale nella provincia in cui sono stati assunti (obbligo sospeso dal Ministero). Rimane, comunque, la chiamata diretta;
  • la revisione della legge sulla Buona Scuola per quanto riguarda il reclutamento e dell’alternanza scuola-lavoro;
  • il potenziamento della meritocrazia valorizzando le capacità degli insegnanti e del personale scolastico;
  • la convocazione di un concorso specifico per chi ha conseguito un diploma magistrale.

Scuola: come cambia con le proposte di Fratelli d’Italia

Anche il partito di Giorgia Meloni punta il dito contro i due provvedimenti del Governo uscente già citati: la legge sulla Buona scuola (che Fdi vuole abolire) e l’alternanza scuola-lavoro (che vuole, invece, rivedere).

Per il resto, Fratelli d’Italia propone per cambiare la scuola:

  • maggiori tutele per il corpo docente;
  • più risorse per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti, anche sull’uso degli strumenti tecnologici;
  • un sistema di orientamento universitario e lavorativo più concreto;
  • la riforma dell’università con un ciclo di studi di 4 anni, l’abolizione del test d’ingresso e l’introduzione di un sistema di accesso per merito al termine del primo anno di corso comune a più facoltà;
  • la copertura totale delle borse di studio per merito.

Scuola: come cambia con le proposte di Noi con l’Italia

Noi con l’Italia, la formazione centrista minore (in quanto a numero di voti raccolti alle elezioni 2018), pone sul tavolo queste proposte per cambiare la scuola:

  • piena autonomia delle scuole;
  • introduzione della seconda lingua obbligatoria alle superiori;
  • valutazione più efficace degli insegnanti, accessibile ai genitori affinché questi possano scegliere quelli più indicati per i propri figli;
  • messa in sicurezza degli edifici scolastici;
  • riforma del contratto nazionale dei docenti per differenziare livelli, tempo dedicato al lavoro e merito;
  • part time obbligatorio per chi affianca all’insegnamento la libera professione;
  • ripristino del voto in condotta;
  • iniziative contro il cyberbullismo;
  • riorganizzazione dei licei musicali;
  • piena equiparazione di accademie di Belle Arti e Conservatori di Musica alle università;
  • riforma del diritto allo studio con prestiti d’onore e borse più consistenti basate sul merito;
  • creazione di poli universitari di eccellenza.

Scuola: come cambia con il Movimento 5 Stelle

Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, decide di dare il mandato per un nuovo Governo al Movimento 5 Stelle di Luigi di Maio, come cambia la scuola dopo le elezioni 2018?

I grillini si propongono di riportare la scuola pubblica al centro delle politiche del Governo per renderla «gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa», aumentando le risorse alla media europea del 10,2% dall’attuale 7,9% che lo Stato destina all’Istruzione. Inoltre, l’eventuale Governo a 5 Stelle intende abolire la legge sulla Buona Scuola.

Il M5S sintetizza in questi 10 punti gli interventi che intende attuare nel caso dovesse prendere le redini del Paese nei prossimi 5 anni:

  • assunzione di dirigenti scolastici che garantiscano il funzionamento dei singoli istituti;
  • assunzione di personale docente eliminando la chiamata diretta ed elaborando un censimento dei precari per favorire la loro stabilità;
  • revisione del piano di formazione professionale degli insegnanti attraverso l’aggiornamento costante e retribuito e l’adeguato supporto di figure specializzate;
  • riforma dei modelli didattici, puntando sulla sperimentazione di nuove metodologie come l’introduzione della lingua inglese nella scuola dell’infanzia, l’aumento delle ore di laboratorio, la creazione di una piattaforma digitale per la consultazione di libri scolastici, ecc.;
  • riorganizzazione delle classi, portandole ad un massimo di 20 alunni e ripristinando il tempo pieno;
  • formazione del personale docente sul tema dell’inclusione scolastica;
  • revisione del sistema di valutazione dei docenti eliminando le prove Invalsi agli esami, superando la valutazione numerica per dare spazio a quella basata sulle competenze ed eliminando il bonus merito;
  • cancellazione dell’alternanza scuola-lavoro in favore di percorsi formativi diversi;
  • riqualificazione degli edifici scolastici;
  • cancellazione dei finanziamenti per le scuole private.

note

[1] Legge n. 107/2015 del 13.07.2015.


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