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Lo sai che? Servizio civile: cosa si fa?

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

Si viene pagati? A cosa serve? Chi lo può fare? Quali attività si svolgono? Ecco le risposte per chi fosse interessato a questa esperienza di volontariato

A volte le idee su cosa fare da grandi sono un po’ annebbiate. Altre volte – terminati gli studi – si ha voglia di mettersi in gioco, per crescere e iniziare a fare la propria parte di cittadino attivo. Altre volte ancora la propria attitudine a lavorare nel sociale, porta ad avvicinarsi al mondo del volontariato. E oggi di progetti nazionali, europei e internazionali a cui oggi ragazzi e ragazze possono accedere, è davvero pieno. Tra questi c’è anche il servizio civile: un’opportunità di aprire gli occhi sul mondo e di dare il proprio contributo alla comunità. È un vero e proprio trampolino di lancio nel mondo adulto – e perché no – in quello del lavoro. Perché spesso da un’esperienza di volontario di servizio civile possono nascere collaborazioni fruttuose, che portano anche a future assunzioni. Vediamo ora in questo articolo in quali settori si può svolgere il servizio civile e cosa si fa quando si diventa volontari di servizio civile.

Cos’è il servizio civile?

I più giovani neanche li conoscono i tempi in cui i propri padri, zii e nonni facevano il servizio militare. Fino al 2004 infatti l’Italia ha mantenuto per legge la leva obbligatoria, anche se dal 2001 chi proprio non voleva cimentarsi con regole ed esercitazioni militari o chi era contrario al principio militare, poteva in alternativa fare obiezione di coscienza e impegnarsi comunque nel servizio civile [1]. Un modo di mettersi lo stesso al servizio della propria patria, senza però l’uso delle armi e della disciplina mimetica. Con l’abolizione del servizio militare e dell’obiezione di coscienza si è poi deciso di mantenere in piedi il servizio civile, come opportunità (non obbligatoria) per tutti i ragazzi e ragazze che volessero dare il proprio contributo.

È stato così introdotto il servizio civile nazionale volontario (e anche internazionale, con la possibilità di volare all’estero): un’esperienza di volontariato di 12 mesi, nata per consentire ai giovani tra i 18 e i 28 anni di impegnarsi in progetti di solidarietà sociale, formazione civica e di tutela culturale e del patrimonio del paese. Un modo alternativo alle armi, per difendere e far progredire il proprio Paese.

Servizio civile: chi può farlo?

A chi si rivolge l’esperienza del servizio civile? Chi può aspirare a trascorrere 12 mesi della propria vita approfittando di questa esperienza formativa e di volontariato?

Il servizio civile è ovviamente rivolto ai giovani, quindi a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni, che magari terminato il proprio ciclo di studi o in attesa di capire come proseguirlo, decidono di prendersi un annetto di pausa riflessiva, impegnandosi in progetti sociali, culturali, civici, educativi. Ecco in dettaglio chi può fare servizio civile [2]:

  • ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni;
  • chi ha cittadinanza italiana, europea o cittadinanza extra-europea ma in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo;
  • chi non ha già fatto il servizio civile in precedenza;
  • chi non appartiene ai corpi militari dello Stato;
  • chi non ha in essere rapporti di collaborazione o lavoro con l’ente in cui vuole svolgere il servizio civile;
  • chi gode dei diritti civili e politici;
  • chi non ha condanne penali con detenzione superiori un anno; oppure reclusione inferiore a un anno per delitti contro la persona, detenzione, uso o trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o esplosivi; oppure ancora per atti terroristici o legati alla criminalità organizzata.

Servizio civile: dove presentare la domanda?

La partecipazione al servizio civile è regolata da un bando pubblico (o più bandi per il servizio regionale), che viene pubblicato sul sito web del servizio civile, sulla Gazzetta ufficiale e sui vari siti di associazioni o enti che promuovono i progetti.

Chi decide di partecipare al servizio civile non deve fare altro che:

  • consultare questo bando pubblico (all’interno c’è scritto tutto: progetti finanziati, requisiti di accesso e modalità di adesione comprese);
  • scegliere, tra i tanti progetti finanziati, quello a cui si vuole partecipare come volontario;
  • compilare la domanda di partecipazione (allegato 2 e allegato 3, più fotocopia documento d’identità e cv) e spedirla direttamente all’ente o all’associazione titolare del progetto prescelto;
  • presentarsi ai colloqui di selezione, organizzati e svolti direttamente dagli enti/associazioni

Dove si svolge il servizio civile?

Prima di capire cosa si faccia durante il servizio civile, dobbiamo analizzare dove si svolge. I progetti di cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente, altro non sono che i contenitori in cui il volontario andrà a svolgere la propria attività.

Non basta dire voglio svolgere il servizio civile per aiutare gli altri. Questo è solo lo step iniziale. Dopodiché si dovrà scegliere il progetto specifico su cui si vuole lavorare. E questo progetto viene promosso e gestito da una specifica associazione di volontariato o qualsiasi altro ente. Ovviamente sono progetti per i quali questi enti e associazioni hanno precedentemente chiesto il finanziamento all’Ufficio nazionale del servizio civile, ottenendolo. Sono quindi già approvati e finanziati. E il volontario se li trova elencati tutti nel bando. Basterà scegliere l’associazione e il progetto in cui si vuole prestare il servizio.

Servizio civile: cosa si fa?

Scendiamo ancora più in dettaglio per capire cosa fa esattamente un volontario del servizio civile. Cosa si fa in questi progetti?

Tutti i progetti finanziati hanno diversi ambiti di attività, in cui i ragazzi e ragazze possono operare:

  • assistenza;
  • protezione civile;
  • protezione del patrimonio ambientale e riqualificazione urbana;
  • protezione e tutela del patrimonio storico, artistico e culturale;
  • educazione e promozione culturale e dello sport;
  • agricoltura sociale e biodiversità;
  • cooperazione allo sviluppo, promozione dei diritti umani, della difesa non armata, della pace;
  • promozione della cultura italiana all’estero.

Vediamo alcuni esempi concreti di enti (anche pubblici) e associazioni in cui svolgere il servizio civile.

Solo per citarne alcuni: le Acli (associazioni cristiane lavoratori italiani); Croce rossa italiana; Comunità Capo d’arco; Lega Coop; Associazione difesa orientamento consumatori (Adoc); Caritas; Protezione civile; Associazione volontari italiani sangue (Avis); Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’interno; Associazione centri sportivi italiani; Federconsumatori; Unicef; Volontari nel mondo (Focsiv); Comunità Papa Giovanni XXIII; Arci; Associazione avvocato di strada onlus; Medici senza frontiere; Save the children; Lega del filo d’oro.

Ovviamente questi enti sono solo indicativi. Possono variare di volta in volta, a seconda dell’approvazione o meno dei loro progetti presentati all’Ufficio nazionale del servizio civile.

Tra le attività che si possono svolgere in questi enti e associazioni, ecco cosa si fa in servizio civile:

  • assistenza agli uffici in cui si viene impiegati (ufficio adozioni, ufficio promozione campagne sensibilizzazione, ufficio traduzioni, ufficio stampa);
  • attività bibliotecarie;
  • attività di back office;
  • attività ludiche con bambini;
  • attività di educazione;
  • supporto in progetti di sostegno scolastico;
  • assistenza nei centri culturali italiani all’estero (insegnamento della lingua, laboratori);
  • assistenza nell’organizzazione di eventi e mostre
  • organizzazione eventi di sensibilizzazione alla buona causa portata avanti dall’associazione in cui si svolge servizio (pace, diritti civili, diritti umani, ricerca scientifica, ecc..)
  • organizzazione di attività di educazione e formazione (nelle scuole, nelle parrocchie, nelle comunità, ecc).

Ovviamente, quando si viene selezionati per svolgere il servizio civile, prima di essere gettati nella mischia del lavoro, viene garantito un periodo di formazione, in cui si spiega al volontario i propri doveri, i propri diritti e lo si prepara a svolgere al meglio le mansioni che gli saranno poi affidate. In ogni caso non verrà quasi mai lasciato solo a se stesso (almeno non dovrebbe succedere).

 Chi fa servizio civile viene pagato?

Ma se il servizio civile è volontario, significa che non si riceve retribuzione? Non proprio. Anche se si viene chiamati volontari, in realtà per tutto il periodo di svolgimento del servizio, si percepisce un compenso.

Si lavora di norma 5 o 6 giorni a settimana, per un massimo di 25 ore settimanali e si vene retribuiti:

  • per chi fa servizio civile in Italia, 433,80 euro netti al mese;
  • per chi fa il servizio civile all’estero, 433,80 euro netti al mese + un’indennità giornaliera, che varia in base al paese in cui si opera (dai 13 ai 15 euro al giorno)

I compensi percepiti dai ragazzi volontari non sono però stipendi. Questo perché il servizio civile non è un rapporto di lavoro. Ai fini del trattamento fiscale quindi sono considerati redditi esenti da tassazione (a patto che si sia iniziato il servizio civile dal 18 aprile 2017). Per chi ha iniziato prima di questa data sono invece assimilati ai redditi da lavoro dipendente.

Per maggiori dettagli su questo tema è possibile consultare l’articolo Chi fa servizio civile viene pagato?

note

[1] Legge n. 64 del 6 marzo 2001.

[2] D. lgs. n.40 del 6 marzo 2017.

Autore immagine: Pixabay


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